Un antropologo in cucina
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Un antropologo in cucina: chi ha inventato la prima orecchietta

Ruvide e genuine, barocche e contadine. Le orecchiette sono impronte digitali che diventano pasta d’autore. In ciascuna, infatti è possibile riconoscere il pollice che l’ha cavata dandole la tipica forma che fa pensare a un piccolo orecchio. Ma qual è stata la mano che ha trasformato per prima il prezioso grano duro in quello che è il logo alimentare della Puglia da mangiare? In realtà è impossibile rintracciare l’identikit di chi ha inventato la prima orecchietta. Come tutti i piatti mitici sembra che esistano da sempre. 

Se nessuno sa veramente chi le abbia inventate in compenso le leggende sulla loro origine si sprecano. C’è chi dice che furono gli Angioini, quando nel Medioevo conquistarono il Mezzogiorno d’Italia, a importare un formato di pasta cava originario della Provenza. Altri invece ne retrodatano la nascita al dominio svevo e all’illuminatissimo Federico II, l’imperatore poeta innamorato della Puglia, che fece del tavoliere una preziosa riserva di pregiatissimi grani duri.
 
Di Marino Niola, professore di Antropologia all’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa; coordinamento giornalistico di Tecla Biancolatte   Ventottesima puntata della serie "Un antropologo in cucina": storie, miti, simboli e riti sulla gastronomia  
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