Il caso

Il Prosecco Doc riconosciuto anche in Kenya: “Paese strategico per l’export”

Il Prosecco Doc riconosciuto anche in Kenya: “Paese strategico per l’export”

L’Africa è considerata la terra promessa dell’export del futuro. Il presidente del Consorzio, Giancarlo Guidolin: “Luoghi al centro di importanti flussi turistici, con prospettive di crescita economica dinamica”

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Il Prosecco Doc riconosciuto anche in Kenya, uno dei Paesi dove l’export sta crescendo e dove il potenziale di sviluppo è tra i più elevati. Stiamo parlando di uno dei vini più copiati al mondo, per il successo internazionale che riscuote: lo scorso anno sono state vendute 660 milioni di bottiglie, con un incremento del 7% rispetto al 2023, per un valore stimato al consumo di 3,6 miliardi di euro. E la tutela del marchio, anche legata all’Italian sounding (vedi la vicenda del Prošek, il vino passito dolce prodotto in Croazia) è uno degli obiettivi più sentiti dal consorzio.

La registrazione del marchio Prosecco in Kenya è stata ufficializzata il 28 febbraio 2025 – ma la protezione è valida dal momento del deposito della domanda, datata 29 maggio 2024 – e durerà dieci anni; mentre il 31 dicembre 2024 i Paesi appartenenti all’Oapi (Organizzazione africana proprietà intellettuale) hanno riconosciuto l’indicazione geografica e ha durata illimitata. È dunque reso ufficiale che solo il Prosecco conforme al disciplinare di produzione potrà essere commercializzato con questo nome in Kenya e nei territori OapiI, a tutela dei consumatori e dei produttori italiani – dicono dal consorzio – Ed entrambi i procedimenti si sono conclusi senza alcuna opposizione di terzi.

L’Africa per il vino italiano rappresenta una terra di conquista. “Il continente africano, oggi ancora marginale in termini di volumi di export (0,2%), si sta affermando come un’area di grande potenziale per il futuro delle esportazioni italiane”, fanno notare dal Consorzio Prosecco Doc. E con una popolazione giovane e una classe media in costante crescita e sempre più orientata verso i mercati globali, l’Africa si rivela un mercato strategico per lo sviluppo a lungo termine”.

“Negli anni il Consorzio ha condotto una strategia strutturata e lungimirante per la tutela della denominazione, estendendo la protezione del Prosecco nei principali mercati internazionali tramite registrazione del marchio o dell’indicazione geografica – spiega il presidente del Consorzio, Giancarlo Guidolin Oggi l’attenzione si concentra su Paesi ad alto potenziale strategico, contraddistinti da un forte afflusso turistico e da prospettive di crescita economica particolarmente dinamiche, come il continente africano. I recenti riconoscimenti saranno strumenti utili al Consorzio per valutare future azioni, mirando sempre ad aumentare le esportazioni anche verso questi nuovi mercati emergenti.”

Tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, oggi la denominazione coinvolge 112.312 aziende viticole, 1.189 imprese vinificatrici, 360 spumantistiche. I vitigni del Prosecco Doc – in primis la Glera - si estendono in oltre 28.100 ettari di terreno.

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