È stato un autentico colpo di fulmine quello tra Giuseppe Ceparano, agronomo originario di un paese del napoletano, e questo suggestivo territorio del Casertano, stretto tra le pendici del monte Massico e il vulcano di Roccamonfina, tra il mar Tirreno e la via Appia. La frequentazione di questi luoghi ha avuto inizio per le diverse consulenze professionali qui svolte, ma ha avuto un’accelerazione per la sua grande grande passione: l’ornitologia; questo comprensorio, dove sorge anche l’Eco Parco del Mediterraneo, è noto infatti anche per essere zona di passaggio e di insediamenti di numerose varietà di uccelli lungo la rotta che li conducono dall’Africa al Nord Europa.
Giuseppe ha iniziato così ad acquisire i primi appezzamenti di terreno per realizzare il sogno di fare vino. La bontà del progetto, esteso anche alla olivicoltura, a frutteti e mandorleti, è stata sposata nel 2007 dai fratelli Luigi e Giuseppe Vergara, consentendo così, unendo le rispettive forze e proprietà, la nascita di una realtà agricola strutturata e di vasta estensione. Oggi, a dare impulso all’attività, sono presenti anche i figli trentenni del fondatore, Pietro, enologo, e Francesco, agronomo. Degli attuali 62 ettari di proprietà, una dozzina sono vitati (50 mila le bottiglie) con colture biologiche certificate nella parte collinare e integrate lungo la costa. Metà a Cellole e metà nel comune di Sessa Aurunca, cuore della Doc Falerno del Massico.
Il Falerno del Massico Bianco "Agnese" 2023 nasce da uve Falanghina in purezza vendemmiate tardivamente a fine ottobre. I vigneti sono quelli più vicini al mare e di maggiore altitudine, su terreni sabbiosi da roccia tufacea disgregata. Ha un naso molto piacevole e intenso di lavanda. In bocca mostra corpo, pienezza ed equilibrio. Il Falerno del Massico Primitivo "Serena" 2022 è di colore rubino impenetrabile. Il naso è ricco, pieno di erbe aromatiche e con piacevoli sentori di noce verde. In bocca possiede una bella freschezza e tanto equilibrio in un sorso lungo che pare non finire mai. Fa un passaggio di 10 mesi in barrique di secondo passaggio. È ottenuto da uno studio clonare di una varietà di primitivo a bacca piccola, delle dimensioni di un mirtillo, creata da loro con innesti e sviluppata per propagazione per talea a piede franco.
Nel Falerno del Massico Primitivo "Mariella" 2022 emerge la frutta: viola, pesca, mela, con note d'incenso. In bocca ha eleganza, un sorso morbido e molto fresco. Qui, si tratta invece del clone a bacca grande, vendemmiato in anticipo e passito per 20 giorni in fruttaio, al raggiungimento del 20% del calo peso. Pigiato a grappolo intero, affina per 10 mesi in barrique per poi creare il blend finale con un 15% di uve Barbera (clone Camaiola). Il Falerno del Massico Rosso Bio "Margherita" 2021, Aglianico in purezza, ha naso imponente, pieno, con polpa di frutta e note minerali. In bocca ha corpo, struttura, finale pepato. Un altro grandissimo rosso. I vigneti a dimora su sabbie vulcaniche, in gestione e con 35 anni d’età, sono quelli più alti di Sessa Aurunca e più prossimi al cratere del vulcano. Il miracolo del vino oggi è questo: la lettura di un territorio.
Vitis Aurunca
S.S. Domitiana Km 8.800Cellole (CE)
Tel. 377 1879481
Una bottiglia di Falerno del Massico Rosso “Margherita”: euro 24