Il vino rappresenta da sempre, nell’immaginario collettivo, il sapore e l’odore dell’autunno. Le foglie cadono, i colori cambiano, la vigna diventa un luiogo magico e caldo, dopo aver partorito, con la vendemmia, i suoi frutti più preziosi: le cantine mormorano, il mosto ribolle nelle botti di legno . Ma il mondo del vino travalica i confini fisici e scorre nelle pagine di racconti e manuali che ne raccolgono le sue mille gradazioni e le varie sfaccettature. La letteratura enoica, infatti, non declina il vino esclusivamente in guide, tour o degustazioni, ma lo inserisce anche in trattati di scienza e di genetica, lo indica come una delle soluzioni per liberare la società moderna da false credenze e per aprire nuove possibilità al turismo. Il vino non è solo la tradizionale bevanda rossa, bianca o rosata da abbinare al cibo, ma può diventare il protagonista di un romanzo di uomini che vivono con passione e genuina ostinazione il loro lavoro, un manifesto che esalta l’inventiva delle donne del settore, un saggio di divulgazione tecnico-scientifica. Il vino è soprattutto vite, nel doppio senso di pianta ed esistenza, vite forti e determinate come quelle dei vignaioli; dinamiche come quelle dei produttori; piene di sapienza come quella di Attilio Scienza.
I tre libri che abbiamo selezionato per voi si distaccano dai soliti clichè delle letture vinicole, non vi aiuteranno solo a scegliere quale bottiglia comprare o quale etichetta privilegiare, ma vi apriranno nuove strade e nuove riflessioni sul ruolo del vino in una prospettiva diversa, come risposta scientifica alle fake news sulla sua purezza, come strumento di indagine sui trend e i comportamenti dell’enoturismo italiano, o come elemento di critica sociale ai miti delle start-up e della velocità, che hanno conquistato il mondo moderno ma non quello delle vigne. Per un autunno da bere. E da leggere.
VINE AND PREJUDICE - Fake science and the search for the perfect grape
Attilio Scienza - Mamma Jumbo Shrimp – pp. 123 - 10€
Anche se il titolo richiama all’orecchio il famoso romanzo di Jane Austen Pride and Prejudice, non c’è niente di romanzesco in questo trattato scientifico sulla vite e i suoi falsi miti, in formato tascabile, pensato per un pubblico anche internazionale (in inglese). L’autore, che di scientifico ha anche il cognome, è l’esperto di viticoltura Attilio Scienza, professore di Miglioramento genetico della vite all’Università di Milano, con Mamma Jumbo Shrimp. Il libro prende forma dalle puntate del podcast Italian Wine di Stevie Kim, dove erano già presenti gli embrioni delle idee poi sviluppate in questa piccola guida. Con un approccio storico-filosofico, in solo un centinaio di pagine, Scienza sviscera le problematiche del vino in un mondo sempre più antiscientifico, dove le fake news sono riconosciute più veritiere degli assiomi degli studiosi. L’autore esamina la genetica dell'uva attraverso una lente sociologica, partendo dalla biologia e dalla paleontologia del vino fino alle nuove ibridazioni e ai progressi del DNA, smascherando i falsi miti della vite, come quello della purezza, in un viaggio alla scoperta delle trasformazioni del vino durante lo sviluppo geologico della terra. Un libro sintetico e didascalico, quasi enciclopedico in alcuni tratti, non certo ideale per chi è alle prime armi nell’approcciarsi all’argomento. Ma nonostante la complessità, la bravura e la passione con cui Scienza ci racconta e ci spiega la sua materia lo rendono scorrevole e mai pesante. Inoltre, a facilitarne la lettura e la comprensione, ci pensano anche piccoli focus riassuntivi su personaggio storici e temi specifici, presenti in ogni capitolo. Una bella scoperta per i più informati.
VIAGGIO NELL’ITALIA DEL VINO. Osservatorio enoturismo: normative, buone pratiche e nuovi trend
Dario Stefàno, Donatella Cinelli Colombini, Associazione nazionale Città del Vino, Nomisma-Wine Monitor – Agra Editrice – pp. 118 - 25€
L’enoturismo è ormai un fenomeno in forte ascesa: vigne, vini ed esperienze in cantina sono ormai un’attrattiva sempre più in voga per i viaggiatori italiani e stranieri. 14 milioni di visite in cantina e un giro d'affari complessivo di 2,5 miliardi di euro: questi sono i numeri del turismo del vino che emergono dal nuovo manuale scritto a quattro mani dal senatore Dario Stefàno, padre della legge sull’enoturismo e sull’oleoturismo, e da Donatella Cinelli Colombini, presidente delle Donne del Vino. Con loro hanno collaborato anche le associazioni Città del vino e Nomisma-Wine Monitor, sviluppando un’indagine su 92 comuni e 150 cantine che mostra come l'enoturismo ha determinato ricadute positive nella tutela del territorio e per le aree marginali. Tra i trend emersi dall’analisi, come le esperienze enoiche proposte ai visitatori, il target degli enoturisti e il loro comportamento, ciò che risalta maggiormente è il nuovo ruolo delle donne nelle cantine italiane, tra marketing, comunicazione ed enoturismo: in pratica, gli uomini producono e le donne trasformano il vino italiano in guadagno. Un libro di grande utilità per chiunque è interessato a questo settore, in particolare per i gestori di cantine, che possono trovare un pratico know-how per iniziare o sviluppare questa attività con professionalità e soprattutto idee e fantasia, spingendo su promozione, comunicazione e formazione, ma anche digitalizzazione e monitoraggio. Il tutto senza dimenticare che lo scopo finale dell’enoturismo è sempre quello di suscitare interesse ed emozioni nei visitatori, offrendo loro un’esperienza di comfort e di gusto.
INTRECCI DI VITE. Elogio della caparbietà dei vignaioli
Alain Graillot, Laure Gasparotto – Edizioni Ampelos – pp. 176 – 21,90€
“Realizzare un progetto di vita intorno alla vigna è una follia o una sorta di resilienza. È un progetto che nasce dalla necessità assoluta di produrre un piccolo capolavoro incerto, che ha come materia prima delle viti e della terra”. Così inizia la prefazione dello chef Pierre Gagnaire, 3 stelle Michelin, al libro uscito postumo di Alain Graillot, famoso vignaiolo del Rodano, e Laure Gasparotto, giornalista di Le Monde ed esperta di vini, edito da Ampelos, casa editrice specializzata nel settore vitivinicolo. Un racconto in terza persona, con alcune incursioni autoriali in prima, che ci porta nell’intimità di una ventina di grandi nomi del mondo del vino francesi, maestri di Graillot, che si raccontano e si confidano a lui come ad un amico. Dalla scoperta di queste personalità umili, si attraversa la trasformazione della Francia vitivinicola del secolo scorso in paese industriale moderno, evidenziando l’evoluzione del mestiere del vignaiolo che, in una società in cui regna la fretta, fa della resilienza la sua forza. L’opera vuole essere un omaggio al carattere e alla determinazione eccezionali di questi lavoratori, una sorta di tribù che continua a combattere per la propria libertà e per il rispetto del tempo. Vignaioli per passione, reinventati tali dopo una vita passata a fare altro; caparbi, che si intestardiscono su terreni che nessuno vuole; artigiani, che fanno il vino a mano senza mezzi agricoli e senza tecnologie moderne; vignaioli i cui vini non hanno mercato, ma la cui insistenza nel proporli, anno dopo anno, finisce per crearlo. Proprio come la vite, il vignaiolo è vulnerabile e durevole, si piega ma non si spezza di fronte ai cambiamenti.