Sanremo, con Mogol arriva sul palco l'inno della gastronomia italiana

Sanremo, con Mogol arriva sul palco l'inno della gastronomia italiana

Alla terza serata del Festival, l’omaggio alla cucina patrimonio Unesco. Con l’autore premiato alla carriera, ecco “Vai Italia” intonato da Al Bano con i bambini dell’Antoniano e di Caivano. E arriva lo scudetto tricolore per gli chef e il Bel Paese, raccontato tra arance, pasta e tavole a quadretti

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Le bontà del Bel e Buon Paese irrompono sul palco di Sanremo nella terza serata del Festival. Non lo fanno in uno show cooking a sorpresa, per la gioia (e per la fame) della Pausini che nella seconda serata era stata pizzicata dal conduttore Conti mentre addentava una fetta di mortadella, ma con un omaggio alla cucina italiana patrimonio Unesco. In veste canora con l'inno dedicato all'Italia da gustare che, dopo quello ufficiale di Goffredo Mameli aspira a diventare il secondo canto nazionale.

Ed ecco Mogol, l'autore del testo, che viene chiamato sul palco dell'Ariston per ricevere il premio alla carriera che "la città di Sanremo ha voluto riconoscere ad un artista della musica italiana". Standing ovation, applausi a scena aperta, scambi di cordialità, battute e parte il video con alcune delle 1776 canzoni depositate (in 523 milioni di dischi) del grande autore, famoso per i suoi brani in tandem con Lucio Battisti e non solo.

Quindi arriva il momento culinario, con un breve inciso in sottofondo, dell'inno "Vai Italia" scritto da Mogol, musica di Oscar Prudente. E cantato da Al Bano (escluso eccellente del festival che in questo modo è stato presente anche se da remoto nella veloce citazione del conduttore), insieme ai bambini del coro dell'Antoniano e di Caivano.

"Questo inno ha portato fortuna alla candidatura della cucina italiana patrimonio Unesco" chiosa Carlo Conti che alla fine presenta lo "scudetto" che d'ora in poi gli chef italiano avranno sulla loro giacca con il simbolo del tricolore.

Il testo inizia con un omaggio di cuore all'Italia ("Come è bella, come è verde la mia terra") e continua parlando di futuro, di risvegli, di primavera di germogli. E poi di profumo di arance, di miele, di inviti a mangiare tutti insieme. Al festival si sente solo brevemente il refrain della canzone. Invece nel video realizzato con i piccoli coristi lo scorso autunno per accompagnare la candidatura Unesco, poi divenuta realtà a dicembre, scorrevano anche immagini campestri, di cesti di frutta e di tanti tesori della terra. E poi della pasta, del pomodoro, del parmigiano e altre eccellenze servite su un lunghissimo tavolo apparecchiato con l'immancabile tovaglia a quadrettoni bianca e rossa.

"Oggi il Maestro Mogol ha ricevuto il riconoscimento meritato per una carriera che non ha eguali - scrive in una nota il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida -. È l’autore di testi intramontabili che hanno fatto emozionare generazioni di italiani. Parole che sono diventate parte della nostra identità. Ha scritto anche “Vai Italia”, la canzone che ha accompagnato il riconoscimento della cucina italiana a Patrimonio dell’Unesco: cantata dal Maestro Albano, insieme al coro dell’Antoniano e ai ragazzi di Caivano". "E possiamo dirlo: ha portato bene! - continua il ministro -. È stato un onore vederlo all’opera. Per questo, per tutto quello che ci ha dato, e per tutto quello che ci darà, grazie Maestro".

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