«Il vino al centro»: lo dice la Douja d’Or, edizione numero 55, quella che passerà alla storia per le degustazioni con il Green Pass. E mai slogan fu più azzeccato: il vino è davvero al centro, di Asti in primis, grazie agli stand «diffusi» nelle piazze medievali e nei cortili dei palazzi storici. E del mondo, con l’export e i numeri che danno soddisfazione, al netto di un anno difficile. Il valore di vino e distillati delle province di Asti e Alessandria esportati nel primo semestre è di 377,5, in crescita del 24% rispetto al 2020 - registra la Camera di Commercio - con gli Stati Uniti che si confermano il primo mercato (113 milioni di euro, ovvero un +67%), seguiti dalla Germania (55 milioni, +13%).
Il tour ideale della Douja d’Or - mappa «enologica» alla mano e bicchiere al collo - comincia da piazza San Secondo, nell’enoteca di Piemonte Land of Wine, con 500 etichette del territorio e i sommelier a guidarvi nella scelta della degustazione, e dell’eventuale acquisto. Ci sono tutti i rossi e i bianchi del Monferrato nelle bottiglie da stappare al cortile di Palazzo Del Michelerio: vietato uscire senza assaggiare la Barbera d’Asti. I biologici sono alla Cascina del Racconto, mentre per aperitivi e cocktail la tappa è in piazza Roma dov’è posteggiata l’Ape Car Asti Mix. E accanto, c’è la «gemella», l’Ape Car Rural Glam per assaggi in purezza di Asti Spumante in tutte le sue declinazioni, dal pas dosè al dolce, e Moscato d’Asti Docg. La «casa» del Vermouth è a Palazzo Ottolenghi, che domani alle 21 ospita però anche la degustazione di grappe (con gli esperti dell’Anag). Per i più preparati e curiosi ci sono le masterclass, dedicate ai piemontesi e alle loro terre d’origine, come quella sul «genoma prezioso: i rari bianchi», ovvero Baratuciat, Rossese Bianco, Malvasia Moscata, Caricalasino e Bianchet (domani alle 20), o l’approfondimento sui «neri di carattere», cioè Ruchè, Pelaverga e Vespolina (domenica alle 18,30).
Tutte le info su: doujador.it.