Terra Madre 2022 e «C’è più gusto a Bologna» sono unite da un solido spago. Il messaggio lanciato con forza da Carlo Petrini nell’ultima giornata della kermesse di straordinario successo organizzata da Slow Food a Torino, rimbalzerà il 5 e il 6 novembre a Bologna nel primo appuntamento nazionale organizzato da «ilgusto.mom», la testata che produce i contenuti di cibo, vino e viaggi per i quotidiani del gruppo Gedi. L’appuntamento in programma a Palazzo Re Enzo coinvolgerà i più importanti chef italiani, opinion leader dell’enogastronomia, giornalisti e tutti quelli che avranno voglia di assaggiare. Perchè a Bologna, come a Terra Madre, il cibo si potrà assaggiare come spiega il sottotitolo dell’evento: adesso parla il cibo.
Mangiare è un atto politico ma come in ogni contesto per esercitarlo e metterlo in pratica bisogna avere la conoscenza per comprendere l’atto che si compie. E’ il messaggio di «Terra Madre», è il messaggio di «C’è più gusto a Bologna». A Torino Carlo Petrini ha chiesto atteggiamenti concreti perché quando si parla di sostenibilità bisogna sapere a che cosa si sta facendo riferimento, altrimenti è solo lavarsi la coscienza, fare «green washing». Il fondatore e unico leader di Slow Food ha invitato il mondo del cibo a fare una profonda riflessione: «Dobbiamo dire con estrema chiarezza che questo sistema alimentare globale è un sistema criminale, perché sta creando sofferenze. Produciamo cibo per 12 miliardi di viventi, siamo 7,8 miliardi ma il 32% di quel cibo viene buttato via. Buttiamo via un miliardo e mezzo di tonnellate di cibo e abbiamo 900 milioni di malnutriti. Ma non è solo il cibo che buttiamo via ma sono anche i milioni di ettari di terra fertile usando per produrlo e le tonnellate d’acqua usate per produrlo. Buttiamo via tutto. E a completare il discorso va detto che un miliardo e 700 milioni di persone soffrono per malattie conseguenza dell’eccesso di cibo. Questo è il nostro assurdo mondo».
Le parole di Petrini solo allarmanti, ma svelano anche un tema profondo: non conosciamo a sufficienza il cibo che ci mettiamo nel piatto, nel carrello della spesa e addirittura quello che scegliamo di coltivare o allevare. Ecco come «Terra Madre» si lega in modo indissolubile a Bologna: per poter scegliere, evitare sprechi, conservare, cucinare, ma anche per sapere che cosa ci fa bene e che cosa, soprattutto se in eccesso, ci fa male serve consapevolezza bisogna conoscere. Imparare il cibo, assaggiarlo, comprendere che con le scelte giuste sugli scaffali di un supermercato o di un mercato rionale si può risparmiare alzando la qualità di quello che si porterà in tavola.
Durante «C’è più gusto a Bologna» (5 e 6 novembre Palazzo Re Enzo) si viaggerà accompagnati da grandi cuochi sulla strada della consapevolezza. Dell’imparare a usare il cibo perché scegliere bene non vuol dire tirare la cinghia ma godere ancora di più del cibo. L’immersione nella cultura enogastronomica delle «Master Class», la grande sala del Podestà che ospiterà contemporaneamente l’«Oktober Fest», una sagra di paese contemporanea e un mercato con artigiani selezionati. Tutto sarà una lezione di gusto. Guidati da Massimo Bottura ci saranno i più grandi chef italiani, ma si parlerà anche di come si alimentano i campioni e di come il comfort food può diventare un’emozione potente come l’amore o come una canzone.