Il ricordo

Ornella Vanoni e la sensualità del cibo: rossetto, cioccolato e la ricetta della Bomba nera

Ornella Vanoni e la sensualità del cibo: rossetto, cioccolato e la ricetta della Bomba nera

L’amore della cantante per il risotto e quel dolce speciale a base di cacao, vaniglia e panna

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“Rossetto e cioccolato”. Ornella Vanoni era così, come il titolo di una delle sue canzoni più seducenti. Che mescola l'eleganza, la cura, lo stile con la passione e il gusto per la vita da assaporare fino in fondo come ha sempre fatto la grande interprete, scomparsa venerdì 21 novembre all'età di 91 anni. In quel brano del 1995 offriva una ricetta d'amore ed elegante erotismo chiamando in causa il mondo culinario fra citazioni del cibo degli Dei, sciroppo di lampone, zucchero a velo. In un'esperienza sensoriale totale che si concentra in un abbraccio "dolce e salato" fra tavola e cuore. In cui "ci si mastica a poco a poco". Perché non possono mancare "rossetto e cioccolato che non mangiarli sarebbe un peccato si fa così si cuoce a fuoco lento mescolando con sentimento".

Ornella Vanoni all'opera in cucina (@ornellavanoni Fb)
Ornella Vanoni all'opera in cucina (@ornellavanoni Fb) 

Con "le calze nere, il latte bianco". Quando "è tutto apparecchiato, per il cuore e per il palato".

Tutti ingredienti indispensabili sia in una coppia che in cucina: pazienza, un pizzico di follia e di creatività e una gran voglia, un forte desiderio di assaporare tutto dall'inizio alla fine.

Il brano sarà ripreso anche nel film di Sorrentino “Le conseguenze dell’amore” del 2004.

L’amore per il risotto

Lei, la cantante della Mala prima, e poi l'artista ironica e anticonformista in tutte le note, dentro e fuori lo spartito, aveva con i fornelli un rapporto altalenante come raccontò a "La Cucina Italiana" dieci anni fa, indicando i suoi piatti preferiti in quelli piemontesi, e naturalmente lombardi con il risotto in primis: "Ci ha confessato che non ha più rapporti con i fornelli perché non si diverte più a cucinare; sì, gradisce il tartufo, ma non sopporta la selvaggina e, infine, che il piatto che più ama è quello che meglio rappresenta la sua città, Milano: il risotto allo zafferano, con particolare amore e trasporto per la versione più godereccia, detta 'al salto' fatto con l’avanzo del giorno prima".

In quell'intervista il riferimento al passato riguardava un articolo di molti anni prima sul suo legame con i fornelli ( in cui parlava dei suoi gusti che comprendevano anche la selvaggina poi non più gradita) in cui si pubblicava una ricetta proposta dalla Vanoni. Erano gli anni Sessanta, quando l'artista meneghina si fece conoscere al pubblico con canzoni in stile "mala milanese" come "Ma mi" e "Hanno ammazzato il Mario". Aveva 26 anni e stava per sposate Lucio Ardenzi, dopo la storia d’amore e professionale con Giorgio Strehler e prima dell’incontro con Gino Paoli.

La bomba nera

"Poiché sono la cantante della malavita ne darò una in carattere: la Bomba nera" rispose alla richiesta di un piatto per la rubrica La ricetta di, che tutti i mesi ospitava sulla rivista un personaggio famoso per svelare il suo rapporto con il cibo". Il dolce, intenso e godurioso alla vista e al palato, è un inno alla seduzione. La ricetta originale prevedeva una forma a bomba, bagnata di maraschino, con tuorli frullati con zucchero a velo, burro finissimo, cioccolata cotta con tre cucchiai di latte e aroma di vaniglia. Intonacata la bomba, si mette in ghiaccio per una ora, si riempie il fondo con panna montata, si aggiunge dello zabaglione e dei dadetti di frutta candita, quindi panna montata e nuovamente in ghiaccio per qualche ora.

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