L’intervista

Masterchef, la parola a Cannavacciuolo: “Vi rivelo chi è il concorrente che mi ha colpito di più”

Antonino Cannavacciuolo
Antonino Cannavacciuolo 

Tutto pronto per il via alla quindicesima edizione del talent show di Sky. E lo chef-giudice racconta novità e aspettative di quest’anno

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A poche ore dall’inizio della nuova stagione, la quindicesima di MasterChef Italia, lo chef Antonino Cannavacciuolo, giudice dal 17 dicembre 2015 (undici le edizioni) racconta le sue impressioni sui nuovi concorrenti, in particolare su uno che l’ha colpito e che dovrebbe essere tenuto in conto dagli spettatori del cooking show. Risponde anche a chi eventualmente guarda con leggerezza il programma e pensa che sia scontato portarlo avanti.

L'intervista

Antonino Cannavacciuolo: "Il segreto per vincere Masterchef? Non copiare"

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C’è un concorrente che l’ha particolarmente colpita quest’anno?

“Uno sì: Luciano. Fin dal primo momento. Quando l'ho visto, l'ho visto muoversi, l'ho visto cucinare, ho pensato a mio padre. Mio padre oggi ha quasi 77 anni e a volte si butta un po’ giù di morale. Vedere questo ragazzetto di 92 anni, così in forma, fisica e mentale, così attivo, mai ha fatto pensare, e vorrei che lo guardassero tutte quelle persone che un po’ con l’età si lasciano andare. Prendete esempio”.

MasterChef è da sempre l’esempio di chi si mette in gioco, a tutte le età

“Questo è un aspetto del programma che mi piace molto. Ogni concorrente arriva con una storia bella, da ascoltare. E poi se riesce a metterla nel piatto, il gioco è fatto”.

Questa è la sua undicesima edizione da giudice. Cosa significa per lei fare MasterChef?

“All’inizio non lo volevo fare perché ero concentrato e fisso nella mia cucina. Oggi posso dire che mi ha arricchito tanto come persona, mi ha allargato il pensiero. Anche perché hai la possibilità di incontrare e conoscere meglio tante persone. Ti dà la possibilità di studiare molto. E per me questo è fondamentale: sei un esempio per tanti ragazzi, e non puoi fermarti sulle tue idee, sul tuo modo di pensare, di intendere la cucina. Tutto è in movimento. E anche quando parli di un piatto di spaghetti al pomodoro, devi avere chiaro che non stai parlando solo di un piatto di pasta”.

Lei dice sempre che ogni stagione impara qualcosa a Masterchef

“Gli autori fanno un grande lavoro di ricerca sugli ingredienti, li portano da tutto il mondo. Lo vedete ogni anno. E poi ci sono i grandi professionisti che arrivano come ospiti. Si affrontano dietro le quinte discorsi e confronti molto interessanti anche sul futuro della cucina. Si parla di sperimentazione di tecniche e cotture. C’è davvero la possibilità di imparare molto, di far crescere la tua mentalità, e tutto poi lo porti nel tuo lavoro, nella tua azienda. Solo continuando ad imparare si può andare avanti”.

A proposito di sperimentazione, in questa edizione arriverà Angel Leon

“Una puntata bellissima, molto interessante. Noi lavoriamo sugli scarti della terra, lui su quelli del mare. Sta facendo un lavoro incredibile. Il lavoro che ha fatto con il sale è davvero interessante. Non voglio anticipare molto, ma porterà qualcosa di davvero scenografico. E la cosa incredibile è che proprio grazie a Masterchef questo diventerà un tema che molti altri colleghi vorranno approfondire. È un altro grande merito del programma. Di un programma di massa che fa cultura”.

È questo il segreto del successo di MasterChef?

“Non è facile portare avanti un programma per 15 edizioni. Tutti pensano il contrario, ma è impegnativo, ha un costo elevato. Ma se ha successo è proprio per queste ragioni di cui ho appena parlato. Fa cultura. Ha una sua credibilità anche nel nostro settore”.

C’è qualcosa che dice in generale a chi vince il programma?

“Durante la finale mi ritaglio sempre uno’ di tempo per parlare con i famigliari. Perché la famiglia è fondamentale quando un ragazzo deve decidere la strada che vuole intraprendere. Poi parlo con i ragazzi. Il consiglio che dò sempre è quello di prendersi il momento di gloria senza perdersi. Perché poi bisogna studiare, andare a far pratica nei ristoranti. Altrimenti si rischia di bruciare i tempi. Sull’entusiasmo apri una tua attività e nel giro di sei mesi già la chiudi. Prima ti devi allenare. Devi studiare. Poi allora se ne hai la possibilità provaci: aprire un ristorante per me è la cosa più bella che ti può capitare nella vita”.

Non teme che invece un programma come Masterchef possa trasmettere un messaggio opposto: che è tutto più facile di quel che sembra?

“No, su questo voglio essere molto chiaro. Noi non creiamo mostri. Tutti e tre noi giudici non perdiamo occasione per sottolineare ai ragazzi che partecipano quanto sia dura la vita in cucina. É una cosa bellissima avere un ristorante, ma devi farlo solo nel momento in cui hai una base concreta, fatta di studio, di lavoro. Devi pensare che oggi non puoi essere solo un cuoco ma devi essere anche imprenditore”.

C'è qualche concorrente che l’ha deluso? Da cui magari si aspettava che riuscisse a fare qualche cosa di più?

“Deluso no, perché ognuno ha la propria vita, e fa quello che può e che riesce a fare. Di sicuro posso dire che mi ha molto stupito Gloria ex finalista di MasterChef 8 (quella vinta da Valeria Raciti, ndr) che ha esaudito il suo sogno di passare dal muletto ai fornelli e ha aperto un suo ristorante in Carnia. Nessuno se l’aspettava. È stata molto brava a non lasciarsi intrappolare dai social, dal fare cose banali. Si è messa subito a lavorare a testa bassa e oggi mi dicono che sta facendo un ottimo lavoro. L’ho rivista alle premiazioni delle Guide dell’Espresso l’anno scorso. Un bel riconoscimento per lei”.

Si parla spesso di cosa fanno oggi i vincitori delle passate edizioni di MasterChef, quando spesso a sorprenderci è chi non ha vinto

“Lo dico sempre: è meglio non vincere MasterChef perché poi vieni preso da mille cose, impegni, da un turbine di proposte che ti distraggono dall’obiettivo. Io addirittura farei una proposta alla produzione: il corso dell’Alma facciamolo fare a chi arriva secondo, di modo che possa studiare a testa bassa. Al primo lasciamo il libro, i soldi e la gloria”.

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