C'è un pezzo di Provenza in Sardegna. O forse viceversa. Quale che sia la vostra preferenza geografica, se strizzate l'occhio al limpidore francese o al carattere intenso del versante italiano, non resterete delusi. Nell'entroterra del sud dell'Isola, nel cuore del Medio Campidano, prospera una piccola enclave fatta di spazi sconfinati dove il verde delle vallate lascia spazio a colori caldi, quasi arsi, a distese di lavanda e rari, ma preziosi, vigneti. E' la Marmilla, una savana che profuma di mirto ma soprattutto di Zafferano, quello di Sardegna Dop che ricama i terreni mai troppo sfruttati e spesso poco raccontati. Per arrivarci dovete lasciare la superstrada e avventurarvi in un piccolo dedalo di curve attraverso valli e colline, che vi regalerà un viaggio poetico, da affrontare con la musica di sottofondo e lo sguardo fuori dal finestrino, per cogliere un Nuraghe nascosto dagli olivastri, il Gennargentu in lontananza, qualche piccola mandria al pascolo. L'orizzonte che vi aspetta alla fine del percorso è tanto vasto che potrebbe sembrare vuoto a un primo, distratto, sguardo. In realtà racchiude tante piccole storie tutte da visitare, lontano dalle folle che assiepano le coste, immersi in uno dei microclimi più miti della regione.
Per avventurarvi alla scoperta della Marmilla, uno dei suggerimenti vincenti può essere quello di seguire il colore. Il colore dello Zafferano, che racconta una terra carica di vita, più intenso qui rispetto ad altre zone d'Italia, segnata da piccoli borghi fermi nel tempo. San Gavino Monreale, Villanovafranca e Turri sono i tre vertici di questo triangolo giallo oro al cui interno gli insediamenti umani danno poco fastidio alla natura (San Gavino Monreale, il comune più popoloso, supera di poco gli 8mila abitanti) e ci si può prendere il gusto di fare un viaggio realmente lento, slow, sano. Sano per chi viaggia e sano per il territorio, perché la mancanza di un'industria turistica massiva lascia alla natura il modo di prosperare senza essere eccessivamente affaticata.
Per una sosta golosa di tutto rispetto, deviate dalla strada di non più di dieci, quindici, minuti di automobile e fermatevi da Coxinendi, a Sanluri, una delle soste gourmet del sud isolano. Qui non troverete pietanze della contemporaneità più spinta, ma un giovane cuoco ben acculturato, Davide Atzeni, che conosce la sua terra e ne interpreta la tradizione attraverso un'attenzione maniacale alla materia prima, rigorosamente proveniente da un territorio più che ricco, che va molto oltre perfino il suo prezioso Zafferano. Il ristorante sorge di fronte al Castello di Sanluri dedicato ad Eleonora di Arborea, una tappa doppiamente importante dal punto di vista culturale, visto che all'interno vi troverete anche il Museo risorgimentale Duca d'Aosta, che affronta oltre un secolo di narrazione, dal 1800 alla fine della Grande Guerra. Da qui tornate in strada e prendete la via per una gita seguendo il profumo del pane come fosse un pifferaio magico. In paese viene infatti prodotto uno dei tanti pani la cui produzione costella la Sardegna, partendo dal Carasau e andando molto oltre.
Basteranno ancora pochi minuti di macchina, da fare rigorosamente a finestrini abbassati e musica che vi coccola delicatamente, per arrivare a Turri, un altro dei vertici del triangolo dello Zafferano di Sardegna Doc. Qui tappa indispensabile è l'agriturimo Su Massaiu, luogo polivalente. La struttura mette a disposizione delle stanze, e una piscina, con vista su uno scorcio suggestivo della Marmilla e da qui potrete partire per un viaggio verso le coltivazioni del fiore prezioso, visto che il proprietario dell'azienda è uno dei produttori del paese dell'oro rosso, tra gli organizzatori della Sagra dello Zafferano. Per le famiglie con bambini, c'è la possibilità di partecipare alla fattoria didattica interna, per lasciare esplorare ai più piccoli i ritmi e le modalità di vita della campagna più vera. Dopo un pranzo a base di specialità del territorio, ottimo il porcetto arrosto, non lasciatevi scappare la visita al Parco degli Ulivi centenari, già luogo del cuore del Fai: qui si trova la più grande concentrazione di ulivi secolari di tutta la Sardegna, per un totale di 200 piante racchiuse in poco più di due ettari di terreno con numerosi tronchi che raggiungono circonferenze di 3-5 metri. Caratteristica peculiare è che gli alberi non appartengono al proprietario del terreno ma ad altre persone per cui, per evitare appropriazioni indebite, le corteccie sono segnate con le iniziali del legittimo proprietario della pianta. L'età media stimata di questi alberi è di circa 9 secoli. Per cena, potete allontanarvi di soli 3-4 km e arrivare a Baradili, minuscolo borgo della Marmilla che conta una media di 80 abitanti per un totale di ben tre pizzerie; imperdibile Sa Scolla, già in 76° posizione per 50 Top Pizza 2020: una tonda contemporanea di ottima fattura, con materie prime del territorio, accompagnata da un'ottima carta dei vini (molti locali) e una buona selezione di distillati. Il tutto in un cortile ingentilito da un murales suggestivo, che vi porterò indietro nel tempo con l'atmosfera.
Prima di lasciare la Marmilla verso altri lidi, regalatevi una visita in un'isola all'interno dell'isola, un'enclave di bellezza a metà tra questa parte della regione e il Sarcidano. La Giara (o Sa Jara Manna, ovvero la giara grande, per distinguerla da altre formazioni geologiche simili ma più piccole), è un altopiano basaltico che s’innalza bruscamente sino a 550 metri dominando il pianeggiante paesaggio circostante. Lunga 12 chilometri, il suo naturale isolamento ha permesso la conservazione di un ecosistema unico, con animali e piante oramai rare. Nelle depressioni dove ristagna l'acqua piovana resistono due minuscoli crostacei, ‘fossili viventi’ immutati da milioni di anni, mentre tutta l'area costituisce un caso unico in Europa di colonia equina selvaggia. Is cuaddedus, i cavallini, galoppano in piccoli gruppi tra i cespugli, si rifugiano all’ombra delle sugherete e si cibano dei ranuncoli.
Scavalcato l'altipiano si è già oltre, con la Marmilla alle spalle e ancora molto altro da scoprire.