“Tutti i nostri antenati, qui in Abruzzo, erano pastori o contadini molto legati alla terra. La vigna è una parte fondamentale della nostra cultura. La mia passione arriva da lontano perché mio nonno faceva il vino. Però lo ammetto: non era particolarmente buono!”, racconta Jarno ridendo. “I miei primi ricordi legati al vino, quindi, non sono granché. Mio nonno mi chiedeva sempre di assaggiarlo, ma all’epoca il vino si faceva in casa, alla buona, diciamo che era simile all’aceto. Comunque lui andava avanti solo così, le persone anziane in queste zone una volta l'acqua non la conoscevano neanche, bevevano vino e basta.” Jarno Trulli è un abruzzese doc. Classe 1974, nato a Pescara, produttore di vino e campione di Formula1. Corre veloce fin da piccolo, a nove anni è sui kart, poi Formul3 e Formula1. Giri veloci, podi e piazzamenti fino all’indimenticabile vittoria al Gran Premio di Monaco del 2004, alla guida della sua Renault.
Nel 1998 Jarno prende una decisione: vuole produrre vini tutti suoi e cerca l’eccellenza. Con un gruppo di amici rileva una storica azienda nata nel 1793, Podere Castorani, una tenuta con al centro una meravigliosa villa settecentesca la cui prima vendemmia è del 2000. I vigneti dell’azienda (vecchi tendoni e nuovi impianti allevati a guyot) crescono su un altopiano a 350 metri d’altezza, circondato da montagne: a sud la Maiella, a ovest il Morrone e a nord il Gran Sasso per un terreno argilloso e ricco di scheletro in profondità e una condizione climatica ottimale, con grandi escursioni termiche e ventosità costante. Qui la vista è mozzafiato. Trenta ettari vitati in prevalenza a Montepulciano d'Abruzzo, poi ci sono le uve a bacca bianca: Trebbiano d'Abruzzo, Malvasia, Cococciola, Pecorino e Passerina. Il regime di coltivazione è ispirato all’agricoltura biologica. “Io viaggio spesso, ma quando posso amo seguire le fasi di lavorazione del mio vino. Uno dei momenti più belli è sicuramente la vendemmia: qui raccogliamo quasi tutto a mano perché i nostri vigneti sono allevati per lo più a tendone e si può lavorare solo con le mani. Ogni giorno ci sono circa settanta persone che raccolgono, è un duro lavoro, ma è anche un modo per ritrovarsi e stare tutti insieme: si lavora, si chiacchiera, si beve e si mangia. Poi in un posto così bello, all'aria aperta, in mezzo alle vigne, con un panorama meraviglioso, cosa chiedere di più?”.
“Un grande pilota di Formula1 e un grande vino devono avere in comune un requisito fondamentale: devono essere completi, devono concentrare in sé varie caratteristiche. Un buon vino deve avere un buon profumo, al palato deve essere complesso, deve essere persistente e deve lasciare il segno. Vale lo stesso per un pilota di Formula1. Deve essere intelligente, avere una certa aggressività, una buona tecnica di guida e anche lui deve lasciare il segno. Solo che in pista sono i millesimi di secondo a fare la differenza, in vigna sono gli anni di lavoro.”
Jarno Trulli dalla Formula 1 al vino: "La mia pole position è raccogliere a mano l'uva nelle mie vigne"
Simone Carolei
Abbandonate le piste, il campione automobilistico si è dedicato alla grande passione per l'enologia, curando in prima persona il suo Podere Castorani