L’analisi

Fine della società dei consumi? Gli italiani riscoprono il cibo come identità

Fine della società dei consumi? Gli italiani riscoprono il cibo come identità

Il nuovo rapporto Coop evidenzia un cambio di paradigma nelle scelte di spesa. E tra le tendenze individua il no alcol, l’alimentazione funzionale e la riduzione degli zuccheri

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C’è una domanda che aleggia tra le righe del nuovo Rapporto Coop 2025: è finita la società dei consumi? Se il piacere dell’acquisto ha ceduto il passo alla fatica dello spendere, se lo shopping è diventato un’attività in declino, allora forse sì. Ma non è un tramonto malinconico: è l’inizio di una nuova era, dove il consumo si fa consapevole, sobrio, identitario. E il cibo, ancora una volta, è il campo di battaglia e di rinascita.

La dieta per sottrazione: meno carne, meno zuccheri, più freschezza

Nel 2025, il carrello della spesa degli italiani racconta una rivoluzione silenziosa. La dieta non è più solo una questione di salute, ma di stile di vita. Quasi 17 milioni di italiani dichiarano di essere a dieta, e non si tratta solo di perdere peso: è una dieta per sottrazione, dove si eliminano zuccheri, grassi, additivi e carne rossa. Per la prima volta, il consumo di carne bovina cala, mentre le alternative vegetali crescono di dieci volte. Uova e legumi tornano protagonisti, anche per ragioni economiche. Il salutismo avanza, lo sfizio arretra. I prodotti ultraprocessati perdono appeal, mentre frutta esotica, yogurt greco, kefir e pane fresco conquistano spazio. Il mantra è chiaro: ogni grammo conta. E il boom di bilance vendute – +55% nel primo semestre – lo conferma.

Ortofrutta e social: il ritorno del cibo funzionale

La nuova frontiera del gusto è il “fr-healthy”: fresco, salutare, funzionale. Le vendite di frutta e verdura tornano a crescere (+5,7% gli ortaggi, +4,3% la frutta), trainate da varietà esotiche e superfood. Le diete funzionali – dal digiuno intermittente al climatarianesimo – si diffondono anche grazie ai social, dove influencer e nutrizionisti dettano le nuove regole del benessere. Il cibo diventa alleato della salute, ma anche della longevità. E non si disdegna l’aiuto della farmaceutica: il 16% degli italiani è interessato a farmaci per il controllo del peso, come gli agonisti GLP-1, che stanno ridisegnando la pharma-economy globale.

Il tramonto del vino: il boom del no-alcol

Un altro segnale del cambiamento è il crollo del consumo di alcol. Nel 2025, 15,4 milioni di italiani preferiscono bevande analcoliche anche quando potrebbero scegliere diversamente. Il segmento no-alcol cresce a doppia cifra, soprattutto tra i giovani, e si afferma come nuova normalità. Birre analcoliche, aperitivi senza alcol e vini dealcolati conquistano scaffali e ristoranti.

Spesa smart: il ritorno al supermercato

Come fanno la spesa gli italiani? Con intelligenza. La ricerca del risparmio resta centrale, ma si fa più sofisticata. I discount crescono meno dei supermercati, che tornano a essere il punto di riferimento grazie a promozioni mirate e prodotti a marchio del distributore. Il 40% degli italiani dichiara di voler aumentare l’acquisto di prodotti in offerta, e il 18% punta sulle private label. La grande distribuzione risponde con l’innovazione: investimenti in AI, digitalizzazione, nuove tecnologie nei punti vendita. Secondo Albino Russo, direttore generale di Ancc Coop, “i consumatori vogliono spendere poco ma chiedono tanto”. E la risposta è una filiera più efficiente, più trasparente, più locale.

Identità alimentare: tra tradizione e innovazione

Il cibo è anche specchio dell’identità. Solo il 22% degli italiani si riconosce ancora in uno stile alimentare tradizionale. Crescono gli “esploratori” e gli “innovatori”, che mixano tradizione e nuove tendenze. La dieta mediterranea resta centrale, ma si affianca a scelte personalizzate, biologiche, zero waste, flexetariane. La dieta mediterranea resta centrale (41%), ma si affianca a scelte personalizzate, biologiche, zero waste, flexetariane, iperproteiche. Il cibo torna ad essere cucinato, condiviso, raccontato. La ristorazione fuori casa cala del -2,2%, mentre il consumo domestico cresce. Il carrello della spesa diventa il nuovo luogo dell’identità, della cura e della sostenibilità.

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