“Gino caro, se proprio si deve fare, fallo buono”. È il claim della campagna pubblicitaria con cui Del Monte sbarcherà dal 6 gennaio su tutti i mezzi di comunicazione promuovendo il suo ananas a fette. Il blocco di partenza, lo spunto è il video social con cui notissimo pizzaiolo napoletano Gino Sorbillo ha lanciato la sua personale pizza all’ananas pochi giorni fa. Pochi giorni che sono bastati, grazie alla mediaticità del personaggio, a fare il giro del mondo.
Un giro largo, che è finito anche sulla prima pagina del sito web della Cnn. Che ha dichiarato come il 2024 potrebbe essere l’anno in cui l’Italia si spacca proprio a causa e attorno alla tanto vituperata pizza all’ananas, rea di andare contro “le regole non scritte che in Italia vigono attorno al cibo”. Una frase che decisamente ci descrive, nel bene e nel male. Italia, appassionati della nostra cultura gastronomica da un lato, tendenzialmente vittime di pregiudizi dall’altro. Gli stessi pregiudizi che Sorbillo, in un’intervista rilasciata alla stessa Cnn, ha dichiarato di “voler sradicare” proprio con la sua pizza (priva di pomodoro, con ananas caramellata due volte e tre tipologie di formaggio, in vendita a poco più di 7 euro). Un intento nobile, che molti detrattori (suoi o della pizza all’ananas, a ognuno la sua interpretazione) hanno marchiato come “solo marketing” per cavalcare la polemica.
Vero o falso? La risposta non la saprà mai nessuno. Un tocco di genio lungo la via della comunicazione certamente, non il primo per il pizzaiolo della partenopea Via dei Tribunali, che solo pochi mesi fa aveva lanciato la pizza al granchio blu. Una sequenza mediatica che non accenna a fermarsi e che, con la campagna pubblicitaria di Del Monte (azienda agroalimentare statunitense non nuova a claim provocatori e iconici, alcuni dei quali hanno fatto la storia, basti pensare all’indimenticabile “L’uomo Del Monte ha detto sì”), dovrebbe avere un ulteriore sprint e mettere in cassaforte una lunga vita sotto i riflettori. Che nell’era web, dove gli scandali tanto quanto i fenomeni positivi durano poco, è decisamente un tesoretto di non poco conto.
“‘A meglia pizza hawaiana se pò fà sulo cu chi tene ‘e meglie nanasse d’ ‘o munno”, recita il cartellone pubblicitario del Del Monte. Che tradotto, per i non napoletanofoni, suona più o meno così: “La migliore pizza hawaiana si può fare solo con chi produce i migliori ananas del mondo”. Poco conta che la pizza di Sorbillo, priva di pomodoro, non sia tecnicamente una hawaiana (la cui storia ilGusto ha raccontato qui), con una sola frase - anzi due - è appena diventato chiaro che non ci dimenticheremo tanto presto di questo Pineapple Affair. Con buona pace dei detrattori.