Se non ce l'hai, ti multo: 125 euro di sanzione se non confezioni a dovere la Doggy Bag. L'avvertimento è rivolto ai ristoranti che non metteranno a disposizione dei clienti i contenitori (rigorosamente riciclabili o riutilizzabili) per potersi portare via fino all'ultima briciola tutto quello che non è riuscito a mangiare, e bere. I ristoratori avvertiti. Le sanzioni minime, che sono nella forbice fra i 25 e i 125 euro - come ha anticipato il Gambero Rosso - andranno a battere sulle loro casse. Anche se avranno "scopo educativo, non vessatorio" si affretta a spiegare quella che non è una legge - cuochi ed esercenti tirino un respiro di sollievo, almeno per ora - ma una proposta di legge dal titolo “Obbligatorietà della Doggy Bag” presentata nel pomeriggio del 10 gennaio alla Camera dei Deputati dagli esponenti di Forza Italia Giandiego Gatta e Paolo Barelli che si son detti aperti a modifiche e aggiunte indicate da associazioni di categoria o dei consumatori.
Se dunque il provvedimento diventasse legge, obbligherebbe i ristoranti ad attrezzarsi, con spese aggiuntive per i pacchetti, il servizio e il tempo dovuto come avevano lamentato molti chef. Perché ci siano spese minori si parla di una possibile introduzione di una cauzione per la restituzione dei contenitori che possono essere riportati indietro dalla clientela. Quest'ultima deve essere necessariamente, e obbligatoriamente, informata in maniera chiara della disponibilità di questa possibilità, in modo da incentivarla il più possibile. I clienti se vogliono possono anche portare con sé dei contenitori di loro proprietà basta che rispettino le basilari norme igieniche. E a differenza dei ristoratori non hanno nessun obbligo da rispettare: non devono per forza portar via gli avanzi in nome dell'anti spreco. Specialmente se la cena non è stata finita non perché luculliana, da porzioni pantagrueliche ma magari perché non di gradimento. Ipotesi e battute a parte anche se non ci sono obblighi per chi va a mangiare fuori la proposta di legge sottolinea che è di chi si porta via la bag la responsabilità del suo trasporto e della conservazione di quanto contiene. In questo i ristoratori possono stare più tranquilli perché non dipenderà da loro se dovessero esserci casi di malesseri perché potrebbe capitare che il cibo non viene conservato nella maniera adeguata, oppure potrebbe essere consumato dopo molto tempo. E serviranno delle indicazioni da parte dei ristoratori. "Nel momento in cui viene impacchettato e consegnato il cibo avanzato, in linea di massima il consumatore ne è responsabile - prevede la proposta-. Ma quello della sicurezza alimentare è un tema delicato: per ora il testo disegna a grandi linee le norme che approfondiremo in sede di audizione, e arricchiremo con indicazioni date dal mondo della ristorazione e dalla Commissione Sanità".
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Sulla proposta in questione, Fipe-Confcommercio se da un lato ha espresso apprezzamento per un’iniziativa positiva per la sostenibilità, dall'altro ha ribadito che occorre responsabilizzare più chi va a mangiare fuori che non i ristoratori. Come dire che "introdurre l’obbligo in capo ai ristoranti non è la soluzione al problema dello spreco alimentare, perché la resistenza a chiedere di portarsi a casa il cibo non consumato viene proprio dai clienti, che già oggi, in realtà, possono usufruire di questa possibilità in qualsiasi ristorante del Paese". Per questo si dovrebbe soprattutto "sensibilizzare i clienti per convincerli ad abbattere le resistenze culturali, come la vergogna o l’imbarazzo, che spesso li scoraggiano dall’avanzare richieste al personale del locale". E viene ricordata un'altra iniziativa come “Rimpiattino”, la versione italiana della “Doggy Bag” lanciata dalla Federazione pubblici esercizi nel 2019. Si tratta di uno speciale contenitore di carta riciclata che alcuni ristoranti potevano offrire alla clientela per portarsi il cibo e le bevande non consumate, puntando alla corretta conservazione e al corretto smaltimento considerando che la maggior parte dello spreco si registra dentro casa. Infine anche se un italiano su due si dichiara favorevole alla doggy bag, secondo un'analisi di Coldiretti-Censis, chi non vede di buon occhio la sua obbligatorietà è la Fiepet. "È già una realtà -commenta Giancarlo Banchieri, presidente dell'associazione dei pubblici esercizi della Confesercenti - non penso ci siano ristoratori che negano la possibilità di portarsi a casa eventuali avanzi. La verità però è che pochi clienti chiedono di farlo: imporre multe a un ristoratore che ha finito le vaschette di alluminio non cambierà la situazione". "Ridurre gli sprechi è nell'interesse di tutti -aggiunge- dell'ambiente, dei consumatori e anche dei ristoratori. Per raggiungere questo obiettivo, però, bisogna lavorare sulla promozione di comportamenti e strategie antispreco. Un impegno che ci prendiamo volentieri: proporremo ai nostri associati di esporre nei loro ristoranti cartelli che invitino i clienti a chiedere la doggy bag. Ma occorre chiarire in modo definitivo le responsabilità: una volta usciti dal ristorante, spetta ai clienti conservare correttamente gli alimenti".