La storia

L’Etna fa squadra per i bambini di WonderLAD

L’Etna fa squadra per i bambini di WonderLAD

“Incroci di Vite” debutta a cantina Pietradolce: raccolti 19.000 euro destinati alla beneficenza. Il patron Michele Faro: “Abbiamo ricevuto tanto da questa terra, bisogna restituire qualcosa”

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L’Etna sa mettere tutti allo stesso tavolo: vignaioli, cuochi e imprenditori appassionati che partono dal vino e dal cibo e finiscono a fare rete per una nobile causa. Nasce così “Incroci di Vite”, la manifestazione benefica ospitata dalla cantina Pietradolce a Solicchiata, sul versante nord del vulcano, capace di mettere insieme vino, cucina e impegno sociale in favore di WonderLAD (www.wonderlad.org), eccellenza nazionale nata a Catania, che dal 2010 affianca bambini con diagnosi oncologica e famiglie attraverso il metodo Cure&Care, integrando assistenza, arte, bellezza e benessere psicofisico. Fra i suoi ambasciatori anche i cantanti Mario Venuti, Carmen Consoli e Mario Biondi. Il successo di questa prima edizione è nei numeri: 19 mila euro raccolti e donati interamente all’associazione, risultato che dà sostanza a una giornata pensata per celebrare l’Etna e restituire qualcosa a chi ne ha più bisogno. Il nome scelto per l’evento contiene già il suo significato più profondo.

Gli obiettivi

Per Michele Faro, ideatore e promotore della manifestazione, il doppio senso richiama prima di tutto la solidarietà. “Incroci di Vite nasce con uno scopo solidale”, racconta, sottolineando come la resilienza appartenga tanto alla pianta quanto all’essere umano quando attraversa momenti di difficoltà. Attorno a questa idea Faro ha chiamato a raccolta oltre trenta produttori etnei, dando forma a una rete che racconta un territorio competitivo per qualità e capace di riconoscersi in un progetto comune. Accanto a lui, sul fronte gastronomico, Seby Sorbello, tra i cuochi etnei più rappresentativi, da anni impegnato nella valorizzazione della ricerca in cucina e ambasciatore del territorio attraverso il cibo. Sorbello ha riunito quindici artisti dello street food siciliano e nazionale. Tra i protagonisti anche Federico Fusca, volto noto del panorama food italiano, e Vincenzo Capuano, pizzaiolo napoletano di terza generazione e ambasciatore della pizza napoletana moderna, entrambi entusiasti di prendere parte a una festa del gusto costruita attorno a una causa comune. Accanto alla beneficenza, per Faro c’è un secondo obiettivo centrale: l’aggregazione.

Il percorso

Il produttore insiste su un tratto che considera distintivo del mondo etneo, cioè la capacità di fare squadra. “Sull’Etna, osserva, il confronto tra produttori passa attraverso amicizia e confronto, merce rara al giorno d’oggi”. Del resto, la ricchezza di questo territorio è la bellezza della sua comunità che, quando serve, non manca di farsi sentire concretamente. Negli ultimi trent’anni il vulcano ha conquistato un ruolo centrale nel panorama vitivinicolo nazionale e internazionale grazie a vini riconosciuti per finezza, eleganza e identità. Dentro questa visione si inserisce anche il percorso imprenditoriale della Famiglia Faro, cresciuto attorno a un’idea agricola prima ancora che aziendale. Dalla celebrata cantina Pietradolce a Donna Carmela, eco-resort tra il mar Ionio e il vulcano, passando per Vivai Faro, il più grande vivaio d’Europa, e Radice Pura, parco botanico e sede del biennale Garden Festival. Ogni progetto resta legato allo stesso principio: coltivare, custodire, valorizzare un paesaggio. Michele Faro rivendica con semplicità questa radice: l’agricoltura è il filo che tiene insieme ogni progetto familiare. Ricorda il nonno, anche lui Michele, “piccolo, umile e orgoglioso contadino”, capace di trasmettere valori rimasti vivi nel tempo. “Mi piacerebbe che questa prima edizione diventasse l’inizio di un percorso, annuale o biennale”, confessa il patron. Intanto lascia un dato concreto e un modello possibile: produttori, cuochi e imprenditori chiamati a costruire una giornata di festa attorno a un gesto di cura.

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