E' italiano il miglior chef del Motomondiale

E' italiano il miglior chef del Motomondiale
Enrico Allegri, 28 anni, cuoco del tam Aprilia, ha vinto il concorso che viaggia in parallelo ai gran premi per portare in pista, o meglio, vicino alla pista, il format di Masterchef. Nel suo menù gazpacho al Prosecco e petali di piovra a bassa temperatura
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Un vincitore questo mondiale di moto ce l'ha già. Non è un pilota, ma uno chef, quello del team Aprilia. Si chiama Enrico Allegri, ha 28 anni ed è lui a preparare i piatti migliori per piloti e addetti ai lavori. La vittoria, giovedì sera a Misano, al termine di un concorso che ha viaggiato in parallelo ai gran premi europei più importanti col tentativo di portare in pista, o meglio, vicino alla pista, il format di Masterchef. Così Master of Hospitality organizzato da GPONE & Prosecco DOC ha premi anche per diverse categorie: location (KTM), impiattamento (Aprilia), abbinamento con il Prosecco Doc (Aprilia), servizio (KTM) e gusto (Alpinestars). Oltre ovviamente al migliore chef e i Premi Speciali a Cryptodata RNF Aprilia (per la miglior presentazione), Ducati Gresini (miglior host) e Honda HRC (miglior atmosfera).

Nella seconda edizione, una novità: il coinvolgimento dei piloti ai fornelli e in sala. C'è chi ha cucinato e chi ha portato in tavola i piatti per raccontarli, come nella migliore tradizione della ristorazione. In una delle ultime prove al Red Bull Ring, Jack Miller ha affiancato lo chef austriaco Pilz Florian. Nell'ultimo appuntamento prima della premiazione a Misano, a Barcellona, era andato in scena il team Cryptodata RNF Aprilia, ultimo dopo Ducati Gresini, Repsol Honda, Alpinestars, Aprilia e KTM. In quell'occasione ai fornelli e a fare da padroni di casa c'erano Miguel Oliveira e Raul Fernandez. Mentre lo chef era Matteo Canale di Vicenza.

 

A fianco di Allegri vincitore del Master of Hospitality ad Assen c'erano invece i suoi piloti Aleix Espargarò e Maverick Vinales, oltre a Max Biaggi e e Lorenzo Savadori in sala. In menù: gazpacho al Prosecco, purè di patata al tartufo e coda di gamberone argentino; petali di piovra a bassa temperatura su neve di patate, olio al prezzemolo e polvere di pomodoro; risotto Carnaroli al rosè, tartare di gambero rosso, burrata, bisque e caviale di Prosecco; filetto di orata su crema di porro, spugna al basilico e gel al Prosecco; mascarpone scomposto, crumble di cacao 80 per cento, geleé al Prosecco e strootwafer.

Chef cosa significa per lei questa vittoria?

"È una grandissima soddisfazione. Sono molto grato anche per l'opportunità data di Prosecco Doc di metterci in gioco. Non ho avuto dubbi e ho accettato subito la sfida".

 

Lei segue tutte le gare MotoGP?

"Tutte le gare europee e poi a seconda degli ospiti del team partecipo anche alle gare fuori Europa. Salto Giappone e Australia, ma la prossima settimana sarò in India".

 

Da quanto lavora a seguito del mondiale di moto?

"Ho iniziato nel 2017 con la Ducati ufficiale e sono stato con loro due anni. Poi sono passato in Formula Uno con la Haas, team americano. Con loro sono rimasto tre anni e poi sono tornato in Aprilia con le moto. C'era qualche gara in meno rispetto alla Formula Uno: da 26 a 18 gare l'anno".

 

È più facile lavorare per la Formula Uno o per la Ia MotoGP?

"Il lavoro è molto simile. In MotoGP è un po' più facile perché ci sono un po' meno meccanici. Su una macchina ci lavorano dalle 40 alle 50 persone. Quindi in Formula Uno facevo colazione, pranzo e cena per un centinaio di persone tutti i giorni. Invece qui sono intorno ai 20 meccanici e 5 ingegneri per moto, quindi in tutto cucino per 50-60 persone al giorno".

 

Era già appassionato di motori?

"Fin da piccolo sono molto appassionato di moto. Ho una Kawasaki Z1000. Ma non giro in pista".

 

E i piloti cosa le chiedono di cucinare? Le fanno richieste strane?

"Più che altro sono molto attenti alla dieta. Adesso con gli spagnoli la dieta è molto simile alla nostra. Invece nel team inglese la dieta era più caucasica, ricca di grassi, burro. Non ci sono mai state richieste strane. Semplicemente i piloti seguono una dieta molto ferrea. Soprattutto Mick Schumacher e Nikita Mazepin, che erano in Haas, erano attenti al grammo. Dovevo preparare per dire, 65 grammi di quinoa e 72 grammi di pollo con 42 grammi di broccoli. Dovevo pesare perfettamente al grammo".

 

Ogni quanto si cambia menù?

"Ogni Gran Premio cambio menù in base al posto in cui siamo. Cerco di privilegiare gli ingredienti e le ricette tipiche. Cerco di usare sempre i prodotti locali".

 

Come funziona l'approvvigionamento, la spesa rispetto ad un ristorante?

"Io arrivo sul posto il lunedì prima della gara. Devo fare la spesa per una settimana, per nove servizi. Devo fare bene i miei conti per non sprecare nulla. È un po' più difficile rispetto ad un ristorante: non abbiamo una linea, un menù fisso. Ogni settimana si cambia, quindi bisogna cercare preparazioni che ti permettono di anticipare un po' i tempi, magari cuocendo a bassa temperatura sottovuoto. Questo può aiutare molto e avvantaggiarsi sul lavoro finito".

 

In quanti siete in cucina?

"In tutta l'hospitality siamo in otto: due in cucina, un lavapiatti, due in sala, il manager e altre due persone che ci aiutano nel montaggio e nello smontaggio. Di solito in Europa arriviamo il lunedì, e cominciamo a montare la struttura. Due camion uno a fianco dell'altro, vanno alzati e messi su delle travi. Poi va montato il soffitto, il pavimento, tutta l'attrezzatura. Anche io cerco di dare una mano, di essere collaborativo, come in tutti i lavori di squadra. Montata la struttura, il martedì posso andare a fare la spesa, cerco i prodotti locali. In Olanda ho fatto una selezione di formaggi, in Spagna ho scelto i salumi e le carni iberiche. In base al posto in cui siamo, e alla materia prima che trovo, studio il menù".

 

C'è un piatto della vittoria?

"Di solito il pilota ha qualche richiesta precisa. Dopo la vittoria a Barcellona Aleix Espargarò ha chiesto l'astice e pesci crudi. Ho comprato astice, tonno, spada, branzino, orata, salmone. Come da sua richiesta. Cerchiamo di accontentarlo in tutto".
 

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