Chic ed elitario nell’immaginario comune, oggi al centro di una riscoperta nei tempi di consumo e negli abbinamenti, lo champagne torna a Modena Champagne Experience, la kermesse italiana dedicata alla bollicina più iconica al mondo, che quest’anno prevede la partecipazione di ben 141 Maison e piccoli vigneron, il 16% in più rispetto allo scorso anno.
La due giorni di domenica 16 e lunedì 17 ottobre riunirà negli spazi di Modena Fiere più di 800 vini in degustazione ai banchi d’assaggio, dai Brut sans année alle Cuvée di prestigio passando per i rosé, i Blanc de Blancs e i Blanc de Noirs; e tra un nutrito programma di eventi formativi e degustazioni didattiche, non mancherà una tavola rotonda dedicata all’impegno femminile presente in Champagne, tenuta dalle fondatrici dell’associazione “La Transmission - Femmes en Champagne”.
Lo champagne, da sempre accostato al concetto di lusso, di recente sta godendo di una modifica della percezione da parte del consumatore.
"Se anni fa lo Champagne veniva bevuto in ottica celebrativa – afferma infatti Lorenzo Righi, direttore di Società Excellence - in occasione di eventi particolari e soprattutto nel periodo ottobre-dicembre, oggi possiamo dire che il suo consumo avviene durante tutto l'anno, trattandosi, in fondo, di un prodotto versatile. Nel 2021, dopo il Covid, si è registrata una ripartenza brillante del mondo del vino e soprattutto dello champagne, il cui consumo è aumentato del 39% rispetto al 2019” – conclude Righi.
Intanto la richiesta di accrediti alla Modena Champagne Experience è cresciuta del 25% rispetto allo scorso anno e gli operatori del settore Ho.re.ca. sono sempre più interessati a prendere parte ad un evento che offre al visitatore un’esperienza molto ben strutturata e organizzata secondo le regioni di appartenenza geografica dello champagne: le macro-zone francesi di Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte des Blancs e Aube.
Modena Champagne Experience resta tuttavia connotata da un’impronta didattica che quest’anno vede l’organizzazione di diverse master class con professionisti del settore come Alberto Lupetti, giornalista esperto di bollicine francesi o Alessandro Scorsone, sommelier e maestro cerimoniere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il quale, fra gli altri, terrà un seminario su Chardonnay e Blanc de Noirs.Modena è quindi pronta ad accogliere addetti ai lavori e appassionati, da degna rappresentante di un’Emilia che in Italia resta tra le migliori regioni estimatrici di champagne, complice probabilmente la tradizione di un’altra bollicina, quella del Lambrusco, che vede abituati i palati emiliani alla percezione gustativa delle durezze del vino, come l’acidità e la sapidità.
E a proposito di Lambrusco, Modena Champagne Experience oltre che essere l'occasione per diffondere la cultura della bollicina d’Oltralpe, non dimentica la valorizzazione del made in Italy e l’auspicio di promuovere nuove collaborazioni con le eccellenze italiane. Anche in questa edizione, infatti, partner come il Consorzio del Lambrusco – che ultimamente sta muovendo passi decisi verso logiche produttivo-qualitative più consistenti rispetto al passato – e il Consorzio del Parmigiano Reggiano, saranno coinvolti nelle master class dell’evento.
Dunque, le bollicine francesi protagoniste e il made in Italy che gira intorno, perché di diffonderlo non ci si stanca mai e proposto al consumatore sotto forma di esperienza, come quella della degustazione didattica, contribuisce ad aggiungere fascino alle attese per questa edizione.