"Min…. a! Tutto era buonissimo … tranne il conto (seguono emoticon che piangono a dirotto, ndr). Eravamo in quattro di cui uno per risparmiare ha preso spaghetti al pomodoro ma non credeva che costassero 30 euro! E poi dicono che Taormina è cara …". Non è casuale il riferimento alla località siciliana nel post apparso sui social qualche giorno fa. Sì, perché a pubblicarlo sulla sua pagina Facebook e sul profilo Instagram è il sindaco della bellissima cittadina della Sicilia decantata da Goethe e mille altri poeti, meta di un turismo non proprio alla portata di tutti. E qui sembra volersi prendere un po' la rivincita su quanti definiscono i prezzi dei suoi ristoranti non molto economici. La stoccata al resto d'Italia, nel caso specifico a Venezia arriva infatti dal primo cittadino taorminese Cateno De Luca in visita nella città dei Dogi per il Festival del cinema anche come occasione promozionale della sua terra e per ricevere un premio alla sua carriera di sindaco.
Fra un impegno istituzionale e una proiezione non può mancare un momento conviviale al ristorante, insieme alla moglie e ad altre due persone. Il nome lui non lo cita ma non riesce a resistere alla tentazione, ormai divenuta un must un dovere di questa estate 2023, di pubblicare lo scontrino della cena consumata in quattro. Il totale è di 309 euro, in menù ci sono i tipici Risi e bisi a 48 euro a persona, il Rombo Yakitori alla “Mugnaia” a 50 euro. E poi c'è il piatto incriminato, ovvero una semplice pasta al pomodoro che uno dei commensali sembra avesse ordinato proprio per risparmiare. Niente da dire sulla qualità e sulla bontà dei piatti ma quel che è risultato un po' indigesto al sindaco siciliano è stato il prezzo secondo lui eccessivo.
I commenti fioccano. Non mancano quelli apertamente "contro" il conto in questione: "Pasta al pomodoro 30 euro? Era pomodoro o pomo d'oro?". Ma ci sono anche quelli che non lo demonizzano: "Sono 77 euro a persona...visto che i coperto sono 4... non è la fine del mondo...in alcuni posti si paga anche 120 a persona". E diversi sottolineano che non doveva esserci tutta questa sorpresa visto che i costi già si conoscevano al momento dell'ordinazione: "Nel menù ci sono i prezzi". E c'è anche chi accusa lo stesso sindaco di non fare il bene del Paese: "Un politico che non comprende che queste esternazioni "studiate" gettano fango sull'Italia e su tutta una categoria sarebbe da internare in camicia di forza. Gli stranieri vi leggono...parlando male di Venezia parlate male anche di Taormina o della Versilia o del Salento".
In molti chiedono il nome del ristorante che nel post non c'è. C'è chi come Alex B. su Instagram dà delle indicazioni di massima: "Il rombo yakitori alla mugnaia è un piatto dello "Chat qui rit", ristorante fine dining che non può e non deve essere preso come riferimento. Se andiamo a mangiare dai vari Otto Geleg, Vineria Modì o da Heinz Beck o al Cinque Archi si paga di meno? No, considerando poi che l'affitto e le spese di approvvigionamento a Venezia sono molto più alte...Il mercato fa i prezzi. Non l'opinione pubblica". Quindi un post scriptum diretto a De Luca: "I prezzi sono esposti nei locali, non ci sono sorprese. Se non sa leggere nemmeno un menu, forse le manca la sufficiente alfabetizzazione per scrivere sui social". Sul fatto che i prezzi siano segnalati e che si possa scegliere se andare o no in un determinato locale e ordinare o meno un determinato piatto inserito in un menu sono d'accordo in tanti. Ed è quello che deve aver pensato il titolare del ristorante citato nel commento su Instagram che Il Gusto ha contattato per una verifica. "Non intendo fare nessuna dichiarazione" ci ha risposto. Per poi dire: "Io ho dato il menu con i prezzi esposti. Ma non so neanche se si riferisse al nostro ristorante. È stato a Venezia per tre, quattro giorni. Ma ripeto non ho nulla da dichiarare, si sa come vanno a finire queste cose sui social".
A difendere Venezia è poi intervenuto l’assessore veneziano al Turismo Simone Venturini: "Al ristorante è sempre bene consultare i prezzi sul menù. La polemica sui prezzi sembra stucchevole. E Venezia ha costi logistici più alti del Sud Italia". Il sindaco "Scateno" come viene affettuosamente chiamato dai suo concittadini commenta al Gazzettino: "Era un fuori menù, poi dicono che la mia Taormina è cara. A parità di prezzo al Sud le porzioni sono più abbondanti".