Fondata nel 1978 sui colli di Brendola, la porta dei Colli Berici, Le Pignole ha registrato un nuovo corso a partire dal 2017, quando venne acquisita da Serena Boracchi insieme col marito Claudio, proprietari di un’azienda agricola di vacche da latte e conigli da carne. Il loro intento fu quello di diversificare l’attività di famiglia, scegliendo un settore del quale entrambi erano appassionati, per coinvolgere fin da subito anche i figli Micaela, oggi ventiseienne, e Thomas, diciannovenne e prossimo agli studi universitari in Enologia. Due gli obiettivi concordati con l’enologo Fabrizio Giacomini: valorizzare il patrimonio della viticoltura berica, e trovare nuove ulteriori declinazioni dei singoli vitigni a dimora, tra quelli autoctoni (carmènere, garganega e tai rosso) accanto ad altri internazionali come cabernet franc, cabernet sauvignon, malbec, merlot, petit verdot. Ben 15 i vini proposti per sole 25 mila bottiglie all’anno.
Raggio d’azione, tre ettari vitati collinari (100/200 m) in un terroir originale di origine vulcanica, dove sono presenti argilla, basalto, calcare e ricchi sedimenti marini. Fanno anche enoturismo, attraverso una teoria di degustazioni monotematiche abbinate a prodotti del territorio oppure Berici Sotto le stelle o Berici in Vigna in vista dell’estate.
E ora ecco alcuni vini che ci hanno colpito. A iniziare dal Veneto Bianco Garganega “Sisara” 2022. Un vino di colore paglierino che al naso spicca con note floreali, erbe aromatiche, timo, sambuco. In bocca è pieno, rotondo, pregnante di freschezza ed elegante. Affina 12 mesi in acciaio e rappresenta quanto grande sia la garganega. Seconda interpretazione di queste uve, il Colli Berici Garganega “Solara” 2022. Questo ha colore oro e al naso si mostra ancora più balsamico e complesso con note di frutta sotto spirito, ribes bianco. In bocca è ancora più graffiante, molto persistente, asciutto e piacevolmente aromatico sul finale. A differenza del precedente, il 20% delle uve viene messo a fermentare in barrique per 20 giorni. Wow!
Il Veneto Pinot Grigio “Solarente” 2015, che vinifica solo in acciaio ed ha un colore coerente con il vitigno, ha note di tè, mentre in bocca è disteso, equilibrato, lungo. Anche questo ci è piaciuto. Passando ai Rossi, il Veneto Rosso “Roàn” 2022 è un blend di cabernet franc e malbec, macerati a freddo per tre giorni, fermentati a temperatura controllata in acciaio, dove il vino rimane un anno ad affinare. Ha colore rubino trasparente, al naso piccoli frutti sotto spirito, fra cui mirtillo, lampone, molto intensi che mostrano belle note minerali. In bocca è amaricante sul finale. Il Veneto Rosso “Soàstene” 2018 è invece un taglio di uve cabernet franc e carmènere che affinano per un anno in tonneaux e barrique di terzo passaggio, poi egual periodo in acciaio, e infine sei mesi in bottiglia. Ha colore rubino pregnante. Un naso disteso di frutta matura ma anche di piccoli frutti. In bocca è elegante, pieno, sapido. Infine, il glorioso Colli Berici Tai Rosso “Creorosso” 2015, che ha colore rubino trasparente, grafite, al naso noce moscata, pepe, caffè e una nota leggermente aromatica. In bocca mostra il suo grande equilibrio, con un ingresso morbido ed elegante.
Dello stesso anno è il Colli Berici Tai Rosso “Torengo” 2015, che deve il suo nome a un Vescovo di Vicenza (XII secolo). Già selezionato fra i 100 migliori vini d’Italia nel 2006, ha un effluvio fruttato e una stoffa dove si avverte ancora in tannino integrato, in un sorso di equilibrio e piacevolezza. Affina per un anno in tonneaux e barrique di secondo e terzo passaggio, poi 10 mesi in acciaio e bottiglia. Andando ancora indietro nel tempo, ecco il Veneto Rosso “Rosso del Buielo” 2011 che si presenta con un leggero sottobosco vivo al naso. Ha colore consistente e leggeri riflessi aranciati. Al naso note di incenso, caffè, sandalo, frutta secca, anacardo. È vivo il suo tannino e viva l’acidità. Pazzesco! È un taglio bordolese di uve cabernet franc, cabernet sauvignon, merlot e petit verdot. Si ottiene da una diraspatura con pigiatura di circa un terzo dell’uva, poi macerazione a freddo per 3/4 giorni, fermentazione a temperatura controllata, macerazione post fermentativa di dieci giorni; poi, dopo il terzo travaso va in tonneaux e in barrique (20% nuove) per circa due anni, quindi un anno in acciaio e altrettanto in bottiglia. Spettacolo!
Detto questo, fra i 4 vini passiti della maison e gli spumanti, ci hanno convinto questi ultimi a iniziare dal Brut don Mario, un metodo Martinotti, ma ancora di più il piacevolissimo Colli Berici Extra Dry “Rosa dei Berici”, prodotto con un uve tai, che a questo punto si rivela una risorsa decisamente grande!
Le Pignole
Brendola (Vi) – Via Meucci, 87
Tel. 0444212891
Una bottiglia di Veneto Rosso “Rosso del Buielo” 2011: euro 25