Estate 2023. Parlare di donne in cucina e limitarsi alle cuoche vuol dire ritrovarsi fuori dal tempo, non rendersi conto che l’evoluzione passa proprio da nuovi ruoli, nuove responsabilità e nuove visioni.
Marianna Bressy ha 41 anni, ed è nata a Cuneo. Sicuramente qualcuno si lamenterà piccato per la menzione dell’età della signora, ma gli anni sono funzionali, quasi decisivi, per raccontare la sua storia.
Ha cominciato a fare impresa a vent’anni, poi ha incontrato Flavio Dotta e dal confronto tra le loro esperienze e dalla comune passione per il cibo è nata «Fly», l’azienda di Marene, cuore della pianura cuneese, di cui fanno parte anche Bruno Dotta e Luca Curti, una realtà che nel 2022 ha realizzato quasi 500 eventi, più di uno al giorno.
Fly si occupa di catering. E Marianna ha un’idea ben chiara di cosa si tratta: «Il mondo del catering è l’unione di cucina e sala. Un gruppo di persone tutte uguali che lavora a un progetto. Ogni pezzo è decisivo, così formiamo i nostri team, non importa se è un dipendente fisso o qualcuno di passaggio, durante un evento tutti hanno lo stesso valore e vanno trattati nella stessa maniera. Le riunioni si fanno coinvolgendo tutti. Insieme».
In un mondo di cuoche arrivate alla cucina per percorsi famigliari, Marianna ha fatto un’altra strada: «Mia nonna aveva un’osteria e miei genitori erano appassionati di cucina, mi portavano spesso alle “Due Palme” di Centallo (un tempio della cucina italiana, ndr) e in vacanza passavano per gli stellati francesi, ma nessuno mi ha mai indirizzata su questa strada. Mio padre mi diceva sempre: qualunque cosa tu decida di fare, cerca di volare alto e io mi sono nutrita di questa libertà e così mi sono scelta questa vita e questo lavoro».
All’università ha studiato Scienze del Turismo Montano, ha fatto la commessa, ha lavorato nei locali. Ora, da 16 anni, si dedica al catering. Da imprenditrice, da moglie e da mamma. «Ho voluto fare tutto - dice Marianna con orgoglio -, anche la famiglia. La fortuna mia è stata lavorare con una società di soci uomini dalla sensibilità estremamente femminile. Io al secondo mese di vita dei miei figli ero a lavorare, anche se nessuno me lo aveva chiesto. E mio marito non mi ha mai rinfacciato che non ci fossi per lavoro. Condividiamo la consapevolezza che una donna realizzata è una mamma migliore, perché così il tempo che dedico ai miei figli è tempo di qualità e tutto per loro». Non è uno schema facile e c’è molto dei valori chiave che possono dare forza al ruolo di una donna sul lavoro. Nel mondo della cucina ancora di più. «Serve una famiglia in cui i genitori abbiano un ruolo intercambiabile con i ragazzi è lo stesso se ci sono io o mio marito. Molto lo devo anche ai miei genitori, la famiglia da cui vengo mi ha dato la forza di fare tutto quello che ho fatto e mi ha dato anche il welfare che lo Stato non mi ha dato e che non dà alle donne italiane. I nonni sono stati il mio welfare per far crescere Leonardo e Luna».
La famiglia ha regalato a Marianna l’equilibrio ed è l’ingrediente segreto che con i soci porta dentro gli eventi di «Fly» in un momento in cui tra esigenze di salute, etica e religione fare ristorazione è una sfida mica da poco: «Il valore fondamentale è l’equilibrio. Le esigenze di salute e di etica contano, sono fondamentali, ma la differenza nella costruzione di un evento la fa l’equilibrio. Non bisogna creare differenze, tutti possono andare insieme al buffet. Il bello del catering è la condivisione e ognuno deve aver chiaro cosa può o non può mangiare, deve essere una bella esperienza. Da noi c’è tutto: senza carne con carne; senza glutine; e con lattosio e senza lattosio. Tutti hanno la loro opportunità di vivere l’esperienza che ci è stato chiesto di costruire».
Ma nell’elenco di quasi 500 eventi l’anno non ci sono i matrimoni. «Non li faccio più perché ci dedico troppo tempo. Una specie di amore e odio. Vorrei regalare a ogni sposa qualcosa di indimenticabile, ma ci vuole troppo tempo, si trascurano troppi lavori e allora lasciamo questi eventi, i matrimoni, a chi ha scelto di fare solo quelli e li fa bene. E poi oggi le famiglie e la tv influenzano troppo le nozze, si cercano mille modi per stupire ma è già stato fatto tutto e allora servirebbe solo tanta semplicità, ma non tutti lo capiscono».
Quello che tutti comprendono bene sono i piatti che escono dalla cucina di «Fly», i più amati da Marianna Bressy sono: «Il vitello tonnato è la nostra tradizione, le radici piemontesi. Lavoriamo per farlo diventare il più buono in assoluto e secondo me ci siamo riusciti. Poi puntiamo sui risotti e ci crediamo tantissimo, il risotto al limone è uno spettacolo, ha un gusto particolare. E la nostra panna cotta secondo me è indimenticabile e quando ne provo altre al ristorante, bene non ho dubbi sul fatto che sia la migliore».
Un lavoro duro quello del catering: «Non da donne, ma dove le donne sono perfette - conclude Marianna Bressy -. Non va fatto con leggerezza, ma nessuno lo può fare meglio di noi: devi gestire contemporaneamente il rapporto con la cucina, la sala, il cliente, con la logistica e in tutto questo serve una sensibilità estetica e devi rispettare dei tempi. Come in una vita di madre, moglie e imprenditrice. O no?». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA