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Alle falde del Pollino, i vini sorprendenti di Masseria Falvo 1727

Alle falde del Pollino, i vini sorprendenti di Masseria Falvo 1727

Nel comune di Saracena, a breve distanza dal mare di Sibari, la nuova vita di una storica azienda: ventisei ettari vitati (100mila le bottiglie) tra i 300 e i 500 metri di altitudine

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A fine luglio nel parco archeologico della Sibaritide, si è tenuta la seconda edizione di Vinitaly and the city Calabria. Un’occasione per incontrare nuovi produttori, ma anche per verificare l’evoluzione di quelli che già conoscevo e che oggi scommettono su enoturismo e qualità. E oggi siamo in una cantina alle falde del Pollino e a una trentina di chilometri dal mare di Sibari, in una masseria del XVIII secolo. Qui sorge l'azienda agricola fondata dalla famiglia nobiliare Falvo, da secoli dedita alla coltivazione di agrumi dove, agli inizi degli anni 2000, i fratelli Pier Giorgio ed Ermanno Falvo, entrambi ingegneri, spinti dalla passione per il vino, decisero di recuperare l'antica vocazione vitivinicola familiare.

Abbandonano perciò gli agrumeti e piantano nuovi vigneti nel comune di Saracena, condotti in regime biologico, puntando sui vitigni autoctoni: Lacrima del Pollino (Magliocco dolce), Moscatello di Saracena, Guarnaccia e Malvasia bianca, che diventano i loro cru. E proprio questa esaltazione dei cru è diventata un “marchio di fabbrica”. Nel 2024, nuova linfa vitale è arrivata in azienda con l’acquisizione della proprietà da parte dell’avvocato e manager palermitano, di stanza in Calabria, Placido Requirez, il quale, incoraggiato dal patrimonio secolare di saperi e della riconosciuta professionalità dello staff esistente, si è subito impegnato per dare una nuova visione imprenditoriale futuribile, pronta ad affrontare nuove sfide e scenari, compresa una nuova linea di vini che avremo modo di degustare nei prossimi anni.

Sono ventisei gli ettari vitati (100mila le bottiglie) tra i 300 e i 500 metri di altitudine, suddivisi in tre corpi principali: una dozzina su terreni calcarei ai confini del Parco del Pollino, dedicati alla produzione dei rossi; una decina su suoli argillosi, sul versante est della valle del fiume Garga, ai piedi dei Monti di Orsomarso, dove nasce la linea dei bianchi. E infine quattro ettari su terreni ghiaiosi con vista sulla Piana di Sibari e sul mare, regno della Malvasia Bianca.

Partiamo con la degustazione della gamma di vini biologici, iniziando dal Terre di Cosenza Malvasia Bianca “Spart” 2024 in purezza, che si presenta con un colore paglierino chiaro. Al naso è molto fine, con sentori di papaya, mentre in bocca è secco, speziato e decisamente sapido, con un ritorno del frutto tropicale per via retrolfattiva. Fa nove mesi in acciaio e tre in bottiglia. Una sorpresa senza se e senza ma. Il Terre di Cosenza Pollino “Donna Filomena” 2024, da uve Guarnaccia bianca, ha un naso fine e minerale con note citrine e di pera, leggermente fumé. Al palato è pieno, vellutato, con un'acidità ben integrata e una chiusura sapida. Fa nove mesi di affinamento in acciaio. Ed è talmente buono che figura fra i 100 migliori vini d’Italia di Golosaria, annunciati il 15 settembre scorso.

Interessante, o meglio molto interessante, è il vino biologico Terre di Cosenza “Pircoca” 2024, un blend di uve guarnaccia (65%), riesling, traminer, moscato e malvasia, dal colore paglierino tendente all’oro. Emergono note di pesca bianca e pietra bagnata, si percepisce la salinità del mare al naso, per un sorso ampio, equilibrato e per l’appunto sapido. Intrigante. Passando ai rossi, il Terre di Cosenza Magliocco “Cirês” 2024 ha un colore porpora vivo con unghia violacea. Al naso fragole di bosco e cannella anticipano una bocca viva, di acidità spiccata, fruttata e scoppiettante. Affina in acciaio per un anno.

Più profondo il Terre di Cosenza Pollino Magliocco Riserva “Graneta” 2020, dal colore rubino impenetrabile. Offre un naso di foglie bagnate, tabacco e cioccolato, mentre al palato è pieno, con un tannino ancora amaro. Affina 6 mesi in tonneaux e 2 anni in acciaio. Chiude la degustazione il Terre di Cosenza Pollino Magliocco Riserva “Don Rosario” 2020: rubino brillante, naso elegante e minerale con note dolci di cioccolato fondente. In bocca è più morbido, equilibrato, con un tannino rotondo. Ottenuto da una vendemmia cadenzata nella seconda metà di ottobre, fa 24 mesi in tonneaux ed egual periodo in acciaio. Ora, dopo aver assaggiato questi vini, viene spontaneo recitare il claim di Vinitaly and the city a Sibari: Calabria Straordinaria, dove tutto è cominciato.

Masseria Falvo 1727

Saracena (Cs) – S.P. Piana - Loc. Garga

Tel. 0981 38127

Una bottiglia di Terre di Cosenza Pollino “Donna Filomena” 2024: euro 15

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