Agli albori del secolo scorso, la famiglia Gulino presidiava un banco vendita di vini nel cuore del quartiere medievale di Siracusa, meta delle numerose navi di passaggio. Poi, a cavallo delle due guerre, la conversione delle proprietà è andata sui seminativi. Oggi, grazie all’ultimo erede, il professore Sebastiano Gulino, medico otorinolaringoiatra, si ha un ritorno al vino nel cuore della Doc Moscato di Siracusa. I terreni sono suddivisi tra una prima fascia a ridosso del mare e un'altra interna, nei comuni di Ispica e di Noto, dove nascono i vini bianchi. Tra i vini degni di nota, segnalo subito il Nero d'Avola Drus 2008, ottenuto con un appassimento su graticci di canne di una parte delle uve; dopo la macerazione per una dozzina di giorni, ecco l’affinamento in tonneaux (almeno 12 mesi) e in bottiglia.
È un rosso d'autore di colore rubino brillante, al naso la speziatura e il mirtillo in grande evidenza; in bocca darà un sorso elegante con equilibrio di tannini fini, consistenza misurata, e piacevole intensità con nota fumè sul fondo. Quindi il Fanus, da uve shiraz e nero d'Avola, anche questo ottimo. Le millenarie uve di Moscato di Siracusa sono invece protagoniste del Don Nuzzo 2009, un bianco fruttato ed etereo (senti il miele e la frutta secca), ben strutturato, dalla buona acidità che lo rende moderatamente dolce; fa un appassimento con metà delle uve, sottoposte poi insieme a quelle fresche a pressatura, con riposo in acciaio e bottiglia.
Fa il paio col Moscato di Siracusa Passito Rahaja 2008, in cui un terzo delle uve vengono raccolte in stato di appassimento molto avanzato e unite alle altre meno tardive durante la fermentazione in acciaio. È molto più dolce. Ma meritano anche il Pretiosa 2008, un blend di vendemmia tardiva di uve albanello (autoctono e già citato da Mario Soldati) e chardonnay: vinificato in acciaio, esalta un ampio bouquet aromatico e una notevole struttura (14 ̊C). Appare invece fine il Fania 2009, insolito blend di uve fiano e inzolia vinificate in acciaio. Che gran bella scoperta questa teoria di vini!