In cantina
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Metodo classico, la sfida di Zanzariello nel cuore della Puglia

Metodo classico, la sfida di Zanzariello nel cuore della Puglia

In Valle d’Itria l’imprenditore ha deciso di spumantizzare i vitigni autoctoni locali “senza compromessi”, con il progetto Weno. Il risultato: in bottiglia tutto il sapore di questo territorio

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La nuova frontiera del Metodo Classico ha i profili affascinanti di borghi bianchi che spiccano fra i muretti a secco, del verde della campagna circostante e del rosso della terra. Siamo in Valle d’Itria, nel cuore della Puglia fra le province di Bari, Brindisi e Taranto, conosciuta anche come Murgia dei Trulli.

Un grappolo di maresco
Un grappolo di maresco 

E ha il suo mentore in un visionario imprenditore del luogo, Mino Zanzariello, che ha coraggiosamente lanciato una sfida enoica inedita, quella di spumantizzare i vitigni autoctoni (anche quelli rari) locali come verdeca, maresco, susumaniello, bianco di Alessano e ottavianello, a dimora in una vasta depressione carsica fra gli abitati di Alberobello, Locorotondo, Cisternino e Martina Franca, caratterizzata dalle classiche terre rosse, di natura rocciosa, calcarea, e da forti escursioni termiche, garantite dai venti che arrivano dall’Adriatico e dal Tirreno (equidistanti).

Il percorso

La forte valenza di tutto ciò è che Mino ha saputo e ha voluto condividere questo nuovo percorso con amici produttori del luogo, prendendo spunto dalla necessità di non disperdere il valore di questi vitigni, anche a fronte delle chiusure di importanti realtà cooperative vitivinicole come quella di Locorotondo, che rappresentavano per loro lo sbocco naturale.

Mino Zanzariello e la moglie Alma
Mino Zanzariello e la moglie Alma 

Mino, laurea in Agraria e fondatore con la moglie Alma, che lo affianca anche in questa nuova avventura, di una società di biotecnologie e attrezzature per le cantine vitivinicole, ha trovato anche il supporto prezioso dall’amico Cristiano Chiloiro, giovane e talentuoso enologo tarantino.

Ed è così che, poco più di un lustro fa, ha preso avvio il progetto WENO (“Noi no” per rimarcare la scelta produttiva senza compromessi), dando il via alle prime prove di spumantizzazione coinvolgendo amici vignaioli e cantine del luogo. Poi, nel 2021, l’acquisto del primo vigneto di oltre 30 anni in Contrada Mavugliola a Locorotondo.

È stato il primo passo della loro nuova realtà vitivinicola che tiene fede ad altri elementi di valore: la gamma dei vini si poggia esclusivamente su monovarietali autoctoni, prodotti come Pas Dosè (o a Dosaggio Zero), così da esaltare uve e terroir. Le vendemmie sono anticipate per garantire l’acidità e il Ph delle uve, e l’affinamento in bottiglia ha tempi minimi di 24, 30 o 36 mesi. Oggi, l’attività abbraccia tre ettari vitati di proprietà siti in varie contrade e una parte di uve acquistate dai colleghi che hanno creduto nel progetto. 18.000 le bottiglie totali.

Gli assaggi

Partiamo allora dalla loro prima “creatura”, il Valle d’Itria Verdeca Vino Spumante Pas Dosè “Mavù”. Si presenta con un bel colore paglierino brillante, al naso è immediatamente verde, con speziature, in bocca è secco, avvolgente, ricco e con acidità profonda. Dopo la vendemmia anticipata di fine agosto, la vinificazione segue un raffreddamento delle uve in cella frigo a una temperatura di 2°C per 72 ore, pressatura delle uve intere con una resa non superiore al 50%, fermentazione della base spumante a basse temperature. Affina minimo 36 mesi.

Il Valle d’Itria Verdeca Vino Spumante Pas Dosè “Mavù” VLE (very limited edition) è invece una chicca di sole 700 bottiglie. Rispetto al precedente, circa un quarto delle uve viene affinata in barrique di rovere francese cui segue l’affinamento in bottiglia di 40 mesi. Ha colore paglierino con riflessi dorati, ha un naso in prima battuta fruttato con profumi di prugna gialla, arricchiti dalle erbe officinali. In bocca è altrettanto ricco, molto elegante, complesso.

Il Valle d’Itria Maresco Vino Spumante Pas Dosè “Mavù” cambia completamente registro. Il naso diventa minerale, a tratti sulfureo, con una nota di idrocarburo. L’acidità che si percepisce già al naso si fa sentire immediatamente in bocca, in un sorso però più morbido, equilibrato, con una sapidità che dona ulteriore eleganza. Anche qui, un quarto del vino viene affinato in barriques di rovere francese di media tostatura, sottoposto a malolattica e in tiraggio viene unito alla massa affinata in acciaio. Il 10% dell’assemblaggio proviene dalla riserva perpetua creata dall’azienda nelle precedenti annate. Affina in bottiglia sui lieviti per 24 mesi.

Il Valle d’Itria Rosato Vino Spumante Pas Dosè “Mavù” nasce da uve susumaniello, varietà autoctona a bacca rossa. Ha un colore cipolla appena accennato, al naso torna la nota verde che avevamo già percepito nella Verdeca ma questa sensazione lascia presto spazio alla frutta rossa e alla polpa di anguria. In bocca l’acidità è molto marcata e percorre tutto il sorso. Il 25% del vino viene affinato in barriques di rovere francese di media tostatura, sottoposto a malolattica e in tiraggio viene unito alla massa affinata in acciaio. Chiude con 2 anni di bottiglia.

Scommessa vinta, direi, soprattutto perché questi spumanti hanno saputo esaltare l’anima di questo straordinario territorio, culla di ottimi vitigni autoctoni.

Weno - AZeta Enologia

Locorotondo (Ba)

via Giorgio Almirante, 21

Tel. 3488005340

Una bottiglia di Valle d’Itria Verdeca Vino Spumante Pas Dosè “Mavù”: euro 28

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