Oltrepò Pavese, benvenuti nella Tenuta Travaglino: mille anni di storia

Cristina Cerri
Cristina Cerri 
Il primo atto scritto della proprietà risale al 1111. Il principe della vigna è il Pinot Nero che con il Riesling dà vita a vini unici. Provate OP Metodo Classico Rosé Montecérésino 2019
4 minuti di lettura

Calvignano, Oltrepò Pavese, paesino di 100 anime poco dopo Casteggio e al confine con Montaldo Pavese. Da questo comprensorio centro-occidentale dell’Oltrepò Pavese passa una buona fetta della storia vitivinicola del territorio che ha nel pinot nero il suo vitigno principe. Ora, il primo atto scritto che riguarda questa proprietà è datato 1111, e di quell’anno sono le prime pietre che costituirono le fondamenta del convento benedettino, divenuto poi barnabita e quindi trasformato, nel corso dei secoli, in tenuta agricola e vitivinicola.

In epoca moderna, nel 1868, fu il Cavaliere Vincenzo Comi da Milano ad acquisire l’intera proprietà, ancora oggi la seconda privata per estensione dell’Oltrepò con i suoi 400 ettari in un corpo unico, di cui 80 vitati, con 13 cascine, una locanda e un intero borgo storico, Calvignano (il 60% dei terreni di tutto il borgo è di proprietà della famiglia).

Il XX secolo vede la fondazione vera e propria della tenuta vitivinicola ad opera dell’omonimo nipote del Cavalier Vincenzo Comi, ma è nel 2013 che si compie la svolta grazie all’impegno della quinta generazione, rappresentata dai fratelli Cristina (laurea alla Bocconi) e Alessandro Cerri Comi (laurea allo IULM). Grazie a loro si assiste ad una ri-modernizzazione e razionalizzazione dell’azienda, con un particolare focus produttivo su due vitigni in particolare: il pinot nero e il riesling renano. Nasce in questi anni anche un team di professionisti capitanati dall’enologo Donato Lanati (le cui origini sono di queste terre), supportato dall’enologo pavese Achille Bergami.

I vigneti sono quasi del tutto esposti a sud, ad altezze tra i 220 e i 350 m.s.l.m. sulle pendici del Monte Cérésino, un’area collinare d’incontaminata bellezza, caratterizzata da suoli argilloso-calcarei che poggiano su marne e arenarie, ricchi di microelementi, da secoli adatti alla coltivazione della vite. Viene praticata un’agricoltura a basso impatto ambientale, razionale e sostenibile. Sono 150 mila le bottiglie prodotte.

Inoltre, accanto alla produzione vitivinicola, Tenuta Travaglino è oggi anche un’affascinante location per eventi creati su misura per il cliente. Conferenze aziendali, team-building, cene in cantina e matrimoni trovano qui una dimensione unica. L’antico monastero, ora villa signorile, è circondato da un meraviglioso parco secolare di oltre 4 ettari, area di pregio naturalistico con roveri, castagni, frassini e cipressi centenari. Il parco accoglie anche alcune decine di daini, che sono diventati la mascotte della Tenuta. Meritano la visita, le antiche cantine con la storica ghiacciaia interna perfettamente conservata.

Ci siamo stati un pomeriggio di autunno, e il giro sembrava non finire mai, finché, insieme a Cristina e Achille, eccoci al tavolo degli assaggi.

Si inizia col l’Oltrepò Pavese (OP) Metodo Classico Brut Cuvée 59 dedicato alla mamma di Cristina e Alessandro, con 80% pinot nero e 20% chardonnay. Brut unico senza annata, sta 24 mesi sui lieviti e offre 20 mila bottiglie. Ha colore paglierino brillante; al naso note verdi molto intense e distese; in bocca è vincente l’equilibrio di un sorso cremoso, che termina sapido, ma con un’acidità vibrante in bocca.

Il Metodo Classico Brut Cuvée 59
Il Metodo Classico Brut Cuvée 59 

L’OP Metodo Classico Gran Cuvée 2018 è un pinot nero al 100%, ossia un extra brut che rimane sui lieviti almeno 36 mesi dopo aver assemblato i migliori vini base. Colore paglierino ancora più brillante; note speziate leggermente ematiche, con la viola in sottofondo e un che talco. È ampio, anche lui, equilibrato, sapido, con un finale leggermente amaricante. Proprio piacevole nella sua bella complessità.

L’OP Metodo Classico Pinot Nero Rosé Montecérésino 2019 ha un iconico colore buccia di cipolla; al naso note di rosa bulgara molto dirette. In bocca è ghiotto, equilibrato, ma di carattere, dove alcolicità e acidità si incontrano sul finale quasi a bisticciare per emergere sull’equilibrio complessivo. Fa macerazione a freddo, pressatura soffice con resa del 50%, fermentazione a 18 °C in acciaio, tiraggio nel maggio successivo assemblando i migliori vini base. L’affinamento in bottiglia sui lieviti è per almeno 24 mesi. Da provare, perché la riuscita di un Rosé è sempre una bella conquista.

Lo spumante rosé
Lo spumante rosé 

L’OP Metodo Classico Pinot Nero Extra Brut “Vincenzo Comi” Riserva del Fondatore” 2016 è il vino apicale. E anch’esso ha colore paglierino brillante, mentre al naso emerge con note verdi incisive. È proprio l’espressione del territorio che abbiamo visto: i suoi tratti sono subito molto intensi, franchi, puliti con una tensione speciale. È poi ricco in bocca e capisci che deve ancora esprimersi. Di questo vino, che è fra i miei preferiti da sempre, dico che è eleganza, ma senza dimenticare la potenza del pinot nero che riesce a raccontare l’anima di un territorio. E poi c’è la persistenza della bolla fine. Per ottenere questa riserva si pratica la medesima vinificazione del precedente, ma la selezione delle uve si ottiene dai vigneti più antichi e sta almeno 60 mesi sui lieviti.

E, a questo punto, se il degustatore felice che è in me ha pensato di avere toccato il massimo, deve ricredersi. Ma qui è protagonista il Riesling Renano che prende il nome di “Campo della Fojada”, nome derivato dal luogo dove un tempo era indirizzata la raccolta delle foglie, che qui si radunavano per effetto delle correnti d’aria. Siamo su suoli argilloso-calcarei, con marne e arenarie che, uniti al microclima ventilato e fresco, regalano un Riesling Renano molto longevo le cui iniziali note di frutta agrumata e tropicale evolvono in sentori minerali con il procedere dell’invecchiamento.

L’ OP Riesling Campo della Fojada 2022 al naso ha la freschezza del chewingum, molto aromatico, giovane ma già elegante, anzi molto elegante. In bocca la promessa c’è tutta. E costa appena 13 euro. Vinifica in bianco con affinamento di sei mesi sulle fecce vini e imbottigliamento la primavera successiva la vendemmia.

Il Riesling Campo della Fojada
Il Riesling Campo della Fojada 

L’ OP Riesling Campo della Fojada Riserva 2019 sarà per me una sorta di apoteosi. Ha un colore sempre brillante che vira verso l’oro, con un accenno di idrocarburi eleganti, che si sommano a sentori speziati e caldi e cenni di frutta tropicale. Tanta roba, ti viene da dire dopo qualche minuto di evoluzione dove vengono fuori più netti gli idrocarburi tipici del riesling e le espressioni minerali di questo territorio benedetto da Dio (i monaci – gli stessi che hanno bonificato la Borgogna – già lo sapevano). In bocca il sorso è rotondo, pieno e carico di freschezza. Ha molta eleganza e sembra mostrare il corpo di un rosso, per un campione di Riesling fra i migliori d’Italia, senza dubbio il migliore assaggiato quest’anno.

Si chiude coi rossi.

Il Riesling Campo della Fojada Riserva
Il Riesling Campo della Fojada Riserva 

Il Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese “Pernero” 2022 ha colore rubino trasparente, al naso mandorla e gherigli di noce, quindi subito speziature di frutta secca e frutti di bosco. Poi senti netta la ciliegia matura. In bocca è velluto reso elegante da tannini finissimi. Fa solo acciaio.

Pernero
Pernero 

Il Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese “Poggio della Buttigliera” Riserva 2019, al naso ha invece una ciliegia che diventa quasi sotto spirito e comunque va verso la confettura. È in una fase di crescita e maturazione e sta cercando il suo equilibrio: scommetto che fra un anno si trasforma e fra due è ancora più grande. Dodici mesi in tonneaux e barrique e uno in bottiglia.

L’ Oltrepò Pavese Barbera “Campo dei Ciliegi” 2019 ha leggere note ematiche e fruttate, ma quando lo senti in bocca lo riconosci dalla sua vibrante acidità. Ed è una bella espressione dell’eleganza della Barbera, di cui mai si è parlato abbastanza quando si tratta di Oltrepò. Ma qui tutto si apre alla conoscenza di un territorio davvero fra i più grandi d’Italia.

 

Tenuta Travaglino

Calvignano (PV)

Località Travaglino, 6

Tel. 0383 872222

Una bottiglia di OP Riesling Campo della Fojada Riserva 2019: euro 22

 

Scegli su quale testata vuoi vedere questo contenuto