Grandine a Montalcino: danneggiate le vigne del Brunello

Grandine a Montalcino: danneggiate le vigne del Brunello
Un violento scroscio si è abbatutto nei campi intorno al borgo. Stefano Cinelli Colombini (Fattoria dei Barbi): "Danni dal 5% al 10%, è stata breve ma violenta. Ci si deve difendere con la tecnologia". Qualità salva
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Sono bastati dieci minuti per danneggiare le vigne più prestigiose del mondo: quelle del Brunello. Il cambiamento climatico non dà tregua e la grandine stavolta colpisce Montalcino. Il maltempo si è abbattuto in particolare sulla zona di Castelnuovo dell’Abate e in varie aree intorno alla città. La grandine, poca ma violenta, ha flagellato i vigneti in maniera disomogenea, ma ci sono interi filari danneggiati. È ancora presto per la conta dei danni, ma sale la preoccupazione nei campi dove cresce l’uva che dà vita a uno dei rossi più prestigiosi del mondo, il Brunello di Montalcino. Anche perché i danni della grandine vanno a sommarsi a quelli fatti dalla peronospora, la malattia della vite quest’anno ha creato problemi su tutto il suolo nazionale.

Grossi chicchi di grandine si sono abbattuti sulle vigne a Montalcino
Grossi chicchi di grandine si sono abbattuti sulle vigne a Montalcino 

"Ero in vacanza in Maremma quando ho appreso la notizia e sono tornato di corsa a casa a Montalcino per controllare - dice Stefano Cinelli Colombini, titolare della prestigiosa e storica azienda "La Fattoria dei Barbi" - Il danno c’è ma la la qualità non è intaccata: si va dai 6 ai 10 acini per grappolo danneggiati, che in percentuale vuol dire una forbice fra il 5% el 15%. Il problema è che sono caduti chicchi molto grossi. Lo scroscio sarà durato dieci minuti, una cosa ridicola. Non è caldo, siamo sui 27 gradi a mezzogiorno, non c’è clima tale da giustificare fenomeni del genere. Ma la violenza con cui si abbattono piogge e grandine fa la differenza. Per esempio, alla vigilia del palio, a Siena sono caduti 25 millimetri in mezz'ora. Stiamo vivendo una situazione climatica stranissima".

Lo sottolinea il presidente del Consorzio di tutela del Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci: “Su una parte di Montalcino la grandine ha colpito duramente, per fortuna ha investito solo una porzione ristretta, soprattutto nell’area di Castelnuovo dell’Abate. È difficile prevedere le conseguenze ad oggi, però certamente in vista della vendemmia la preoccupazione c’è, non può essere diversamente quando non si è ancora raccolto e con una grandinata che colpisce il 17 di agosto. Questa è un’annata difficile, caratterizzata anche dai danni provocati dalla peronospora che ha colpito circa il 10% del raccolto. Ma sopravviveremo anche a questo”.

Appresa la notizia dal sito della protezione civile, ha mandato subito personale a perlustrare la vigna Donatella Cinelli Colombini, produttrice e donna del vino, proprietaria fra l’altro del Casato Prime Donne nell’omonima località ilcinese: “Un po’ di grandine l’abbiamo presa, ma non è stata fortissima: abbiamo constatato la presenza di foglie sfondate, acini rotti ma non in misura così grave. E per fortuna: quando la grandine colpisce pesantemente i danni li senti anche negli anni successivi”.

Danni lievi anche a Poggio Landi del Gruppo Dievole, in località Podere Belvedere come pure nell'azienda Poggio al Sole del wine maker toscano di fama internazionale Roberto Cipresso. 

La preoccupazione più forte riguarda la frequenza di questi fenomeni meteorologici. E anche l’estensione. Montalcino non è l’unica zona colpita dalla grandine negli ultimi giorni, presi di mira anche l’Astigiano (con danni al Moscato), il Cuneese e la Val di Susa. Per non parlare del Prosecco, flagellato nelle scorse settimane, e del Piemonte messo a dura prova nelle zone di Langhe, Roero e Monferrato il mese scorso. “Per fortuna stavolta le mie vigne a Montalcino sono state risparmiate, ma nella mia azienda di Prosecco, la grandine che si è abbattuta tre settimane fa ha colpito l’85% dei nostri vigneti – dice Sandro Bottega, titolare dell’omonima azienda nel Trevigiano, leader nella produzione di Prosecco - Un disastro: sono andati persi 2000 ettolitri di vino, abbiamo appena fatto la stima. Una volta questi fenomeni succedevano ogni venti anni, oggi in Veneto è la terza volta in 4 anni. Il problema è davvero grosso. È necessario che la politica lavori per combattere l'inquinamento e quindi per contrastare il cambiamento climatico. Basterebbero alcune norme ad hoc. Non sarà facile, ma è un lavoro che va avviato e poi perseguito con tenacia e costanza".”.

Danni della grandine hanno colpito vigne soprattutto in Toscana, Veneto e Piemonte
Danni della grandine hanno colpito vigne soprattutto in Toscana, Veneto e Piemonte 

Come ci si difende? “La tecnologia oggi aiuta molto. Io da 30 anni ho adottato il sistema di coltivazione del cordone libero, inventato dall’ilcinese Cesare Intrieri, che rispetto alla grandine pare avere resistenza perché le foglie sono meno esposte – spiega Stefano Cinelli Colombini - Inoltre, dopo una grandinata per proteggere il frutto si può usare un prodotto di origine naturale a base di bacilli che mangia gli zuccheri e la muffa: così facendo si evita che il grappolo marcisca”.

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