Terre di Maria ha preso vita nel 2018 sugli storici terreni di famiglia di Maria Pasquariello, dove da sempre si coltivano vigneti e uliveti. Ma è grazie all’intraprendenza dei figli Cataldo e Carmela, entrambi laureati in Economia, che si decide di fare il grande passo e di procedere anche alla trasformazione delle due preziose materie prime, dedicandosi alla produzione di vini e di olio evo di qualità.
Decisivo in questo passaggio anche il loro padre Alfonso Faretra, imprenditore e profondo conoscitore dei macchinari agricoli innovativi. Ma è anche una storia affascinante di incroci familiari che coinvolge Roberto Giacobbo, noto autore e conduttore televisivo (Voyager, Freedom - Oltre il confine). Sua figlia Giovanna, che divide il proprio tempo tra la produzione Tv per il padre e il lavoro in vigna e in cantina, è infatti la compagna di Cataldo. Il legame, la passione e la conoscenza del mondo del vino per Roberto Giacobbo hanno però radici profonde, in quanto i genitori del giornalista, nato a Roma ma di origine veneta, possedevano una piccola vigna in Sabina, nel Lazio, e il padre faceva il vino in casa.
Un rito che ha condizionato il conduttore televisivo fin da ragazzo, portandolo a voler approfondire la materia e incrociando le numerosissime esperienze in giro per il mondo con un’attenzione particolare a temi quali il biologico (Terre di Maria è a conduzione biologica).
Una bella realtà che, a nemmeno un decennio dalla sua nascita, vede donne e uomini impegnati nel centro del Tavoliere delle Puglie, nel più ampio areale della Daunia, da sempre cuore pulsante della produzione agricola meridionale grazie alla fertilità dei terreni sorti su un antico fondale marino sollevato e al mite clima mediterraneo. Gli ettari vitati condotti in regime biologico sono una ventina (30 mila le bottiglie) e l’enologo è Tommaso Pinto.
Sono tre le linee aziendali: “Triompho” dedicato alla spumantizzazione Metodo classico di Primitivo e Falanghina; “Neolitico” con riferimento a queste terre del Foggiano dove si sono trovate tracce di villaggi risalenti a tale era e, come, primo esempio del passaggio dal nomadismo ai primi siti stanziali agricoli c’è “Torre Clava”, la linea “firmata” da Roberto Giacobbo, che interpreta l’eccellenza del Primitivo.
Passando ai calici, il MC Extra Brut “Triompho”, da Falanghina in purezza, ha un colore oro intenso con note agrumate e mentolate; in bocca è interessante, di bella acidità e con un sorso pieno e pregnante. Fa 48 mesi sui lieviti e sboccatura nel 2025. Piacevole anche il MC Extra Brut Rosato “Triompho”, Primitivo 100%, dal colore che tende all'aranciato: al naso è fine e complesso, con ricordi di fiori d'arancio e ginger, mentre in bocca è ricco, con un sorso pregnante e dal finale lungo. Fa 60 mesi sui lieviti.
Il Puglia Bianco “Neolitico” 2025, riuscito mix di Verdeca (85%) e Chardonnay (15%), si presenta di colore paglierino tendente all'oro, con un naso intenso di agrumi e caramella che torna in bocca dov'è pieno ed equilibrato. Fa fermentazione in acciaio e seconda metà in barrique. Sempre della linea, il Puglia Primitivo Rosato “Neolitico” 2025, Primitivo in purezza, svela un colore corallo e un naso intenso di caramellina Leone; in bocca è pieno, equilibrato e di bella acidità.
Il Puglia Susumaniello Rosato “Neolitico” 2025 colpisce per il suo bel colore rosa brillante, un naso fresco e intenso, e poi un sorso rotondo ed equilibrato. Fa fermentazione in acciaio e poi passaggio di 3 mesi in barrique. Tra i rossi, il Puglia Susumaniello “Neolitico” 2025 si mostra con un colore pieno e impenetrabile, naso intenso di note dolci, agrumi canditi e caffè, quest'ultimo ben presente anche nel sorso pieno e lungo. Rispetto al precedente, i mesi di affinamento in barrique sono 5. Il Puglia Primitivo “Neolitico” 2024 è di color rubino fitto, contraddistinto da note floreali e fruttate, con la frutta che esplode letteralmente in bocca. Affina 4 mesi in tonneaux.
Un grande esempio dello sviluppo di questo vitigno che ritengo essere straordinario è poi il Puglia Primitivo “Torre Clava” 2024, vino biologico dal colore rubino: svela un naso fruttato e balsamico; in bocca è pieno, intenso, vellutato e fresco, decisamente molto buono nella sua complessità. Il vigneto è a ridosso dell’argine di un antico fiume e rivela strati sabbiosi e argillosi molto profondi; la vendemmia è leggermente tardiva ed è realizzata con macchinari innovativi che raccolgono solo gli acini. Fermenta in acciaio e poi 5 mesi di riposo in tonneaux prima del riposo finale in bottiglia per almeno due anni. Chiude il Puglia Nero di Troia “Neolitico” 2023, dal colore granato fitto e naso pieno di frutta e cioccolato bianco, elegante; in bocca è pieno, equilibrato e sorretto da un bel tannino. Affina 3/4 mesi in tonneaux di rovere.
Terre di Maria
Orta Nova (FG) – Via XXV Aprile, 23
Tel. 331 8255305
Una bottiglia di Puglia Primitivo “Torre Clava”: euro 40