Bolle “con il fondo”, bianchi freschi, con uve autoctone, rosati profumati, rossi beverini. Arriva l’estate, accompagnata dalla voglia di sorseggiare qualcosa di buono e delicato in compagnia, sulla spiaggia, sulle terrazze a caccia di fresco, in montagna dopo una giornata di passeggiate ed escursioni.
Ma non basta più un calice gradevole per rendere speciale una serata. Chi sceglie il vino come compagno conviviale, da affiancare agli amici e ai familiari, cerca anche una storia, un territorio, un sorso unico. Qualcosa di speciale che regali leggerezza e originalità allo stesso tempo. Ecco allora farsi strada bottiglie particolari per uva, per tipo di affinamento, per etichetta o semplicemente in quanto accarezzano un ricordo. Perché spensieratezza nel calice non vuol dire banalità o omologazione. Anzi.
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“Oggi il consumatore mostra un crescente interesse per vini che sappiano raccontare la tradizione, e bollicine col fondo rappresentano al meglio la storia enologica del nostro territorio – dice Simone Cecchetto, alla guida di Ca’ di Rajo insieme ai fratelli Alessio e Fabio – Credo che il loro successo sia legato alla capacità di esprimere autenticità: la rifermentazione avviene grazie ai lieviti indigeni, presenti naturalmente sulla buccia dell’uva. Sono anche sinonimo di artigianalità, spesso chiusi con il classico tappo a corona, richiamano i vini che i nostri nonni imbottigliavano poco prima di Pasqua. Dal punto di vista tecnico, si distinguono per i bassi livelli di solforosa e per una pressione inferiore rispetto agli spumanti, tanto che vengono classificati come frizzanti, caratteristiche che li rendono più delicati e immediati nella beva”.
Il bianco è e resta il colore dell’estate, anche nel calice. E non fanno eccezione le regioni storicamente e vinosamente rosse. Un esempio? Sono lontani i tempi in cui i vini del Piemonte si identificavano quasi solo con le tre B di Barolo, Barbaresco e Barbera. Oggi i bianchi, la quarta B, sono sempre più richiesti, a partire dall’outsider Timorasso, ma anche dalla longeva e sorprendente Nascetta. E, attingendo dalla tradizione, il Roero Arneis si prende la sua rivincita. “Fino a pochi anni fa i bianchi piemontesi erano considerati secondari, ma oggi vivono una vera riscoperta – fa notare Chiara Lanci, titolare di Dosio – grazie a vini come il Roero Arneis: freschi, sapidi, versatili, perfetti per una cucina contemporanea. Anche il Riesling riscuote sempre più successo, apprezzato per finezza, longevità e straordinaria versatilità. Questa riscoperta ci ha portato ad ampliare la nostra gamma col Sauvignon “Olivia” che ci sta dando molte soddisfazioni”.
Un altro filone fortunato, nella bella stagione più che mai, è quello dei vini d’altura che coniugano freschezza e fascino. Se poi il vino da mettere in tavola è figlio delle Dolomiti, allora il brand è ancora più forte. E il gusto ci guadagna. “Coltivare vigneti ad alta quota offre numerosi vantaggi: una maturazione più lenta delle uve, una migliore conservazione dell’acidità e aromi più fini e delicati – spiega Martin Foradori Hofstätter – Sono proprio queste le caratteristiche che il consumatore moderno apprezza e ricerca con sempre più consapevolezza. Da anni, i nostri progetti vitivinicoli ci hanno portato in alta quota: prima con il maso Oberkerschbaum, dove nasce il nostro Sauvignon da singolo vigneto, e poi, dal 2017, con l’iconico Maso Michei in Trentino, dove produciamo i nostri Trentodoc a 850 metri sul livello del mare”.
Sempre sulla cresta dell’onda i rosati. Oltre ai grandi classici italiani, dal Cerasuolo d’Abruzzo al Bardolino, e ai seducenti provenzali, all’interno della categoria sono in ascesa i siciliani. “Il successo dei rosati della Sicilia –spiega Stefano Girelli, titolare di Santa Tresa – nasce dalla loro capacità di soddisfare il gusto del consumatore moderno, che cerca vini freschi, versatili e con una gradazione alcolica inferiore. Vini perfetti per una cucina evoluta, anche domestica, sempre più fusion e ricca di spezie come lo zenzero. Un ruolo determinante lo giocano anche i vitigni autoctoni che si prestano a dare vita a vini che uniscono eleganza e struttura. Nel nostro caso si tratta di un blend di Frappato e Nero d’Avola”. Un’ascesa silenziosa che sta conquistando tutta la penisola, e anche i palati all’estero.
Ecco i dodici vini da provare per rallegrare le serate estive.
Oberkerschbaum - J. Hofstätter
Il top del Sauvignon delle Dolomiti. Il Vigna Oberkerschbaum Sauvignon è uno dei vini di alta quota firmati J. Hofstätter. Nasce tra le vette dell’Alto Adige, tra 750 e 850 metri di altitudine. Le uve vengono selezionate dal maso Oberkerschbaum, a Pochi di Salorno, in Alto Adige, e maturano lentamente, vengono raccolte in autunno inoltrato. Siamo di fronte alla massima espressione di Sauvignon dell’azienda. Aromi freschi, mineralità, gusto fruttato e ampia acidità. Elegante
Prezzo: 35 euro
Lemoss - Ca’ di Rajo
Rosato frizzante, non filtrato, col fondo. Ottenuto da uve bianche e rosse, rifermentato in bottiglia secondo metodo ancestrale, senza filtrazioni né zuccheri aggiunti. Dal colore rosa tenue, regala profumi delicati di piccoli frutti rossi e crosta di pane, con un sorso fresco, armonico e persistente. I lieviti in sospensione raccontano la tradizione dei vini frizzanti della provincia di Treviso prima dell’avvento del metodo Martinotti. Schietto.
Prezzo: 10 -11 euro
Monte Stelle - La Capuccina
Da uva Garganega, un vino vulcanico come le colline del Soave dove nasce. Questo vino è figlio di un cru speciale dove la vite fa rima con pergole vecchie, di 60 anni di vita, che crescono su basalti neri rocciosi. Al baso offre intensi profumi glicine e acacia con un tocco di scorza d’agrumi.
Prezzo: sui 18 euro
Back to the silence - Ottella
Dal Garda, da non perdere: Turbiana, Traminer e Moscato. Fermentazione spontanea in anfora, macerazione sulle bucce fino a sei mesi. Uno stile orange wine sorprendente, che offre complessità e ricchezza al naso con note di frutta matura, sentori agrumati, sostenuti da piacevoli spunti minerali e fumée. Al naso ricco ma fresco, lungo. Anti convenzionale.
Prezzo: sui 30 euro
Roero Arneis - Dosio
Succoso, minerale, ideale a tavola dalle frittate al sushi. Al naso rivela note di ginestra e camomilla. Al palato è succoso, minerale e di grande sapidità, con una persistenza che riflette il carattere deciso del vitigno e la ricchezza del suo terroir. Un Arneis da cui lasciarsi sedurre.
Prezzo: 15-19 euro
Grey - Réva
Un Sauvignon Langhe Bianco Doc che non si dimentica. Fermenta per un 30% in botti di secondo e terzo passaggio, il resto in acciaio. Il risultato è un vino elegante e dinamico, seducente e versatile. Ricco e intrigante il bouquet: note leggere di pietra focaia, sfumature agrumate e salvia. In bocca fresco e persistente. Raffinato.
Prezzo: 25-30 euro
Villa Gemma Bianco – Masciarelli
Un blend genuino e fine di uve autoctone abruzzesi dalle colline di Chieti, in Abruzzo. Ecco il Villa Gemma Abruzzo Bianco Doc: Trebbiano, Pecorino e Cococciola. Tre vitigni campioni dell’Abruzzo da bere. Dopo un affinamento in vasche di acciaio, riposa in bottiglia per 4-6 mesi. Il risultato è un bianco delicato, con note minerali, di erbe aromatiche e frutta tropicale. Profondo e al contempo fresco.
Prezzo: 16 euro
Syrosa - Rocca di Montemassi
Speziato e selvaggio: un sorso rosato della Maremma più vera e spensierata. Al naso aromi di lavanda e piccoli frutti rossi, con note di mandarino. Fresco e setoso in bocca. Un Syrah chic e intenso. Che profuma d’estate.
Prezzo: sui 12 euro
Cerasuolo d’Abruzzo - Valori
Biologico, non filtrato. Esprime al top uva e terroir abruzzese con la firma di Masciarelli. Al naso floreale e fruttato, con sfumature di ciclamino e melagrana. Fresco equilibrato e piacevolmente sapido al palato.
Prezzo: sui 10 euro
Zibibbo - Artese
Dalla Calabria, uno Zibibbo storico quanto raro. Elegante, fresco e versatile. Al naso offre note di ginestra, zagara e pesca matura. Al gusto è intenso, di buona sapidità e freschezza, con un finale aromatico.
Prezzo: sui 25 euro
Rosa - Santa Tresa
Dalla Sicilia gustoso, bio e vegan. Nero d’Avola e Frappato danno vita a un rosato fermo biologico del tutto originale. L’unione delle due varietà regala un rosato autoctono simbolo di sicilianità il cui nome è dedicato alla rosa, che per gli antichi era il fiore del silenzio. Le uve vengono raccolte a mano in cassette da 15 chili. Il gusto di una volta con un piglio contemporaneo.
Prezzo: 13 euro
Valdo Aquarius Rosé Brut
Un’edizione speciale, in etichetta l’arte della designer newyorkese Ceci Johnson ispirata al mondo sottomarino tra sirene e vegetazione. Un’artista che firma opere d’arte in tutto il mondo e che si distingue per originalità, colori, eleganza e allegria. In bottiglia, un blend di Glera e Nerello Mascalese dalle pendici dell’Etna. Da bere e conservare come oggetto di design.
Prezzo: 14,90 euro