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Vinitaly, sulla ripartenza pesano le incertezza geopolitiche

Vinitaly, sulla ripartenza pesano le incertezza geopolitiche
A Verona in 4 giorni 88 mila presenze, di cui 25 mila straniere, anche dall'Africa. Manoj Kumar, dal Kenya: "Due anni difficili ma adesso abbiamo bisogno dei turisti occidentali". Sartori: "Fiera ok ma iniziano a scarseggiare le materie prime. Il 2022 è l'anno più complesso della mia carriera"
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VERONA. "Abbiamo visto pochi asiatici e anche la quasi totale assenza dei Paesi dell'est ma ci sono i buyer africani. Pochi certo ma questa edizione del Vinitaly ci ha riportato alla normalità". Accato ad Andrea Sartori, presidente di Casa vinicola Sartori, c'è Manoj Kumar, che arriva dal Kenya e racconta che "anche per la ripartenza del mercato del vino in quel continente servirebbe normalità: cioè il ritorno dei turisti occidentali. E anche semplificare le procedure perché un carico di vino è arrivato a destinazione ieri ma lo abbiamo ordinato 10 mesi fa". Le parole di Kumar e Sartori - "bene Vinitaly ma iniziamo a soffrire la difficoltà di reperire le materie prime il 2022 è uno degli anni più complessi della mia carriera" - sono la sintesi della situazione di incertezza che sta vivendo il Vigneto Italia ma anche quello del resto del mondo.

Vinitaly (@Ansa/Claudio Martinelli)
Vinitaly (@Ansa/Claudio Martinelli) 
I numeri del Vinitaly nuovo formato mettono in luce la voglia di ripartenza: 88 mila presenze, 25 mila stranieri da 139 paesi. Le delegazioni estere hanno un'influenza  del 28 per cento sul totale, un record della fiera internazionale e "un risultato tutt'altro che banale e sicuramente non scontato in un anno così difficile sul piano congiunturale e geopolitico", spiega Giovanni Mantovani, il direttore di VeronaFiere.

Il lavoro di incoming è stato particolarmente forte verso Stati Uniti, Germania e Gran Bretagna. Adesso resta da capire se questa mole di contatti si trasformerà in ordini effettivi. "Il ruolo delle fiere italiane è sempre più legato all’aumento numerico delle imprese che si avviano all’internazionalizzazione, in particolare delle Pmi.

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Vinitaly, in questa edizione più che mai, si è concentrato molto su questo aspetto con un risultato molto positivo in favore di un settore morfologicamente caratterizzato da piccole realtà", spiega Maurizio Danese, il presidente di VeronaFiere. E promette: "Guardiamo ora al 2023, con un evento ancora più attento alle logiche di mercato e alla funzione di servizio e di indirizzo".

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