Sfogliare la carta dei vini di un ristorante «importante» e trovare, l’altro giorno, il Ramiè di Daniele Coutandin mi ha emozionato. Un eroico vino di montagna della provincia di Torino, che su queste pagine recensimmo vari lustri fa e che oggi è d’attualità, con le sue acidità ficcanti. Già, perché Torino, va detto, è una terra di antica vocazione vitivinicola che ha conservato perle rare come il rosato Doux d’Henry e l’Avanà, il Baratuciat e persino il Freisa coltivato in città nella Villa della Regina. Ma è l’Erbaluce di Caluso il vino più significativo, il bianco di stoffa, che si declina nel Caluso passito, straordinario vino da meditazione che matura nei decenni. Ma dell’Erbaluce oggi è in auge anche la versione spumantizzata.
L’ultima scoperta è stata in un ristorante di Carmagnola, l’Ostu Bruma, coi vini biologici di Antonella Piatti, enologa di Mazzè che ha iniziato a imbottigliare il vino nel 2006 insieme con il marito.
I Piatti, che hanno la certificazione bio fin dall’inizio, attualmente allevano viti a erbaluce, nebbiolo (con cui fanno il Canavese Nebbiolo con 90% nebbiolo un 10% di chatus), e quindi barbera, bonarda piemontese, uva rara e merlot per il Canavese Rosso.
L’Erbaluce di Caluso brut «Taramot» 2016 fa 15 mesi di invecchiamento sui lieviti e ha un residuo zuccherino molto basso vicino all’extrabrut. E mi è piaciuto molto: colore paglierino, profumi floreali con una lieve nota di nocciola. È ricco di bollicine fini: lascia in bocca una felice freschezza. Ma mai mi sarei aspettato di applaudire al Canavese Nebbiolo che aveva note di viola delicata e nerbo. Un’eleganza che è stata una sorpresa, decisamente distintiva rispetto ai campioni più noti delle Langhe o del nord Piemonte.
Di loro produzione anche l’Erbaluce classico (e autentico) e il Passito su cui per ora non rivendicano la Docg: in produzione pochissime bottiglie. Ma cresceranno. Eccome se cresceranno!
Azienda Agricola Piatti Antonella
Via Municipio 19
10035 Mazzè (Torino)
tel. 3384370371
Una bottiglia
di Erbaluce di Caluso Spumante «Taramot» 2016 costa 12 euro