In cantina

La garanzia del Trentodoc

La garanzia del Trentodoc
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Edmund Mach, fondatore dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige (era l’anno 1874), comprese per primo la necessità di creare un «sistema» tra le diverse componenti della viticoltura trentina: la qualità del vigneto, la perizia tecnica in cantina e il carattere dell'uomo che «vive» in questo ambiente. A distanza di un secolo e mezzo, in quelle storiche cantine del XII secolo, ospitate all’interno del vecchio monastero agostiniano, si segue ancora il solco che ha tracciato il Fondatore, con un percorso che abbraccia ricerca, formazione e produzione. I terreni vitati sono all’incirca 50 ettari e abbracciano sia dislivelli diversi tra di loro sia differenti composizioni organiche, così da rappresentare dei laboratori ideali di sperimentazione. Tra le persone di riferimento in cantina ci sono Enrico Paternoster, il direttore Flavio Pinamonti, il tecnologo e ricercatore Marco Stefanini.

E proprio grazie a Marco abbiamo assaggiato l’eccellente Trento doc «Mach» «riserva del Fondatore» millesimo 2004 le cui uve derivano da diversi cloni di uve chardonnay e pinot nero. Ed è un brut decisamente dal carattere trentino, con le caratteristiche note speziate, le fragranze floreali molto tipiche di questi e non di altri brut. Colpisce poi il perlage fine e persistente. In bocca è fresco, di buon impatto e di persistenza piuttosto lunga. Un Trentodoc a tutti gli effetti, insomma. Le uve, vinificate in parte in barrique e poi assemblate in acciaio, provengono da vigneti a quota 700 metri del Maso Togn, situato sulla parte apicale del conoide di Faedo.

Due, invece, i vini dolci degni di nota: il Moscato Rosa 2009, dalle omonime uve vinificate in acciaio, e il Prepositura 2008, una vendemmia tardiva di cinque vitigni bianchi di alta collina (Traminer, Sauvignon, Riesling renano, Chardonnay e Müller Thurgau), ideale come vino da meditazione. Da conoscere anche la nuova linea «Monastero Bianco» (Chardonnay, Sauvignon, Traminer), sviluppata per valorizzare le potenzialità di questi vitigni, mentre il loro Pinot Nero 2008, oggi, è uno dei migliori esemplari che sono in commercio. Bravi, il Fondatore ne sarebbe orgoglioso.

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