Il 2023 è l’anno che di fatto ha segnato la rinascita di Cadgal, cantina fondata nel 1989 e ora rinnovata grazie alla passione di Alessandro Varagnolo, che si è concretizzata in un progetto imprenditoriale strutturato e lungimirante. Alessandro, classe 1994, è il volto del brand e al contempo rappresentante di una famiglia che ha scelto di intraprendere anche un nuovo progetto di vita. Nato e cresciuto a Torino, dopo la scomparsa del nonno, una figura paterna di riferimento, ha riacceso il legame con le sue radici in questo angolo di Piemonte. Da quel momento, i viaggi di lavoro come consulente nel settore industriale si sono accompagnati sempre più di frequente con quelli emozionali nelle Langhe e nel Monferrato; occasioni che Alessandro non si è lasciato sfuggire per approfondire anche la conoscenza professionale del mondo del vino a 360°: dalla vigna alla produzione, dall’accoglienza ai mercati.
Un percorso di cuore ha così accompagnato l’acquisto delle due tenute distanti pochi chilometri l’una dall’altra: Valdivilla nell’omonima frazione di Santo Stefano Belbo (Cn) e La Cova a Calamandrana (At), nel Monferrato Astigiano, oggetto di investimenti a livello produttivo e di accoglienza di alto profilo. Acquisite da due differenti proprietari, oggi sono riunite sotto l’unico nome di Cadgal. Un’azione che, fra l’altro, ha permesso di non concentrare il focus esclusivamente sul moscato, preservandone l’esperienza territoriale ma con un nuovo stile e uno sguardo avanguardista, ma di creare ottime interpretazioni di Barbera, Asti spumante e di vini da vitigni internazionali quali chardonnay, sauvignon e pinot nero.
Accompagnato da un nuovo team giovane e dinamico, Alessandro si è così prodigato nel praticare quella che lui definisce “un’agricoltura di restituzione”, con l'accento sulla sostenibilità e sulla gestione responsabile dell'ambiente. Oggi gli ettari complessivi vitati sono 15 (80 mila le bottiglie), e in cantina si avvale della consulenza dell’enologo Luca Caramellino e dell’agronoma Maresa Novara. Dalle prime annate del nuovo corso ecco i miei assaggi.
Il Piemonte Chardonnay 2023 si presenta di colore paglierino brillante. Al naso è interessante la scelta di puntare su un’interpretazione dello Chardonnay più tenue, elegante, con la predominanza delle erbe aromatiche e dei fiori. In bocca è un vino decisamente fresco con un’acidità ancora molto marcata. Nasce sulle marne bianche e argille blu di Calamandrana e vinifica con pressatura soffice delle uve in presenza di neve carbonica, fermentazione in autoclave di acciaio inox a temperature controllate tra 13/16°C per 15/20 giorni, dove rimane poi in bâtonnage fino alla primavera successiva alla vendemmia.
Altrettanto intrigante il Piemonte Sauvignon 2023, che al naso è un vero e proprio trionfo di effluvi floreali e soprattutto di erbe aromatiche con la menta in foglia e l’ortica. Il sorso è quello dei migliori Sauvignon: morbido, rotondo con un’acidità ben integrata. E questa è una conferma del fatto che il Sauvignon ha tanto da dire anche in Piemonte e non da oggi, e soprattutto nell’Astigiano.
La Barbera d’Asti “Mavi” 2023 ha colore violaceo brillante, al naso c’è la mandorla tipica della Barbera, la frutta fresca e una parte intrigante di erbe aromatiche. In bocca si conferma morbida, con la giusta acidità che la rende perfetta ad accompagnare tutto il pasto. Dopo la vendemmia cadenzata dalla metà di settembre, le uve fermentano in autoclave di acciaio inox a temperature controllate tra 24/28°C utilizzando la tecnica del cappello sommerso per 8/12 giorni, seguita da follature continue e rimontaggi. Una volta imbottigliato nell'estate successiva alla vendemmia, il vino continua l'affinamento per almeno 3 mesi.
Fa il paio con la Barbera d’Asti “Fabè”, un progetto solidale che nasce dal ricordo di Fabio, prematuramente scomparso, figlio del grande sostenitore del progetto Cadgal, nonché caro amico di Alessandro, per questo considerato parte della famiglia. Parte del ricavato contribuisce infatti a sostenere l’ospedale costruito dal padre di Fabio in Africa Occidentale, in sua memoria.
Poi, ecco la nuova ridefinizione dell’identità del Moscato d’Asti. Alla nostra prova, il Moscato d’Asti “Lumine” 2023, che nasce da vigne tra i 20 e i 45 anni di età allevate su suoli vasti e diversificati, ricchi di sedimentazioni marine e calcaree. Fermentazione in autoclave di acciaio inox a temperature controllate tra 16/18°C fino alla produzione ottimale del perlage e l’ottenimento di 5% ABV. Ha colore oro; al naso il profumo è intenso ed elegante al tempo stesso con la pesca bianca e il miele che si ritrovano in bocca. Il sorso è fresco, equilibrato.
Il Canelli Moscato “Sant’Ilario” 2023 al naso è ancor più concentrato: alla pesca di accosta la mela renetta. In bocca marca la distanza: il sorso ha la cremosità che solo certi moscati riescono ad avere, ha morbidezza e freschezza, estremamente piacevole. Le vigne hanno una media di settant’anni di età. Una bella realtà da conoscere anche perché ha una spiccata vocazione all’enoturismo.
Cadgal
Calamandrana (At)
Tenuta La Cova - frazione Valle Chiozze, 24
Tel. 3932708381
Una bottiglia di Moscato d’Asti “Lumine” 2023: euro 15