La giornata mondiale

Lo spreco alimentare oggi in Italia vale quanto una manovra finanziaria

Lo spreco alimentare oggi in Italia vale quanto una manovra finanziaria

La perdita economica quest’anno è salita a 22 miliardi. In calo il dispendio settimanale, ma il problema resta aperto: iniziative locali, app, petizioni e buone pratiche cercano di cambiare il nostro rapporto col cibo, a partire dalla gestione di frigo e dispensa

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Prima una buona, anche se minuscola, notizia: secondo il nuovo rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher International, appena presentato nel 2025, lo spreco alimentare in Italia è sceso di 95 grammi settimanali, passando da 650 a 555,8 grammi. Poi l'augurio e la speranza: che la diminuzione di questo malcostume presente in cucina, in frigo e in dispensa, aumenti, e in maniera sostanziosa. Sarebbe un bel e soprattutto buon modo di celebrare la Giornata mondiale di consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari del 29 settembre. Giornata istituita nel 2019 dall'Onu e promossa congiuntamente dalla Fao e dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dello spreco di cibo, con l’obiettivo di dimezzarlo lungo la filiera agroalimentare, dai produttori ai consumatori, e ridurne le perdite. Come prevede il punto 12.3 degli Obiettivi di Sostenibilità dell’Agenda 2030.

L'appuntamento internazionale

Durante la giornata sono previsti degli eventi ufficiali a livello internazionale che si svolgono in versione virtuale, per coinvolgere il maggior numero di persone in tutto il mondo L’appuntamento centrale è quello organizzato dalle Nazioni Unite online dalle 13,30 alle 15,30, ora italiana (per registrarsi qui) dedicato "all’urgenza di costruire un futuro alimentare sostenibile, in cui la riduzione delle perdite e dello spreco diventi una leva strategica per affrontare le sfide ambientali, economiche e sociali". Per l'occasione la Fao ha pubblicato una guida per incoraggiare la partecipazione attiva di enti pubblici, imprese, scuole e consumatori. Ci saranno momenti di condivisione di buone pratiche, interventi di esperti internazionali, presentazioni di progetti e campagne di sensibilizzazione sui social media.

La tassa invisibile

In Italia per la giornata anti spreco non mancano inviti a una mobilitazione consapevole e soprattutto continuativa a favore delle buone pratiche, che non si fermi a un solo giorno, ma diventi per l'appunto una buona abitudine. Per questo l'app Too Good To Go nei giorni scorsi ha "inviato" agli italiani una lettera simile a una notifica di pagamento dell'Agenzia delle Entrate in cui si informa il cittadino che è stata istituita una nuova imposta, la cosiddetta Tassa S.A. che sta per Spreco Alimentare e prevede un contributo annuo pari a 378 euro pro capite, pari a 58 giorni di spesa alimentare gettati nella pattumiera. Una somma che, viene specificato al destinatario, "in realtà lei già sta pagando". Al livello collettivo si parla di una perdita economica di circa 22 miliardi, in base ai numeri dell’Elaborazione Centro Studi Divulga su dati Eurostat che ha svolto uno studio sul tema: praticamente quanto una manovra finanzaria. Dei 22 miliardi, 15,8 miliardi relativi al consumo domestico (76%), il 1,7 miliardi alla distribuzione (8%), 1,3 miliardi alla ristorazione (6%), 1,1

miliardi alla produzione primaria (6%) e 965 milioni all’industria alimentare (5%).

"La buona notizia – si legge nella missiva di Too Good To Go - è che ognuno di noi può ridurre questa 'tassa invisibile' con piccoli gesti quotidiani. E quale momento migliore per iniziare se non la Giornata mondiale di consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari del 29 settembre? Fare una lista della spesa, reinventare gli avanzi con ricette creative...".

Le iniziative

Recup, l’Associazione che recupera cibo ancora buono nei mercati di Milano e Roma e lo redistribuisce ai cittadini e alle associazioni del terzo settore, ha invece lanciato una raccolta firme che dovranno essere 3mila proprio entro il 29 settembre (e 5mila entro la fine dell'anno) per dare un segnale concreto alle istituzioni e chiedere di includere nelle agende legislative il tema dello spreco alimentare. L'obiettivo è fare di più "perché l'indignazione si trasformi in partecipazione. E che il recupero di frutta e verdura invenduta nei mercati rionali sia oggetto di un provvedimento legislativo a carattere nazionale in cui vengano previsti degli obblighi con aree di recupero e redistribuzione cibo e sgravi fiscali per i commercianti che decidono di conferire le eccedenze. Nell’ambito del progetto GenerAzione Cibo, l'associazione ha organizzato anche "Oltre la Buccia fest la sagra del cibo sovversivo!": a Milano domenica 28 settembre, dove si recupera si cucina e si gusta l’aperitivo preparato insieme, e a Roma, 1° ottobre nella Villetta Social Lab in Via Degli Armatori 3, dove si recupera si cucina e si gusta l’aperitivo preparato insieme. Mani Tese promuove progetti che affrontano lo spreco alimentare, attraverso iniziative che mirano a un sistema alimentare più giusto e sostenibile come Turn the Tables e Rebooting the Food System, co-finanziate dal Programma Dead dell’Unione Europea. Poi Vlaco associazione belga di riciclaggio organico per il 29 settembre lancia una nuova app gratuita "Plan -Eat" contro lo spreco fruibile in tutto il mondo. Viene indicato un menu settimanale che "aiuta a fare la spesa in modo efficiente, a gestire con creatività i resti e a mangiare una varietà di cibi senza pensarci troppo".

I consigli degli esperti

Per ridurre l'impatto ambientale degli scarti di cibo, gli esperti del Reparto Alimentazione, Nutrizione e Salute dell'Istituto Superiore di Sanità in occasione del 29 settembre propongono un decalogo di consigli. Fra i principali: pianificare la spesa in base a ciò che già si ha in casa; fare acquisti consapevoli e nelle quantità giuste; organizzare i pasti settimanali e valorizzare gli avanzi; consumare tempestivamente frutta fresca, verdure, pane, insalate, cipolle, aglio e tuberi, tra i prodotti più soggetti a spreco. Viene raccomandato di prestare attenzione alle confezioni "giganti", di leggere attentamente le etichette per conservarli più a lungo.

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