Taylor Swift l’ha fatto ancora: ha creato un fenomeno e questa volta si tratta di un vino che sta facendo il giro del mondo. Tutto nasce dal quinto episodio di The End of an Era, la docuserie Disney+ dedicata agli ultimi mesi dell’Eras Tour: sullo sfonto, accanto a un bicchiere quasi vuoto c’è una bottiglia. Lei non la beve, non ne pronuncia il nome e non la mostra alla telecamera, ma quei pochi secondi per gli Swifties sono più che sufficienti. Screenshot, ingrandimenti e confronti portano rapidamente alla soluzione del mistero: si tratta di un Sancerre del Domaine de Terres Blanches, cantina di Bué, nella Valle della Loira. Ed è il vino dell’estate, anche secondo il Times.
È li che tutto è cambiato. Svelato il mistero i fan di Taylor Swift, già persona dell’anno per People nel 2024, non si sono fermati. E non si sono limitati ad acquistare una bottiglia nell’enoteca o supermercato di prossimità. In pochissimo tempo negli Stati Uniti sono andate esaurite diverse annate e Total Wine & More, la catena che distribuisce le bottiglie di quella particolare cantina, ha dichiarato vendite cinque volte superiori rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Tutto questo succedeva a gennaio ma era solo l’inizio. Secondo i dati di mercato il fenomeno si è allargato a macchia d’olio tanto che a oggi le ricerche online sul Sancerre, il vino non la specifica etichetta, sono aumentate del 5000%, tanto da attirare l’attenzione anche del Times. Difficile immaginare una campagna pubblicitaria tanto perfetta, nemmeno volendolo.
In questo caso specifico, poi, è confermato non trattarsi di un product placement dallo stesso proprietario del Domaine de Terres Blanches, Laurent Saget, che ha ammesso di conoscere la cantante sì di fama, ma non le sue canzoni. “È una cosa piuttosto folle. Non le si può dare un prezzo” ha dichiarato in un’intervista all’AFP, aggiungendo che se anche avesse voluto acquistare uno spazio pubbicitario così, “l’azienda non se lo sarebbe mai potuto permettere”.
L’apprezzamento della cantante statunitense per i bianchi, non è una novità. Già nel 2019, rispondendo alla domanda su cosa avrebbe portato a una festa, aveva elencato Sancerre, Pinot Grigio e Sauvignon Blanc. Ma tra dichiarare una preferenza generica e lasciare intravedere una bottiglia precisa c’è tutta la differenza che passa tra una curiosità e una caccia al tesoro.
Prima di salire agli onori della cronaca involontariamente, il Sancerre era già uno dei bianchi francesi più riconoscibili e richiesti. Il nome non indica un vitigno, ma una denominazione della parte orientale della Valle della Loira, estesa per poco più di tremila ettari in 14 comuni. Il bianco è prodotto con Sauvignon Blanc; esistono però anche Sancerre rossi e rosati ottenuti da Pinot Nero. Il Domaine de Terres Blanches possiede 15 ettari nell’area di Sancerre, tra Bué e Amigny: 13,5 coltivati a Sauvignon Blanc e appena 1,5 a Pinot Nero. Numeri contenuti che hanno contribuato a che, una volta esaurite le scorte, gli Swfties si siano rivolti altrove, allargandosi oltre confine.
Quella del Sancerre è soltanto l’ultima manifestazione di un fenomeno ormai chiamato Taylor Swift effect. Nell’aprile 2024 fu sufficiente il titolo di una canzone, The Black Dog, per cambiare la vita all’omonimo pub di Vauxhall, a Londra, che divenne meta di turismo da tutto il mondo, e finì per aggiungere anche piatti dedicati in menu. Era già toccato a una salsa: durante una partita dei Kansas City Chiefs, la squadra dove gioca il marito della cantante, era stata fotografata davanti a un piatto di pollo accompagnato da quella che un post virale definiva “seemingly ranch” (apparentemente salsa ranch, ndr). La Heinz impiegò appena un giorno per ribattezzare il proprio Kranch e produrre cento confezioni di Ketchup and Seemingly Ranch. Il numero non era casuale: 87 come la maglia di Travis Kelce più 13, quello portafortuna della cantante.