“La vasca? Sarebbe un brut millesimato” - “La cucina mediterranea sì ma più … Zen”. Ispirato dalla vista sconfinata dell’orizzonte dello Stagnone di Marsala, Alex Britti ci ha raccontato, durante il Brittintour ‘26, il suo rapporto con l’enogastronomia, da appassionato competente.
I pendii con vigne e ulivi fanno da sfondo e moltiplicano non soltanto la bellezza paesaggistica attorno al concerto, ma pure il senso profondo della presenza del cantautore: musicista e grande intenditore di sapori e calici.
Da 7000 caffè a La vasca ci sono diverse metafore tra cibo ed enogastronomia e anche storie di vita e di amore. Qual è il suo rapporto con il cibo e con il vino?
"Vivo solo per quello praticamente. Quando sono a casa e ho la possibilità di cucinare, lo faccio anche per me stesso, non solo per gli amici, quando sono solo mi invito a cena e preparo tante belle cose”.
C’è un piatto in particolare che le piace preparare?
“No, non c’è un piatto in particolare, mi piace variare e so preparare diversi piatti, però tendenzialmente mi piace molto cucinare il pesce. Quando invito i miei amici a cena faccio scegliere a loro cosa mangiare, replicando anche piatti che ho mangiato in ristoranti, gourmet o stellati”.
Con quali vini abbinerebbe tre delle sue più note canzoni, in particolare Oggi sono io, Una su 1.000.000, La vasca?
“Oggi sono io sarebbe un rosso elegante, non troppo tannico, come ad esempio un Nebbiolo, un Barolo giovane. Una su 1.000.000, una via di mezzo, potrebbe essere tranquillamente uno Chardonnay del centro Italia, un rosé, o anche un Cerasuolo d’Abruzzo. La Vasca senza dubbio un brut millesimato”.
C’è stata una cena o un piatto che ha ispirato qualche canzone?
“No, perché se mangio un bel piatto me lo godo, poi sicuramente mi dà tanta positività che trasferisco nelle canzoni, però non direttamente. Quando mangio non penso alle canzoni, e quando scrivo le canzoni non penso al cibo a meno che non debba citare ‘...il sugo sulla pasta…’ Quando mangio, mi concentro sulla cucina e basta”.
Una delle tappe del tour in Sicilia è stata in una cantina a Marsala, è una scelta casuale?
“La scelta è dell’organizzazione ma poi magari scopro con piacere che all’interno della rassegna c’è una cantina. Io, tra le altre cose, ho anche un diploma in tecnica della degustazione, che ho preso circa vent’anni fa. Sono stato per anni, con un mio amico che è uno dei massimi esperti in campo enogastronomico, a fare degustazioni di vini e per ristoranti in giro per l’Italia. Io lo portavo ai concerti blues. Grazie a lui sono andato per la prima volta al ristorante di Gennaro Esposito in Costiera Amalfitana, che ho apprezzato tantissimo, tanto da tornarci molte altre volte in seguito”.
C’è un piatto della memoria o preferito?
“Non c'è un piatto in particolare, ma tendenzialmente non mi piacciono le cose troppo pasticciate, difficili da digerire. Preferisco la cucina tradizionale ma semplice e amo anche tanto la cucina orientale perché paradossalmente la cucina mediterranea esige una selezione maggiore dei prodotti di qualità e bisogna fare una ricerca più… Zen per mangiare più cose essenziali. Negli ultimi anni, faccio una selezione più alta dei prodotti a causa anche di alcune allergie che sono scaturite; non posso mangiare determinate cose ma, da un certo punto di vista, lo considero anche un bene, nel senso che c’è una maggiore attenzione nella scelta”.
Oggi si parla tanto di vino dealcolato o con un basso tenore alcolico e la tendenza, negli ultimi anni soprattutto è quella di vini più leggeri, ma anche dei piatti sicuramente più sani, più equilibrati. Come vede questa tendenza in prospettiva? Qual è il vino e quale il piatto del futuro?
“Secondo me bisogna ritornare a rispettare anche un po' le stagioni. Mangiare ad esempio piatti più elaborati come l’amatriciana, fonduta o formaggi grassi, carne di maiale e troppo vino rosso in estate, non va bene. Io in estate limito molto il consumo di cibi grassi e di alcolici e poi in generale cerco di mangiare frutta e verdura di stagione. Rispettare la natura e la stagionalità sarebbe un bene per tutti, così come cambiare la propria alimentazione in base alle temperature. Nella mia cucina ho appeso un poster dove sono illustrate per ogni stagione frutta e verdura, e la trovo una cosa molto funzionale oltre che carina. Un altro modo per far imparare a mio figlio cosa si mangia in estate, cosa in inverno, eccetera. Rispettando queste cose secondo me si vive meglio. Fa bene alla salute e soprattutto ti diverti di più. Quindi stasera non berrò un Amarone ma un bianco leggero, fresco”.
È appassionato anche di olio, quali preferisce?
“Mi piace l'olio di queste parti, dove mi trovo adesso, nel Trapanese. Un olio con un bel piccante, così come quello pugliese. Apprezzo pure l’umbro e il ligure e mi piace molto abbinarli e degustarli negli appositi bicchierini”.