Montelvini racconta gli Asolani, personaggi illustri di un borgo dove il vino è storia

Montelvini racconta gli Asolani, personaggi illustri di un borgo dove il vino è storia
Con una mappa immersiva, vigne, territorio e musica diventano un'unica storia: così l'azienda trevigiana riscrive il passato e guarda al futuro
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Produrre vino significa anche raccontare un territorio, un luogo, a volte anche con le persone che lo hanno abitato e reso quello che è oggi. Succede ad Asolo, piccolo borgo medioevale in provincia di Treviso, con appena 400 abitanti nel centro storico, e 9000 in tutto il paese. Qui una realtà vitivinicole più dinamiche nel panorama italiano, e unica per la sua storia (5 generazioni e 140 anni di impegno nella produzione di vini di qualità) ha dato il via ad un progetto che sa innanzitutto di restituzione, ma anche di occasione di scoperta per tanti.

"Dobbiamo molto a questo territorio - dice Alberto Serena, amministratore delegato di Montelvini-. Così abbiamo deciso di fare qualcosa per ricambiare. Siamo abituati a raccontare Asolo attraverso i nostri vini. Quello che vogliamo fare ora è lasciare spazio a chi prima di noi o con noi ha reso Asolo il borgo che è ora, un borgo ricco di storia, cultura e bellezza. Per farlo ci siamo affidati ai nostri vini e anche a due artisti, un illustratore e un musicista, ed è uscito un racconto straordinario".

 

Da questo desiderio, infatti, è nata una speciale mappa immersiva che si chiama "Gli Asolani" (come il testo di Pietro Bembo del 1505) , pensata da Montelvini e che parte proprio dalle persone che hanno segnato la storia del borgo veneto - Eleonora Duse, Caterina Cornaro, Freya Stark, Gian Francesco Malipiero e la famiglia Serena - per far scoprire le diverse referenze dell’Asolo Prosecco Docg e arricchire l’Asolo Experience. La cantina veneta si racconta quindi da una prospettiva nuova in un esclusivo viaggio accessibile a tutti https://www.montelvini.it/pages/experience grazie a una sinergia creativa tra le illustrazioni di Gianluca Biscalchin e le musiche di Piero Salvatori che, studiate le storie e le biografie degli Asolani, ha selezionato e associato a ognuno di loro i suoi brani più significativi.

È un percorso da fare a tappe, a piedi, lungo le strade acciottolate del borgo, sotto i portici che incorniciano boutique e luoghi di ristoro tipici. È un luogo magico che nel tempo ha accolto  e conquistato personaggi illustri. E ancora continua a farlo: lontano dalle cronache mondane, qui trovano spesso rifugio alcuni piloti di Formula Uno e attori hollywoodiani, tra le ultime star ad aver soggiornato al Cipriani di Asolo, c'è Brad Pitt.

Qui tutto è riservato, elegante. A partire dalla casa di Eleonora Duse che ha vissuto nel borgo per brevi, intensissimi periodi. E qui e? sepolta, per suo volere. Dopo l'artista, la politica. Il Castello di Caterina Cornaro è la seconda tappa. Il consiglio è di salire in cima alla torre, per una vista spettacolare che spazia tra colline, pianure e montagne. D'altronde Asolo è anche nota per essere "la città dei cento orizzonti".  Ad Asolo Caterina Cornaro creò una delle più brillanti corti rinascimentali, circondandosi di artisti rinomati, come il pittore Giorgione e il poeta Pietro Bembo. Altra donna coraggiosa, avventurosa, indipendente, Freya Stark, grande viaggiatrice ed esploratrice (a ottantotto anni ha ancora attraversato l'Himalaya a dorso di mulo fino al confine tibetano) dopo ogni avventura ha sempre fatto ritorno al suo meraviglioso giardino di Asolo, terza fermata di questo cammino.

Per la quarta tappa, l'incontro è con un musicista e compositore, Gian Francesco Malipiero che si ritirò ad Asolo per isolarsi dal mondo e creare. Sono numerosi gli artisti e poeti passati dalla sua dimora, circondata da alte mura per evitare di sentire il rumore della città. Nel suo giardino si sono esibiti in concerto alcuni dei più eccezionali talenti della musica, tra cui Stravinskij.

Il viaggio termina sul terrazzo di Villa de Mattia, dove è custodita la testimonianza del rapporto tra la famiglia Serena, alla guida di Montelvini, e Asolo. Da questa cornice unica è possibile vedere il “Vigneto Ritrovato”, un progetto avviato nel 2017, che prevede il recupero di un’antica vigna nel cuore dello storico borgo, un simbolo tangibile dell’alleanza tra uomo e terra e di quel legame ancestrale di cui Montelvini si fa portavoce, citata da numerose fonti storiche e documentarie a partire dal Catasto Napoleonico del 1807-10 e dalla guida di Asolo a cura di Vittor Luigi Paladini del 1895.

L'ad di Montelvini Alberto Serena 
L'ad di Montelvini Alberto Serena  

Pere ogni tappa, per ogni personaggio, la sua musica e il suo vino: l'Asolo Prosecco Superiore DOCG Extra Brut Millesimato, un vino molto complesso e intenso o l'Asolo Prosecco Superiore DOCG Brut apprezzato dai palati più raffinati.  L'Asolo Prosecco Superiore DOCG Sui Lieviti, un vino non filtrato, con un’anima torbida e in continua evoluzione.  O ancora l'Asolo Prosecco Superiore DOCG Extra Dry, fruttato, floreale, per arrivare al FM333 Asolo Prosecco Superiore DOCG Brut Millesimato, la referenza più importante di Montelvini.

 

 

 

 

 

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