In cantina
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Cascina Cerutti, quattro generazioni tra i bricchi: la Langa astigiana che parla contemporaneo

Cascina Cerutti, quattro generazioni tra i bricchi: la Langa astigiana che parla contemporaneo

A Cassinasco una famiglia ha trasformato la viticoltura eroica in un racconto di identità, sostenibilità ed eleganza: dagli esordi negli anni Trenta fino a uno degli Alta Langa Metodo Classico più convincenti d’Italia

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Siamo tornati sui bricchi di una terra fertile ed eroica di Langa Astigiana. E come dimenticare che per noi Cassinasco voleva dire il ristorante I Caffi e il torrone Faccio. Un lumicino del gusto che è stato acceso finché anche il vino, su queste altezze, è diventato contemporaneo, partendo da una tradizione che per decenni ha voluto dire fatica.

Ed è qui che si dipana la storia di una famiglia che è stata capace di tracciare un segno identitario nella viticoltura locale. Fu l’avo Enrico Cerutti a fondare l’azienda negli Anni ‘30 insieme al figlio Giovanni; alcuni anni dopo avviano le prime vinificazioni e già verso gli Anni ’60, con l’ingresso in azienda del primogenito Enrico, si inizia a imbottigliare le prime bottiglie. E ancora oggi lui, classe 1944, è presenza rassicurante e fedele in vigna.

La quarta generazione scende in campo a fine Anni '90 ed è nel segno del figlio Gianmario, studi in enologia ad Alba, e di sua moglie Anita, famiglia di ristoratori con Casa Crippa di Canelli, premiata quest’anno con corona radiosa. Il trend è quello di mantenere lo sguardo verso la tradizione, ma con un'accelerazione virtuosa che prevede tecniche agronomiche con sempre crescente attenzione alla tutela dell'ambiente e alla sostenibilità; da qui, l'adesione al protocollo ufficiale di Agricoltura Integrata redatto dalla Regione Piemonte. Sarà poi Gianmario a introdurre i legni in cantina e a scommettere su un vino bianco da invecchiamento con uve chardonnay.

Oggi gli ettari vitati di proprietà sono 8 (40 mila le bottiglie) e si dividono in due areali: nel comprensorio di Cassinasco, ad altezze medie di 430 mt slm, terreni di sabbia, limo e pietra di Langa, forti escursioni termiche tra notte e giorno, dove sono a dimora le uve bianche (moscato e chardonnay); mentre a Canelli e ad Agliano Terme, ad altezze inferiori e su terreni di limo e argilla, clima più caldo, ecco la culla delle viti per i loro vini rossi.

Partiamo così dal primo areale per rivelare quello che abbiamo ritenuto quest'anno il top dei top degli spumanti italiani: è l’Alta Langa Metodo Classico Brut “Enrico Cerutti” 2021 (80% pinot nero e 20% chardonnay): ha colore paglierino brillante e una fonte di bollicine diretta e intensa. Il naso è intenso, elegante, verde, dove avverti la suadenza del cedro. Il sorso è cremoso, fresco, ampio, sapido. Fa 30-36 mesi in bottiglia a contatto con i lieviti. Uno spettacolo di eleganza.

Importante sarà poi il Piemonte Chardonnay “Riva Grande” 2020: inizia la fermentazione in acciaio per poi terminarla in barrique, dove rimane almeno 9 mesi ad affinare; nell'estate successiva viene imbottigliato e qui rimane almeno due anni prima della commercializzazione. Ha colore giallo che tende all’oro, naso molto intenso, ampio, ricco, sostenuto da sorso diritto, elegante, vivo; emergere una leggera nota ematica, balsamica ma anche frutta matura, un po' fumé e cedro candito. Non ha nulla di ruffiano, ma si colloca fra i grandi Bianchi europei.

Poi, le due interpretazioni del Moscato: il Canelli Moscato Surì Sandrinet 2024, la versione classica, viene vinificato con il metodo Martinotti charmat: al naso spiccano i fiori di arancio; è molto ricco in bocca, intenso, con parte zuccherina importante, piacevole.

Superbo il Moscato d'Asti Canelli San Bastian 2019, ottenuto da una super selezione delle migliori uve dei vigneti storici; riposa 4 o 5 anni in bottiglia prima di essere commercializzato. (N.B. Dal 2023, il “Canelli” non è più una sottozona, ma una denominazione a sé). Ha colore oro, con evidente salvia al naso; in bocca è cremoso, pieno, elegante, con una nota di ginger che ti rincorre. Ideale da abbinare a foie gras e formaggi erborinati, se non si vuole scegliere un passito che sarebbe un appesantimento.

Fra i rossi la Barbera d'Asti 2022 che fa solo acciaio, ha colore rubino, al naso la nocciola e la mandorla tipiche delle Barbera di queste parte, quindi la viola fresca per una trama in bocca filigranosa, fresca e pregnante. Molto buono.

Infine il Nizza “Föje Rùsse” 2020 fa fermentazione in acciaio, affinamento in barrique di vari passaggi per 12/14 mesi e quindi riposo finale in bottiglia di almeno due anni e mezzo. Ha colore rubino, spicca la ciliegia intesa, sentori speziati di chiodi di garofano; in bocca ha molta freschezza e struttura e una grande potenzialità. Non manca proprio nulla per festeggiare il Natale!

Cascina Cerutti

via Canelli, 2025 – Cassinasco (At)

tel. 0141 851286 - mob. 339 3669729

l’Alta Langa Metodo Classico Brut “Enrico Cerutti” 2021

Una bottiglia 27 euro

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