“Il vino è poesia imbottigliata”, sosteneva Robert Louis Stevenson, scrittore scozzese e grande viaggiatore. Il turismo enogastronomico si afferma sempre più come uno dei principali driver dell’attrattività del Belpaese, trasformando il cibo e il vino in strumenti di scoperta. Ne è prova la Toscana che, oltre a custodire un ricco patrimonio artistico e storico, è una regione dalla lunga tradizione vitivinicola dove ci si perde tra distese di filari che danno vita a etichette capaci di incarnare l’essenza del luogo.
Tra le realtà di spicco si distingue il territorio di Bolgheri, reso celebre dai versi di Giosuè Carducci e oggi riconosciuto come una delle aree vitivinicole più prestigiose d’Italia. Qui i suoli a composizione sabbioso-argillosa e poveri di calcare, contribuiscono a creare condizioni ideali per la viticoltura rendendo la denominazione Bolgheri Doc sinonimo di eccellenza.
Casa Ruffino – Tenuta Poggio Casciano, tra ospitalità e vinificazione
Una vivace realtà produttiva a vocazione Sono le colline del Chianti intorno a Firenze: proprio qui sorge la Tenuta Ruffino Poggio Casciano dove, a 320 metri d’altitudine, vengoono prodotti importanti vini come Modus Primo e Alauda. Una destinazione pensata per offrire agli ospiti un’immersione completa nella cultura del vino e nella tradizione toscana offrendo un’esperienza multisensoriale.
Ode all’ospitalità a Casa Ruffino: la villa rinascimentale ospita il Wine Relais, otto camere che si affacciano su vigneti, oliveti e piscina a sfioro, il Ristorante Tre Rane, l'Enoteca Ruffino e la rinnovata Limonaia.
Qui il lusso si esprime nella quiete del paesaggio: ci si sveglia con il canto degli uccelli e si assapora una colazione a base di prodotti locali. Le giornate in tenuta scorrono con un ritmo rilassato: la noia è bandita grazie al susseguirsi di una pluralità di attività che appagano tanto la vista quanto il palato, come il Tour & Tasting Ruffino, un itinerario che ripercorre la storia della maison e dei suoi vini, dai vigneti fino ad arrivare alla cantina ipogea.
Tra i percorsi più suggestivi spiccano il Tradition Reinvented, dedicato alla scoperta della Riserva Ducale Oro, e Iconic Heritage, un viaggio sensoriale attraverso le tenute di produzione. Le visite si concludono con una degustazione dell’olio di oliva prodotto in loco.
L’arte della convivialità
L’esperienza prosegue a tavola, al Ristorante Tre Rane, con un menu che richiama la tradizione gastronomica reinterpretata con spirito innovativo e valorizzato dai vini dell’azienda. Si può scegliere tra la sala interna e il loggiato esterno, dove assaporare piatti come le tagliatelle fresche trafilate al bronzo con ragù di cinghiale del Chianti, il filetto di manzo della Maremma e gli gnudi di ricotta di pecora e ortiche, arricchiti da gran pepato del Mugello e tartufo fresco.
Ospiti ma anche protagonisti: a La Limonaia, recentemente rinnovata, è possibile seguire lezioni di cucina che raccontano la cucina toscana, imparando a lavorare ingredienti freschi in un ambiente che conserva ancora le tracce del suo passato. Quando il tempo lo consente, ci si può concedere del sano relax nella piscina a sfioro.
Parlando di una storica cantina toscana con oltre 140 anni di attività alle spalle, vale la pena prevedere una sosta all’Enoteca Ruffino e accomodarsi nel verde della tenuta per gustare un calice di vino scegliendo tra etichette iconiche come Riserva Ducale Oro e Greppone Mazzi Brunello di Montalcino.
A queste si aggiunge una novità in grado di esprimere il terroir di Bolgheri: il nuovo Garzaia Bolgheri Superiore Doc, il primo Bolgheri Superiore firmato Ruffino, un vino identitario concepito dall’enologa Olga Fusari con uve provenienti dai vigneti situati a Le Sondraie, nella parte nord della denominazione di Bolgheri. Il nome, altamente evocativo, sottolinea il forte legame con il territorio e richiama la “garzaia”, un’area naturale in cui diverse specie di aironi nidificano vicini tra loro, dando vita a una comunità inserita in un ecosistema equilibrato tra terra e acqua.
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