Walter Mastroberardino è morto, addio al patriarca del vino campano

Walter Mastroberardino con i figli Daniela e Paolo
Walter Mastroberardino con i figli Daniela e Paolo 

Si è spento a Montefusco (Avellino) dove aveva fondato l’azienda l’azienda Terredora: grazie a lui, i vini simbolo dell’Irpinia oggi sono amati e diffusi in Italia e nel mondo. Con altri colleghi contribuì alla fondazione dell’Associazione italiana sommelier

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Se ne è andato Walter Mastroberardino, 92 anni, uno dei patriarchi del vino italiano, campano in particolare. Uomo appassionato, imprenditore lungimirante, grande amante della terra, in quella Irpinia che gli aveva dato i natali e a cui lui era molto legato. È morto nella sua casa a Montefusco (Avellino).

È grazie a lui se vini oggi amati in tutto il mondo come l'Aglianico, il Fiano e il Greco si sono diffusi prima in Italia e poi a livello internazionale: nel dopoguerra girava in auto piena di bottiglie proprio come facevano altri suoi colleghi come Giacomo Bologna o Gaja.

Grande il dolore dei figli, Paolo, Lucio e Daniela, presidente delle Donne del vino, e di tutto il mondo enologico. “Ciao papà”, ha scritto Daniela su Facebook, con una foto in ricordo del padre.

Il funerale sarà celebrato mercoledì 5 febbraio 2025 con un corteo a partire dall’abitazione a Montefusco, accanto all’azienda Terredora. Poi la messa alle 15:30 nella chiesa di San Giovanni al Vaglio, Montefusco.

Una passione nata sin da bambino quella di Walter per la vigna e il vino. Il fondatore della cantina Terredora Di Paolo, era nato nel 1933, ultimo dei figli di Michele Mastroberardino, pioniere dell’export del vino italiano nei decenni difficili dell’inizio del Novecento. Aveva appena 12 anni quando, morto ilo padre, inizia a dare il suo contributo allo sviluppo dell’azienda familiare, nel secondo dopoguerra. Da ragazzino amava salire sui camion di famiglia assieme agli autisti, impegnato nelle consegne delle casse di vino, con i libri di scuola con sé per continuare comunque a coltivare gli studi.

Ma è a metà degli anni Cinquanta che arriva la svolta, quando inizia a percorrere l’Italia da Sud a Nord per poter commercializzare il vino anche nelle grandi città, a partire da Milano e Roma.

Un’attività che lo porta a conoscere e fare amicizia con i principali produttori di vino di tutta Italia che incontra nei suoi mille viaggi, tra fiere, degustazioni e promozione in ristoranti ed enoteche. Tra le sue frequentazioni più interessanti, il ristorante Savini di Angelo Pozzi a Milano: proprio intorno a quei tavoli nasce l’Idea che porta alla fondazione dell’Associazione Italiana Sommelier di cui poi divenne socio onorario.

Sono anni importanti, a tratti difficili, in cui Mastroberardino dà il massimo infondendo la passione anche nei figli. Poi, negli anni Novanta, un nuovo capitolo della vita: è il 1994, lui ha già compiuto i sessant’anni, quando con i figli Paolo, Lucio e Daniela e alla moglie Dora Di Paolo fonda una nuova azienda, Terrredora Di Paolo. Si parte con dieci ettari, ma presto il progetto cresce: nel 1998 se ne aggiungono un centinaio sino ad arrivare ai 180 ettari complessivi di oggi.

Pieno d’amore il ricordo dei famigliari e del team della tenuta: “Walter, nella sua vita, non ha mai rinunciato alla passione per il vino e ne ha saputo custodire e trasmettere i valori fondanti sempre con entusiasmo e grande passione. Ha testimoniato con i fatti che l’eredità vera, quella da tramandare alle nuove generazioni, è l’esempio. E Walter è stato esempio di una vita dedita al lavoro e alla famiglia, riservando sempre grande rispetto per le persone e vivendo le “cadute” come un’esperienza utile per rialzarsi con maggior vigore”.

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