Bisogna andare indietro di un paio di secoli, dacché nel 1892 Giuseppe Pollara dà vita a un progetto imprenditoriale di alto profilo, radunando intorno a sé alcuni piccoli proprietari terrieri che coltivavano in proprio nella zona del Monrealese. E con loro decide di investire su tutte le diverse fasi della produzione vitivinicola, partendo dal miglioramento dei beni fondiari stessi e sviluppando un percorso che richiederà l’intero arco della sua vita: questo segnerà il primo fondamentale passaggio dalla ruralità a un modello più moderno di “fare impresa”.
Dal secondo dopoguerra, con la riforma agraria e il tramonto dei latifondi, comincia ad affermarsi, infatti, una nuova forma di imprenditoria agricola in grado di produrre ricchezza attraverso la valorizzazione delle produzioni autoctone di qualità: un processo virtuoso che ha portato alla costruzione della cantina di vinificazione e affinamento in contrada Malvello. L’avvento di Ivicor – acronimo di Industria Vitivinicola Corleonese – permetterà anche ad altri viticoltori del territorio di Corleone l’acquisto e la lavorazione di uve di qualità, come Nero d’Avola, Catarratto e Chardonnay, ponendo le basi per il successo del vino siciliano nel mondo.
Le nuove tecniche colturali e di refrigerazione in cantina, l’affinamento in botte e l’imbottigliamento diventano, pertanto, gli elementi essenziali e irrinunciabili per arrivare al risultato che è stato evidente nel bicchiere: rispetto delle tipicità organolettiche delle uve e dell’identità varietale, consentendo così alla famiglia Pollara di compiere quell’ulteriore salto produttivo che nel 2004 celebra, ufficialmente, la nascita del marchio Principe di Corleone.
Quest’anno è stata la prima vendemmia interamente sostenibile anche dal punto di vista energetico. Il nome stesso fa riferimento alle radici feudali dell’attività: dall’area prettamente agricola, passando per la cantina di vinificazione e affinamento, fino agli uffici e all’area dedicata all’enoturismo. Nei quasi vent’anni successivi, l’evoluzione del settore e con esso dell’azienda, non si è di fatto mai arrestata, rendendo sempre più evidente l’interconnessione tra sostenibilità ambientale e attività vitivinicola. A oggi, con l’adesione nel 2021 al Progetto SOStain, Principe di Corleone sta progressivamente convertendo tutta la sua produzione a regime biologico.
Oggi, al timone c’è la quarta generazione: Vincenzo Pollara con la moglie Lea che si occupa di attività enoturistica e di amministrazione. Enologo è Giuseppe Diesi, con loro da 18 anni; consulente è invece Vito Giovinco che organizza i lavori in cantina. Quindi, i figli di Vincenzo e Lea, Leoluca (40 anni), il primogenito, si occupa del marketing aziendale promuovendo il marchio Principe di Corleone all’estero usufruendo dei social network e dell’iscrizione alle principali fiere di settore nel mondo. Pietro (32 anni), dopo essersi laureato in scienze agrarie all’Università di Palermo e specializzato in viticoltura ad Asti e ad Alba, ha deciso di intraprendere la propria carriera nell’ambito della gestione agronomica aziendale, dedicandosi al mantenimento delle vigne, alla vendemmia e allo studio delle curve di maturazione, sviluppando programmi di studio e ricerca su specifiche cultivar.
Oggi Principe di Corleone può contare su circa 200 ettari vitati, di cui 60 di proprietà (1 milione le bottiglie): una quota importante della superficie vitata è gestita con accordi diretti intrapresi con altri piccoli viticoltori. L’enoturismo contempla un agriturismo annesso all’azienda denominato Tenuta Pollara, con ricettività di 9 camere, ristorazione su prenotazione. Nel pacchetto, tour e pic nic nelle vigne, degustazioni abbinate a prodotti del territorio.
Il patrimonio ampelografico di Principe di Corleone ha puntato dal 2010 sui vitigni autoctoni della Sicilia e dell’areale quali Catarratto e Nero D’avola e, per quanto riguarda quelli internazionali, Syrah e Chardonnay. Varietà impiantate oltre ai vitigni già citati sono anche Grillo, Moscato bianco, Inzolia e Pinot bianco per le uve bianche; Nerello mascalese, Merlot e Cabernet sauvignon per le varietà a bacca rossa.
Il Sicilia Catarratto Bio “Sophia” 2024 è un vigneto di Catarratto di montagna coltivato a 900 metri d’altezza e vendemmiato ai primi di ottobre. Ed è clamoroso fin dal colore paglierino brillante. Al naso ti invade un effluvio di lime e frutta esotica assai persistente. In bocca mostra tutta la sua penetrante finezza con una freschezza infinita che accompagna il sorso. Un capolavoro.
Stesso dicasi per Monreale Syrah “Ridente Orlando” 2024, che nasce nell’areale della Doc omonima sulla quale si trova l’azienda: comprende gran parte del territorio di Monreale e alcuni comuni limitrofi e fa parte di quello che un tempo era il potente Arcivescovado. Un territorio che si mostra come un susseguirsi di colline, pianure e boschi di macchia mediterranea, le cui condizioni pedoclimatiche sono un unicum in ambito vitivinicolo.
Ora questo Syrah è frutto di una vendemmia di metà settembre, vinifica in acciaio con un piccolo passaggio in tonneaux di 3 mesi. Ora, se siete appassionati di Syrah, potreste anche dire che avete assaggiato uno fra i tre migliori d’Italia. È infatti molto espressivo, sia il colore rubino intenso sia il frutto al naso accarezzato da una leggera nota di polvere da sparo, pelliccia, spezie. È molto buono, è un grande Syrah che in bocca ti rapisce con la setosità dei suoi tannini e l’equilibrio esemplare.
Ma anche il Sicilia Nero d’Avola Bio “Sophia” 2023, biologico e prodotto con affinamento solo in acciaio è molto tipico. Anche qui il colore è rubino concentrato quasi a evocare il sugo dei piccoli frutti che avverti al naso. In bocca è decisamente ampio, ma nello stesso tempo fine, offrendo quella freschezza fruttata che ha pure un che di balsamico. Per la cronaca, tutti e tre i vini assaggiati hanno ottenuto il massimo punteggio. Non rimane che andare sul posto a godersi l’esperienza agrituristica, per assaggiare tutto il resto.
Principe di Corleone
Contrada Malvello - S.P. 4 Bis - Km 2,0 Snc 90046 Monreale (Pa)
Tel. 091.8462922 - 091.8463512 - 320.6656471
I vini costano tutti e 3 nella fascia da 16 a 18 euro