Cosa serve?
500 g di farina 0, 250 ml di acqua (temperatura ambiente) 15 g di lievito di birra, 150 g di strutto morbido, pecorino romano grattugiato, parmigiano reggiano grattugiato, 200 g di salame tipo Napoli, 150 g di ciccioli di maiale, 150 g di provolone semi piccante, sale pepe nero in abbondanza, 1 tuorlo più 1 cucchiaio di latte per spennellare.
Cosa fare?
In una ciotola versare la farina con il lievito sbriciolato ed iniziare ad impastare aggiungendo l’acqua a temperatura ambiente. Aggiungere poi un cucchiaio di strutto preso dal totale e una macinata di pepe. Impastare con vigore fino ad avere un composto morbido ed elastico. Formare una palla e coprire la ciotola con pellicola alimentare. Porre in forno spento con la luce accesa e far lievitare fino a quando non triplica il volume (ci vorranno 2 o 3 ore). Quando l’impasto è ben lievitato, trasferirlo su di un piano di lavoro infarinato, sgonfiarlo e stenderlo con un matterello fino a formare un rettangolo dello spessore di circa un centimetro. Spalmare su tutto il rettangolo lo strutto rimasto, aggiungere i formaggi grattugiati, i salumi ed il provolone tagliati a piccoli cubetti ed una generosa spolverata di pepe. Arrotolare il rettangolo delicatamente su se stesso dal lato lungo, formando un salame. Ungere bene con un po’ di strutto quindici stampini in alluminio usa e getta e ricavare delicatamente dal rotolo altrettante palline sistemandole negli stampi. Far lievitare coprendo con un canovaccio sempre in forno spento con luce accesa. Spennellare i mini casatielli con un tuorlo d’uovo mescolato con 1 cucchiaio di latte. Cuocere in forno statico a 180° per circa 40 minuti finché risulteranno dorati. Un rustico simile al casatiello è il tortano nel quale, però, si mettono uova sode a pezzetti insieme agli altri ingredienti del ripieno.
Nota:
Nella versione mini mancano le uova decorative simbolo della Pasqua. Nel casatiello grande - a forma di ciambella- prima di infornare si mettono tre o quattro uova (crude e con il guscio) fermate con due pezzetti di pasta come simbolo della crocifissione; anche la forma tonda ricorda la corona di spine di Cristo. Volendo mantenere la tradizione cristiana si può mettere su ciascun mini casatiello un uovo di quaglia fermandolo con due pezzi di pasta incrociati.
Curiosità
Dire casatiello è dire Pasqua, non solo a Napoli. Questo rustico – il cui nome deriva dal termine “caso” (cacio) che è uno degli ingredienti fondamentali – è una di quelle ricette che non si potevano cucinare tutti i giorni per l’abbondanza degli ingredienti, per cui quello che si ricavava della carne di maiale, dopo l’inverno, veniva conservato e usato per i piatti delle feste. Ma il casatiello è anche simbolo di convivialità: perché è adatto ai pranzi fuori porta del giorno di Pasquetta ma, soprattutto, perché in passato la lunga cottura avveniva nei pochi forni disponibili in città davanti ai quali ci si riuniva aspettando il proprio turno di infornare.