La storia

In cucina e a tavola con i Santi protettori

Sant'Andrea, protettore dei pescatori, nel dipinto "La Pesca miracolosa" di Jacopo Bassano
Sant'Andrea, protettore dei pescatori, nel dipinto "La Pesca miracolosa" di Jacopo Bassano 

Dai cuochi ai birrai, dai pescatori ai macellai, sono tante le categorie del mondo dell’agroalimentare che hanno speciali patroni. Personalità capaci di legare la propria vita all’arte del mangiare

5 minuti di lettura

Stanno in Paradiso, si schierano lungo il calendario e arrivano su tavole, campi agricoli e allevamenti, ma anche dentro le cucine. Sono i santi che proteggono gli artigiani dell’enogastronomia italiana, e non solo. Uomini e donne assunti alla santità che, per le opere in vita o per il carattere del loro martirio, hanno legato le loro gesta al mondo agropastorale o alle produzioni alimentari. La cultura cattolica riconosce ai pii e ai santi il valore ispirazionale di modello di vita, al contempo per intercessione proteggono i devoti dai pericoli. A loro si affidano le preghiere, individuando nei santi protettori la capacità di mediazione tra uomini e divino, diventando riferimento spirituale per le invocazioni di aiuto e protezione. È in virtù delle loro vite, ciascuna diversa e caratteristica, che alcuni santi sono riconosciuti, per devozione popolare o processo formale, protettori di determinate categorie professionali, molte delle quali legati al mondo agroalimentare. Leggenda, storia o tradizione che sia, le azioni di questi uomini santi hanno innalzato gli alimenti e le professioni collegate a esempio di virtù, facendo un volta ancora del nutrimento un atto impregnato di significato spirituale.

1) Sant Antonio del Purcel (S. Antonio Abate) – 17 gennaio (bestiame e animali domestici)

Protettore del bestiame e degli animali domestici, S. Antonio è anche il patrono dei salumieri e macellai per il suo legame con il maiale, con il quale viene raffigurato insieme a lingue di fuoco ai suoi piedi. Vuole la storia che per combattere le tentazioni scese agli inferi, dove avrebbe rubato una favilla per regalare agli uomini il fuoco, come un Prometeo cristiano. Per questo nel giorno che ne celebra la nascita al Cielo vengono tradizionalmente date alle fiamme grandi cataste di legna, carboni e cenere venivano nel passato conservati per scongiurare malattie. Il 17 gennaio vengono benedetti gli animali e le stalle, vuole la leggenda che solo in questa notte possano parlare con voce umana. È anche considerato il guaritore dell’Herpes Zoster, anche detto ‘fuoco di sant’Antonio’, a lui si affidano le preghiere per lenire i brucianti dolori provocati dal virus.

2) San Giuseppe Frittellaro – 19 marzo (festa del papà – bignè e zeppole)

“San Giuseppe frittellaro / tanto bono e tanto caro / tu che sei così potente da aiuta' la pòra gente / tutti pieni de speranza te spedimo quest'istanza” recita così la preghiera popolare romana, invocando il santo a mediare sui guai quotidiani. Il legame con la cucina, in particolare con bignè e zeppole di San Giuseppe che ne celebrano laicamente la festa non ha origine nella vita del padre terreno di Gesù. La festa cristiana si è andata innestando su quella pagana per l’equinozio di primavera, la rinascita della natura che si festeggiava con i baccanali, riti propiziatori per la fertilità, durante i quali nell’Antica Roma si consumavano i ‘frictilia’ (dolci fritti nel grasso di maiale). Dal 1968 il 19 marzo è la festa del papà, riconoscendo in San Giuseppe il simbolo della figura paterna, nonché il protettore dei falegnami.

3) San Lucio di Cavargna – 12 luglio (casari)

Umile pastore e casaro ricco di generosità, Lucio condivideva il suo formaggio con i bisognosi e i viandanti che solcavano la Val Cavargna. La sua bontà d’animo lo rese noto nella valle vicino al lago di Como. Le forme di formaggio si moltiplicavano miracolosamente tra le sue mani, provocando l’invidia degli altri pastori. In più, il cacio donato agli affamati non portava guadagno al padrone, che avrebbe così deciso di eliminare il problema uccidendolo sulle sponde dello stagno alpestre. Da allora ogni 12 luglio, nel giorno del martirio, le acque dello specchio alpino si tingono di rosso. Culto popolare, ancor prima della canonizzazione, San Lucio è protettore dei casari e mandriani, nell’iconografia viene raffigurato nell’atto di tagliare una forma di formaggio.

4) Sant’Onorato di Amiens – 16 maggio (panettieri e pasticcieri)

Animato dal sacro fuoco della fede sin dalla tenera età, Onorato aveva confidato le sue intenzioni di dedicare la vita alla preghiera alla balia, mentre questa infornava il pane. “Accadrà quando la pala (da forno) rinverdirà” avrebbe risposto la donna scettica, mentre foglie e more di gelso spuntarono dal legno secco dell’utensile, il suo primo miracolo ancor prima dei voti. Da questo il legame con l’arte della panificazione, tanto che nel 1202 un panettiere della Piccardia, di stanza a Parigi, fece costruire la Chapelle de Saint-Honoré in suo onore. Il sobborgo ne prese il nome, oggi tra i più eleganti della città, e nel 1850 la pasticceria Chiboust, ideando la particolare crema che ne porta il nome, dedicò al santo una torta ancora oggi vanto e simbolo dell’arte dolciaria in tutto il mondo.

5) San Martino – 11 novembre (viticoltori e vignaioli)

Soldato ungherese del IV secolo, quando Martino incontrò un mendicante infreddolito sfoderò la spada per tagliare il suo mantello e donarlo al pover’uomo. Il sole scaldò miracolosamente l’aria, quel freddo giorno di novembre da allora è l’estate di San Martino. Dopo la sua conversione si ritirò in un eremo, quando la Chiesa lo voleva proclamare vescovo di Tours, Martino si nascose in un recinto di oche che starnazzando ne svelarono il nascondiglio. San Martino oca e vino, la tradizione popolare vuole il pennuto sulle tavole, è il protettore della vite e patrono dei viticoltori. “A San Martino, ogni mosto diventa vino” recita il detto popolare, tradizione vuole che sia il particolare clima del giorno in cui ricorre la festa a completare la fermentazione del mosto, rendendolo vino novello.

6) Sant Isidoro – 15 maggio (agricoltori)

Nato a Madrid intorno al 1070, Isidoro spese la sua vita tra il duro lavoro nei campi e la preghiera. Nonostante le umili origini e la vita grama, era solito insieme alla moglie condividere i frutti delle sue fatiche con i bisognosi. Veniva tacciato di dedicare più tempo alla preghiera, che non ai campi, per questo inviso dagli altri braccianti. Durante una delle sue orazioni due angeli avrebbero preso il suo posto alla guida dell’aratro, lasciando che l’agricoltore potesse pregare senza distrazione. A lui viene anche attribuito il miracolo della fonte zampillante, quando Isidoro affondando la vanga nella terra resa arida dalla siccità fece sgorgare acqua fresca per salvare campi e raccolti. Per questo Sant Isidoro è riconosciuto protettore degli agricoltori, nonché celebrato come patrono di Madrid.

7) San Lorenzo – 10 agosto (rosticcieri)

La protezione che dona il ‘santo delle stelle cadenti’ evoca il suo martirio durante la persecuzione voluta dall’imperatore Valeriano. Arso vivo su una graticola sopra i carboni ardenti, San Lorenzo è il protettore di chi lavora con il fuoco, pompieri e soffiatori di vetro, nonché dei rosticcieri. “Sono ben cotto da una parte, ora giratemi dall’altra” avrebbe detto il santo in fin di vita, tra beffarda ironia e fede incrollabile. Co-patrono di Firenze, con San Giovanni, nella notte del 10 agosto è tradizione allestire falò e fare grigliate, evocazione del martirio e modo per preservare il buio in cui si svelano le stelle cadenti, che nella credenza popolare sarebbero le scintille dei carboni ardenti salite al Cielo o le lacrime brucianti di fede del Santo.

8) Sant Andrea – 30 novembre (pescatori)

Fratello di San Pietro, entrambe pescatori in Galilea vennero chiamati da Gesù alla voce di “seguitemi, vi farò pescatori di uomini”, così scrive Matteo nel suo Vangelo. Fu lui, al fianco di Gesù nel primo miracolo, a individuare il giovane ragazzo che portava i due pesci e i cinque pani di orzo usati nel miracolo della moltiplicazione. Al martirio chiese che non venisse usata una croce uguale a quella su cui era stato inchiodato Gesù, non ritenendosi all’altezza dello stesso metodo; la croce decussata porta da allora il suo nome. Rappresentato nell’iconografia con una rete da pesca, Sant Andrea è il patrono della marineria e dei pescatori, ruolo condiviso con San Pietro protettore di questi ultimi e dei Papi.

9) Sant’Arnoldo di Metz – 18 luglio (birrai)

Patrono dei produttori di birra e dei birrai, la leggenda intorno alla sua storia è dibattuta. Vuole la tradizione cristiana risalente al VII secolo che, il 18 luglio 641, un caldo soffocante attanagliasse la processione di fedeli al seguito della traslazione delle spoglie del Vescovo di Metz. Per rifocillarsi, i devoti si fermarono in un’osteria dove un solo boccale di birra avrebbe dissetato la folla numerosa, come per miracolo, senza mai svuotarsi. Un’altra storia racconta del vescovo di Soissons che, durante un’epidemia, avrebbe benedetto una vasca di birra col suo bastone pastorale incitando i fedeli a dissetarsi così. In entrambe i casi il legame di Sant’Arnoldo con la birra è sancito.

10) San Francesco Caracciolo – 4 giugno e 13 ottobre (cuochi d’Italia)

Proclamato patrono dei cuochi d’Italia nel 1996, su richiesta unanime di tutte le associazioni di categoria, nacque a Villa Santa Maria (CH), luogo dalla forte tradizione culinaria, con il nome di Ascanio da nobile famiglia. Scelta la via della fede, Francesco si distinse per la generosità delle sue opere di carità verso i poveri, suggellando il profondo legame tra il pane, materiale ed eucaristico, la virtù e il nutrimento dell’anima e del corpo. Nel giorno di giugno si celebra la sua nascita al Cielo, mentre il 13 ottobre sotto la sua protezione è la festa nazionale dei cuochi, monito per tutti i professionisti affinché si uniscano nella preparazione del cibo gli aspetti materiali con quelli intellettuali e spirituali. Nel suo paese natale, noto come patria dei cuochi, un monumento bronzeo ne celebra la vita e le opere.

Scegli su quale testata vuoi vedere questo contenuto