Un ambasciatore del Canavese a New York: l'Erbaluce

Alberto Riva
Alberto Riva 
"Anche questo è un modo per far scoprire agli americani le bellezze del nostro territorio" 
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La sfida tra le Langhe e il Canavese sbarca a New York. Potrebbe sembrare una battaglia di Davide contro Golia, ma per presentare al meglio le potenzialità di un piccolo territorio che senza dubbio deve essere conosciuto meglio dagli americani serve un ambasciatore consolidato, un impegno che sta portando avanti l'imprenditore piemontese 52enne Alberto Riva, lanciatosi in questa nuova avventura dopo oltre 25 anni nel mondo delle assicurazioni.

Al centro del progetto ci sono due prodotti che rispecchiano al meglio il legame con il territorio di Ivrea ed il Canavese, perfetti per dimostrare quanto il Piemonte possa essere ancora una volta protagonista sulla scena mondiale. Si tratta dei Rubatà, gli originali grissini torinesi, e il vino più famoso della zona, l’Erbaluce. Tra le cantine coinvolte nel progetto di promozione del territorio canavesano ci sono “aziende vinicole che con le loro produzioni, le loro qualità e anche le loro diversità, rappresentano al meglio la storia di un territorio che desidera guadagnare un posto in prima fila sul palcoscenico mondiale del settore”, racconta Riva.

 

 

“Il Canavese, seppur rappresenti un piccolo fazzoletto di terra, è un luogo straordinariamente ricco di storia, cultura, arte, natura, primizie, vini e tante opere, che insieme alle più note Langhe può essere una nuova meta d'eccezione per i turisti che arrivano in Italia - continua - In particolare per gli americani, che da anni coltivano il desiderio sempre più forte di conoscere meglio le realtà uniche al mondo del nostro paese”. Secondo Riva tra le relazioni fondamentali per la promozione dell'Erbaluce ci sono quelle con importanti importatori e distributori dello Stato di New York e non solo, a partire da Omniwines Distribution, storica compagnia italo americana presente sul territorio da oltre 35 anni. “Abbiamo rafforzato il legame con i soggetti più rappresentativi del Canavese, in particolare con il Consorzio per la tutela e la valorizzazione dei vini docg di Caluso e doc Carema e Canavese e con l’Enoteca Regionale dei vini della provincia di Torino”, sottolinea ancora, ricordando alcuni eventi significativi organizzati negli ultimi mesi per far meglio conoscere il territorio. Come quello al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a gennaio in occasione della consegna della bandiera per la 23esima edizione delle Universiadi invernali del 2025 a Torino, a cui hanno preso parte diverse figure istituzionali, tra cui l’Assessore Regionale all'internazionalizzazione Fabrizio Ricca, e nel corso del quale è stato presentato l’Erbaluce, vitigno dell’anno 2023, uno tra i pochi autoctoni in Italia ad avere tutte e tre le vinificazioni DOCG ossia fermo, spumante e passito.

“Un vino profondo, capace di raggiungere notevoli complessità, il cui nome, ricco di fascino, ci porta alla favola di Albaluce, una storia appassionante che ne narra le origini”, dice Riva. E negli ultimi mesi, a credere nelle potenzialità dell'Erbaluce sono stati importanti ristoranti negli Usa, incluso lo storico Cafè Milano di Washington Dc, che lo ha inserito in carta, e a New York, per citarne alcuni, i due ristoranti Osteria Carlina (a Tribeca e nel West Village) di Moreno CeruttiD.O.C Wine Bar and Restaurant di Claudio Coronas, e l’Hide Rooftop nel cuore di Wall Street, inaugurato solo un paio di settimane fa e frutto di un importante investimento della famiglia Loria. Secondo Riva è fondamentale “saper trasmettere e raccontare non solamente un vino, ma un territorio che gli dona le origini, le caratteristiche organolettiche, una storia, una famiglia”, e il suo obiettivo è l'organizzazione, anche in collaborazione con le istituzioni italiane, di diverse attività per “favorire la promozione di un territorio produttivo di nicchia, valorizzando le realtà Canavesane”.

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