Che cos’è Animenta? È una non-profit che si occupa di disturbi alimentari nella loro complessità. Ed è a loro che Il Gusto ha pensato, decidendo di devolvere a quest’associazione l’incasso delle masterclass che si terranno a Bologna, il 12 e il 13 ottobre, in occasione di C’è più Gusto a Bologna.
“Siamo nati raccontando storie di chi ha affrontato queste malattie. Le storie sono uno specchio in cui ti riconosci, tra i racconti capisci che c’è sempre speranza. Il nostro claim è: raccontare per sensibilizzare. Siamo di base a Roma, ma con le nostre attività arriviamo in tutta Italia e anche all’estero”, raccontano i fondatori di Animenta.
L’associazione, in questi anni, si è caratterizzata per il proprio lavoro, che parte dalle scuole, con laboratori didattici che hanno come obiettivo quello di accendere una riflessione attiva e partecipata sulla consapevolezza di sé e del proprio corpo, senza dimenticare di porre l’accento sulla tematica “dell’altro”, protagonista essenziale del percorso di realizzazione del sé.
Le scuole sono significative, perché sono proprio principalmente i giovani in età scolastica ad affrontare con maggiore frequenza statistica disturbi legati all’alimentazione, come anoressia e bulimia. “Nel corso delle lezioni - raccontano i fondatori di Animenta - i ragazzi dialogano con professionisti che ogni giorno lavorano con i disturbi del comportamento alimentare, come per esempio psicologi, psichiatri, educatori e nutrizionisti e che iniziano un percorso di supporto”. In pochi anni sono oltre ventimila i ragazzi in età scolastica incontrati.
E siccome è importante la condivisione per poter superare una difficoltà, ecco un’altra iniziativa di successo come i Let’s Eat Together, cene virtuali per passare insieme il momento dei pasti. “Basta una connessione Internet e un dispositivo dal quale collegarsi per poter partecipare alle cene virtuali, importanti perché quando si soffre di un disturbo alimentare il momento del pasto è uno dei momenti più difficili da affrontare. Noi di Alimenta crediamo che condividerlo con gli altri possa essere un’occasione per provare ad affrontare le proprie paure e passare una serata diversa”.
E se “Lettera al corpo” è un’attività nata insieme ad Ambra Angiolini, sfociata in un progetto teatrale che ha coinvolto alcune ragazze dell’Associazione che attraverso la musica, la danza e la recitazione ha trovato modo di andare oltre il proprio corpo, con i “Laboratori di cucina” ecco l’opportunità di avvicinarsi al cibo un passo alla volta, riscoprendo un rapporto fatto di familiarità, toccando gli ingredienti, combinandoli per cucinare, modellarli e vederli cambiare tra le mani.