Un drink ispirato all'artista francese Jean Cocteau. Un flash di Cuba. Un pizzico di Giamaica. Senza contare il caffè arabo (44 modi di servirlo e oltre 22 di riceverlo, dicono, ma in realtà sono di più). E il tè chai, speziato con cardamomo, chiodi di garofano, cannella, pepe nero, zenzero. Dove se non a Dubai si può bere sia alcohol free che uno dei cocktail più cari del mondo (3300 euro) per via del Macallan Single Malt Whisky invecchiato 55 anni, solo 420 bottiglie? Tre milioni di abitanti, quasi il 90 per cento di stranieri (un 2,4 di europei) sono concentrati in 35 chilometri quadrati perciò la parola mixology ha un doppio significato. Qui tutto si mescola. Il motto è: “Diteci cosa vi piace e cosa sognate, noi lo tradurremo in forma liquida”.
Caffè: liscio, gasato, speziato
Avrebbe senso cominciare con il tradizionale infuso di caffè verde ingentilito da cardamomo, zafferano e acqua di rose. Niente zucchero. La versione filologicamente corretta si sorseggia al Centro per la comprensione culturale dello Sceicco Mohammed nelle tazzine senza manico con l’aggiunta di un dattero per la dolcezza. Poi, nascosto nel cuore di Al Fahidi, quartiere storico di Dubai, c’è il Museo del Caffè il primo del Medio Oriente, un viaggio sensoriale nella tradizione. Ma anche qui è arrivata la modernità. Al Nightjar, dentro il Time Out Market www.timeoutmarket.com/dubai/eat-and-drink/ potete assaggiare il Nitro Cold Brew, caffè alla spina cremoso, estratto a freddo, addizionato al momento con azoto, e il “Fizzy coffee”, il caffè frizzante. Divertenti, se non ve li proibisce la religione dell’espresso.
Le Petit Maison: un po’ di Francia nel distretto finanziario
«C’è voluto un anno per completare il menu-tributo a Jean Cocteau, uno dei grandi del ventunesimo secolo”, racconta il Bar Manager Tibor Krascsenics, “ognuno dei 12 drink è pensato per gli appassionati di arte e mixology. L’opera teatrale Orphée rivive in coppe dipinte a mano e in un miscelato a base di pesca, albicocca, mandarino, mandorla e washing di gin allo yogurt greco. La “Lettre à Coco”, che rappresenta la speciale amicizia tra Cocteau e Coco Chanel, è a base di vodka, con champagne, gelsomino, bergamotto e rosa. Consegnato al bancone con una nota di Chanel numero 5…. La "Bella e la Bestia" (capolavoro cinematografico di Cocteau), realizzato con Grey Goose, Saint German, Yellow Chartreuse, fragola e finocchio, è servito con una fragola fresca racchiusa nel cubetto di ghiaccio più perfetto mai visto. "Trinity" (Bacardi Ocho Rum, cacao, fragola, acqua di miele di Islay e bitter) arriva in un "bicchiere galleggiante". Come accompagnamento: pane croccante, tapenade di olive salato, hummus di fagioli e burro cremoso. Atmosfera da bistrot parigino di lusso.
Deseo: un po’ di Sudamerica nel quartiere del Burj Khalifa
L’hotel Me Dubai del quale Deseo fa parte, ispirato alla geometria della natura, è il primo e unico al mondo progettato dall’archistar Zaha Hadid. Qui si respira aria di Sudamerica dalle 12 alle 24 sette giorni su sette. Sul bancone: rum, tequila, pisco, mezcal, cachaça e di tepache, bevanda messicana frizzante e leggermente alcolica ottenuta con la fermentazione delle bucce d’ananas. Nella drink list ci sono: La Palenquera, con rum speziato e gassosa colombiana, Piña Tepache, un twist sulla Piña Colada con rum Fat Wash, olio di cocco e tepache, e Mascalzone Latino, con tequila anejo, cachaça, cordiale di limone e distillato di agave leggermente salato. In Bienvenidos en Cuba abbiamo il Banana Daiquiri, con rum cubano, banana chiarificata e lime. Davvero siamo in un emirato arabo?
Zuma: Un po’ di Giappone a downtown
È una versione sofisticata del tradizionale stile izakaya, rispettato anche nel bar. Ma cultura giapponese e italiana si incontrano nel “Nomikai” (qualcosa di simile al nostro aperitivo). Piace la reinterpretazione di un classico made in Italy, il “Garibaldi”, creato con bitter, succo d’arancia appena pressato e un cordiale yuzu chiarificato fatto in casa. Ma le variazioni sono tante, dall’Amerikonos tributo allo Zuma di Mykonos, fino al twist sul Ramos Gin Fizz che utilizza una Yuzu-Pannacotta fatta in casa al posto della tradizionale doppia panna. Parola d’ordine: fusion.
Tresind Studio: un po’ di India sul tetto del Nakheel Mall, isola artifciale Palm Jumeirah
È quasi un’esperienza spirituale. Tresind Studio, primo ristorante indiano a ottenere una stella Michelin, ha un giardino pensile dove si coltivano i minuscoli fiori e le erbe usate nei piatti del ristorante e nei cocktail. Come spiega lo chef Himanshu Saini, i sottoprodotti della cucina servono a preparare drink creativi a base di cordiale al cacao e finocchio, popcorn e sciroppo di acido di fichi, papaya sottaceto e tepache all'ananas. Grazie anche all'alchimia creata dal mixologist Dom Carella. Nel bar Papadom Botanic, stagione permettendo, si sta all'aperto tra calendule, tageti e garofanini. Si beve "La benedizione" (gin Tanqueray, vermouth Mancino rosso e cacao, cordiale al cacao e finocchio). Oppure il Backyardfizz che si potrebbe tradurre "frizzantezza del cortile" con whisky alle, erbe sherry, mango e soda. Originale il Killer Pandan: bacardi superior, pandan, (una pianta aromatica che colora tutto di verde intenso) lime, arachidi tostate in salamoia e pepe verde in infusione. Un capitolo a parte sono i drink che accompagnano i piatti scenografici del ristorante. Un infuso di pompelmo per il “kebab scarpetta”, un kombucha rosso ciliegia, mix di fermentati e distillati di erbe. Da perderci la testa.
Desideri in forma liquida
Vi piace il basilico? Il Monkey Bar, all’ultimo piano del non altissimo ma labirintico e affascinante 25hours Hotel One Central offre il profumato Gin Basil Slush (gin Tanqueray, liquore P31 e ovviamente di basilico). In più c’è la strabiliante vista sul Museo del Futuro. Qualcosa di insolito? Al Vault, ai piani 72 e 73 del Marriot va forte il Deposit Box, miscela di burbon, cointreau all’arancia e bitter, invecchiati in una botte di rovere per due settimane e affumicati con il tabacco. Qualcosa di non troppo impegnativo? lo Smash Bluegrass (bourbon, sciroppo di miele crudo, arancia, limone e rosmarino) e il Daiquiri al tè bianco (rum al tè bianco, succo di lime, miele di camomilla e amaretti al cioccolato). E naturalmente ci sono i mocktails, profumati e speziati, con oro e zafferano. Sono troppi, come i desideri. Impossibile realizzarli (berli) tutti.