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Il Manifesto del Barolo moderno: vibrante, meno austero e più informale

Il Manifesto del Barolo moderno: vibrante, meno austero e più informale

La nostra degustazione durante Serralunga Day, dedicata all’annata 2022 di questa specifica denominazione: le 10 bottiglie da non perdere

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Il Barolo non è più un vino da bere soltanto in doppiopetto. Lo si può stappare anche in stile informale, con quell’agio moderno che sa convivere con l’austerità della tradizione. È questo il filo rosso che ha attraversato la quarta edizione del Serralunga Day, andata in scena l’8 settembre a Fontanafredda: un incontro nato tre anni fa che i produttori hanno voluto come rito collettivo, una partita casalinga giocata a porte aperte, dove il pubblico è fatto di giornalisti, critici e ristoratori, e i campioni in campo sono le bottiglie di una delle menzioni più famose delle Langhe.

Quest’anno la sfida si è giocata sull’annata 2022. Un millesimo che qualcuno aveva temuto, a causa del caldo estivo e della siccità, potesse generare vini muscolari ma sbilanciati. Invece, come quei centravanti che sembrano lenti e impacciati e poi piazzano il colpo di tacco decisivo, l’annata ha sorpreso tutti: la struttura c’è, il tannino non manca, ma insieme arriva un’agilità di sorso che ha il passo leggero del trequartista. È un Barolo che corre a tutto campo, con vigore e allo stesso tempo con freschezza, segno che la vigna ha saputo trovare un equilibrio nonostante le difficoltà climatiche.

La degustazione alla cieca guidata da Gabriele Gorelli, primo master of wine italiano, ha visto protagonisti anche Alessandro Masnaghetti, Justin Knock e Michaela Morris. Masnaghetti ha spiegato la composizione dei terreni di Serralunga, raccontati attraverso una cartina che ne svela la frammentazione e la ricchezza. Qui, più che altrove, il suolo detta i caratteri: sabbie, marne, calcari e argille modulano tannini, profumi e profondità con la precisione di un allenatore che disegna schemi diversi per ogni partita. Knock e Morris hanno preso la palla al balzo parlando dei vini e dell’annata, spiegando come i tannini si muovano da stili più austeri e fitti a quelli già morbidi e integrati, in una sinfonia di sfumature che ha reso la 2022 un’annata corale e non monocorde. Il denominatore comune, però, resta la ricerca di una beva gustosa, vibrante, che unisce profondità e piacere immediato. È questo il Barolo che parla al presente: meno ieratico, più disposto a sedersi a tavola senza cerimonie, capace di essere grande senza farsi pesante.

Alla fine della degustazione un gruppo di giornalisti e Master of Wine ha scritto il manifesto dell’annata: “Barolo Serralunga d’Alba 2022, l’eccezione che conferma la regola. In un’annata solare, dal calore incessante e precipitazioni minime, culminata in una vendemmia anticipata, come risponde Serralunga d’Alba? Ci si potrebbe aspettare una deriva verso densità e opulenza. Al contrario i Barolo 2022 esprimono finezza e armonia. Sono agili, dinamici, golosi, esuberanti. Già oggi c’è equilibrio tra tensione, succo e sapidità con una inconfondibile interpretazione dell’autenticità territoriale. I produttori hanno ascoltato la loro terra e risposto con sapienza, saggezza e rispetto, senza lasciare spazio all’indecisione. In una annata sfidante sin dall’inizio anche la vite si è autoregolata per adattarsi alle avversità”.

La nostra degustazione

DOMENICO CLERICO

Rosso rubino, quasi sangue. Note ematiche al naso, anche frutta sotto spirito come ciliege, cenni di inchiostro. In bocca ha buon ingresso, con acidità in evidenza, tannino che si manifesta in maniera progressiva, con finale persistente e gusto prolungato e avvincente

DAMILANO

Alla vista è un rubino limpido che si trasforma in granato. Pulito all’olfatto, note di frutti piccoli come ribes e mirtillo, cenni di mentuccia e timo, erbe aromatiche, appena terra fresca. Ingresso in bocca fluido, bella acidità, fresco, invitante sorso dinamico di buona persistenza e finale scattante

FONTANAFREDDA

Bel colore classico, rubino, molto limpido. Piacevole il naso da un punto di vista minerale, frutto molto pulito a seguire, ciliegia e prugna, sottobosco come erbe, anche floreale di viola poi molto vegetale. In bocca tannino ben percettibile, sgranato, diffuso. Finale succoso, prolungato, appena amaro sul finale.

ETTORE GERMANO

Granato abbastanza intenso ma con venature rubino. Bel naso brillante frutti classici maturi come prugna, ciliegia e melograno. Qualche nota torrefatta ben integrata. In bocca si mostra caldo, denso di buona potenza e spessore, con tannini integrati e bella continuità di gusto in persistenza

TENUTA ROCCA

Granato ma non troppo potente, molto limpido. Al naso, ciliegia all’interno del Boero, poi appena cacao, anche un po’ di mirtilli sotto spirito, qualche nota di macchia mediterranea. Piacevole al gusto, tannino fine e fresco. Finale gustoso, in progressione positiva, di buona intensità

GIOVANNI ROSSO

Granato di buona limpidezza, non troppo trasparente. Bella intensità al naso, frutto maturo, quasi confettura, di prugne e ciliegie, qualche note verde di erbe fini, appena officinali come china. Bocca di buona densità, cremosa, pacifica, rilassata. Finale succoso caldo e dinamico

GARESIO

Bel colore rubino con riflessi granati Note di karkadè, cenni vegetali, frutti di bosco. In bocca ha buon ingresso, docile, lieve, abbastanza denso, acidità di buon peso, con un tannino integrato ed un finale docile e dolce allo stesso tempo

ANGELO NEGRO

Granato limpido trasparente alla vista. Naso di sangue, ematico, carne fresca, cenni floreali appena essiccati. Qualche nota appena torrefatta. In bocca ha buon peso, denso, levigato, succoso, caldo, tannino fuso alla componente alcolica, per un finale rilassato

BOASSO FRANCO

Rubino limpido con riflessi granati. Bel pot pourri floreale, non troppo intenso, cenni di pepe, vivace, anche erbe aromatiche di macchia come alloro. Frutti neri. In bocca ha buon corpo, bella levigatezza pur con tannini presenti e finale succoso e caldo

PALLADINO

Bel colore classico granato molto limpido. Naso fresco, vivace mentolato, note di frutti di bosco, bella freschezza vegetale. In bocca ha buon corpo ma non eccessivo, tannini vivi, freschezza evidente finale fluido scorrevole con tannini integrati e appetitoso in sapidità

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