Festival di Gusto 2024
Il personaggio
“La creatività è un lavoro”. Parola dello chef numero uno al mondo

“La creatività è un lavoro”. Parola dello chef numero uno al mondo

L’intervento a Bologna di Oriol Castro. Il suo Disfrutar di Barcellona è stato eletto miglior ristorante da The World's Best Restaurant

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“La creatività è un lavoro. È un processo a 360 gradi, è bella ma può essere anche difficile: quando ci sono dei blocchi o momenti di caos, sembra che non venga fuori nulla. Noi però lavoriamo in un gruppo: è questa la nostra forza”. È umile, pacato, razionale. Oriol Castro (insieme a Eduard Xatruch e Mateu Casañas) è alla guida di Disfrutar a Barcellona, miglior ristorante del mondo del 2024 secondo la classifica dei 50 Best restaurant. Eppure, nel suo intervento a Bologna sulla creatività, ospite del festival C’è +Gusto, più volte ripete che lui è solo un cuoco, che non è migliore degli altri.

L'intervista

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“Quello che ci guida – dice riferendosi al lavoro di squadra nel suo Disfrutar - è un insieme di ricerca, creatività, innovazione e tecnica. Ogni anno noi ci sforziamo di portare qualcosa di nuovo nel mondo della gastronomia e il nostro desiderio è condividerlo con gli altri. Siamo tre cuochi che formano un’unica entità. Tutti e tre abbiamo lavorato a El Bulli con Ferran Adrià, facciamo cucina di avanguardia, ma non siamo migliori degli altri. Allo stesso tempo, però, non ci scostiamo dalla tradizione che è la base da cui partire: ci sono prodotti del territorio, agricoltori e pescatori che vanno valorizzati. Ciò che conta nella cucina è la passione, il cuore”.

A Bologna, Castro si è confrontato con Joan Crous, artista e fondatore coop sociale Eta Beta, Francesc Guillamet, fotografo anche gastronomico e la pastry chef Loretta Fanella. “Creatività vuol dire non avere confini, concetto che ho imparato quando ho lavorato a El Bulli - ricorda Fanella - Per studiare un singolo ingrediente potevano volerci mesi. Un’esperienza che mi ha aperto la mente. E il risultato finale può essere sorprendente”. Così come lo è il legame tra cibo e arte. Ma attenzione, avverte Joan Crous: “Sono due entità che dialogano, ma non deve esserci commistione - dice l’artista - La creatività deve servire per stare bene, non solo per realizzare qualcosa”.

Creatività dunque come stato dell’anima. Che si sublima nel lavoro di gruppo. È la magia che si crea quando Castro è ai fornelli e Guillamet dietro l’obiettivo della macchina fotografica: “Il nostro lavoro è come gruppo jazz, uno dà la prima nota e poi tutti gli altri donano il loro contributo - dice il fotografo - E così, Oriol ci dà il là e io aggiungo inquadrature, luce, è lavoro collettivo. Ci possono essere difficoltà ma abbiamo la fortuna di condividere”. Perché la creatività funziona meglio insieme.

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