Come si utilizzano in cucina? Che differenza c’è tra quelli prodotti con un latte piuttosto che un altro? Che sapore hanno le varie stagionature? E soprattutto, quali sono i migliori in Italia? A queste e a molte altre domande risponderà, l’8 e il 9 febbraio, la seconda edizione di Formaticum, la mostra mercato delle rarità casearie italiane organizzata al Palazzo Wegil di Roma (biglietto 5 euro).
Un salone di forme di formaggi italiani impossibili da trovare nella grande distribuzione e che sono l’esempio di realtà contadine italiane che ancora puntano sulla lavorazioni di latticini di qualità (spesso con metodi di e antichi) e rispettando i criteri del rispetto dell’animale e dell’ambiente.
Venduto solo dopo una rigorosa selezione delle forme, questo formaggio faceva parte del Bitto Storico e viene prodotto solo con latte di animali che brucano l’erba del pascolo e lavorato nei “calèec”” i ricoveri in pietra millenari delle vallate della Bassa Valtellina.
Invecchiato per più di dieci anni, lo Storico Ribelle da solo non è un formaggio che permette la sopravvivenza dei caseari della zona che, per poterlo continuare a produrre, devono proporre anche formaggi come la ricotta d’Alpe al burro o il Funrace del Fèen, stagionato tra i 50 giorni e i due anni.
Rari e buonissimi, i migliori formaggi italiani in mostra a Roma
Laura Mari
L'8 e il 9 febbraio al Palazzo Wegil la seconda edizione della mostra mercato Formaticum. Non mancheranno degustazioni guidate e seminari sui prodotti caseari