Da bere

Dai vigneti fino a 10 anni fa abbandonati, ecco i Franciacorta che stupiscono e conquistano

Dai vigneti fino a 10 anni fa abbandonati, ecco i Franciacorta che stupiscono e conquistano

La cantina Zanetti, guidata dai fratelli Silvano e Daniele. Un progetto che muove i primi passi proprio dai metodo classico

2 minuti di lettura

Tempo di riconoscimenti dedicati ai vini e di curiosità che vengono allo scoperto. Tra i 100 migliori vini d’Italia che dal 31 ottobre al 2 novembre saranno premiati da Golosaria, una cantina in Franciacorta che ci ha letteralmente stupiti. Sta a ridosso delle Torbiere del Sebino, la suggestiva riserva naturale che si estende a sud del Lago d’Iseo, ed è l’opera di due fratelli, Silvano e Daniele Zanetti. Un progetto costruito innanzitutto sulla passione, ma sostenuto anche da una solida esperienza. In particolare quella di Silvano, oggi cinquantunenne, con oltre trent’anni di attività “sul campo” e una lunga attività come responsabile e supervisore di tutte le fasi produttive, dalla vigna alla cantina, per una nota azienda vinicola del territorio.

Un Franciacorta Zanetti
Un Franciacorta Zanetti 

La svolta arriva una decina di anni fa con l’eredità dei vigneti di famiglia, un patrimonio fino ad allora non sfruttato attraverso le vinificazioni, che i due fratelli scelgono di valorizzare attraverso interventi di miglioramento e nuovi impianti. È così che prende forma il progetto di una produzione autonoma, dalle prime vinificazioni fino agli imbottigliamenti di una linea firmata Zanetti.

Un percorso che muove i primi passi proprio dai metodo classico (13 mila bottiglie), con l’ambizione di esprimere in modo nitido l’identità della Franciacorta attraverso affinamenti prolungati sui lieviti di uve Pinot nero e Chardonnay. Una scelta precisa, per dare profondità, complessità e carattere ai vini. Ma c’è anche una produzione destinata a vini rossi (3 mila bottiglie) da uve Merlot, Cabernet franc e Cabernet sauvignon che, a mio avviso, per esperienza personale, rappresentano una sorta di cartina di tornasole che racconta la capacità di una qualità totale.

Il raggio d’azione, sono 14 ettari vitati, tra proprietà e affitto, sulle colline moreniche di Provaglio d’Iseo (un terzo sono destinati alla produzione dei vini). Si parte con un iconico Franciacorta Saten 2023 da uve Chardonnay che sta 36 mesi sui lieviti. Ha colore paglierino consistente e brillante, un perlage ricco e molto fine; al naso il tocco è speziato e verde. In bocca lo senti fragrante fresco, con un’acidità ancora da comporsi dentro un equilibrio perfetto. Ma questo, mi vien da dire dopo averlo riassaggiato, è l’autentico prototipo del Satèn, interpretato in tutto il suo fascino di finezza e freschezza.

Insomma, l’incipit del loro progetto trova qui la sua realizzazione. Il Franciacorta Extra Brut da uve Chardonnay sta invece 42 mesi sui lieviti.E qui il colore tende all’oro, con un perlage sempre fine. Al naso è molto intenso con tenui ed eleganti sentori di foglie secche e una nuance fruttata: polpa di frutta esotica e frutta secca (mandorla), violetta. In bocca è pieno, elegante e consistente: la sua pienezza ti trasporta fino in fondo, prima di chiudere pulito con una coda ancora di freschezza.

Mi è piaciuto molto, tanto da ottenere i miei pieni voti. Il Franciacorta Blanc de Noir “Eugenio” Riserva 2019 nasce da uve Pinot nero e sta ben 67 mesi sui lieviti. È dedicato al padre scomparso quando loro erano bambini. Ha un colore oro brillante e una spuma molto ricca e persistente. Il naso è soave e molto intenso: frutta secca, finezza di foglie bagnate, viola, tutto all’ennesima potenza rispetto all’extra brut.

È diretto, fine, e mostra un cenno di gesso al naso che richiama le radici minerali; in bocca è un velluto, graffiante e croccante. Molto equilibrato. Tra i vini fermi, merita il “Bianco” da uve Chardonnay in purezza. Ha un colore paglierino di bella consistenza. Naso di agrumi molto intensi, con note balsamiche. In bocca è coerente con tutto (vista e naso): ha un ingresso morbido, un centro rotondo e un finale sapido e asciutto. Un gran bel bianco, decisamente equilibrato e ghiotto, superiore alle aspettative, se devo essere sincero.

Il “Silvano 24” è invece un Rosso da uve Merlot (50%), Cabernet franc (25%) e Cabernet sauvignon (25%) che affina 24 mesi in barrique di terzo passaggio (da qui il nome). Dal suo rubino si evince un’unghia aranciata. È fresco, vinoso, ma rimarca l’eleganza e la finezza con un finale pieno sottilmente fumé. Stessi uvaggi e medesimi percentuali, ma niente legno, per il vino denominato semplicemente “Rosso” che ha un’intensità fantastica e piena; il naso è profondo con note vegetali e una nuance caratteristica. È un piacevolissimo rosso, equilibrato, elegante. La prova del 9 insomma, che qui ci sanno fare. Su tutto.

Silvano Zanetti

Provaglio d’Iseo (Bs) – Via Torcoli, 4/b

Tel. 329 9853569

Una bottiglia di Franciacorta Extra Brut: 35 euro

Scegli su quale testata vuoi vedere questo contenuto