Paolo Zoli e il Sangiovese ideale

Paolo Zoli e il Sangiovese ideale
Questa cantina familiare faentina sta facendo un lavoro entusiasmante legato a vitigni rari e autoctoni
2 minuti di lettura

Quale sarebbe il Sangiovese ideale? Quello muscoloso e imponente, oppure quello di medio corpo che però bevi volentieri ogni giorno? La sentenza, se di questa si può parlare, è rimandata al 17 aprile a Milano, quando l’Emilia Romagna del vino sarà con me e Marco Gatti all’Hotel Melià per una “Giornata” di approfondimento (www.golosaria.it). Del resto se parliamo di Sangiovese, il plurale è d’obbligo visto che sono 16 le zone codificate nel disciplinare del Romagna Sangiovese (Serra, Brisighella, Modigliana, Marzeno, Oriolo, Castrocaro, Predappio, Meldola, Bertinoro, Cesena, Mercato Saraceno, Longiano, Imola, Coriano, San Clemente e Verucchio). Certo è che la presidente del Consorzio di Tutela Ruenza Santandrea ha simpatia per i Sangiovese da tutto pasto, almeno a vedere quando, per ben due volte, nella medesima trattoria di Faenza (l’ottima Manueli), abbiamo assaggiato campioni di profumo immediato e di medio corpo. Che è il mood anche del Sangiovese Colle Giove 2021 prodotto a Santarcangelo di Romagna per il secondo anno consecutivo da Carlo Cracco.

Ma che gran bella scoperta questa cantina familiare faentina che sta facendo un lavoro entusiasmante legato a vitigni rari e autoctoni come il “Famoso” e il “Centesimino”, considerati ancillari, ma in realtà capaci anche di dare grandi risultati in una terra dove il sangiovese continua ad avere un ruolo determinante.

E se non lo avete ancora fatto, questa fascia di Romagna, siamo a ridosso della via Emilia, tra mare e collina, a metà strada tra Bologna (Km 50) e Rimini (Km 60), rappresenta un unicum da visitare coi suoi dolci pendii collinari, che si susseguono senza soluzione di continuità verso aree pianeggianti e parchi naturali.

 

Paolo Zoli, agrotecnico classe 1969, terza generazione di vignaioli, conduce l’azienda insieme alla sorella Loretta, alla moglie Daniela e al loro figlio ventenne Matteo. Diciassette gli ettari vitati, frazionati in due corpi principali, nei quali si applica la lotta integrata. Solo diecimila le bottiglie, perché qui il vino viene ancora venduto sfuso e in damigiane.

Ora, la nostra degustazione ha preso il via proprio dal Ravenna Famoso 2021, che ha colore giallo oro e al naso un che di pesca intenso, pulito, invitante, accompagnato da cenni balsamici. In bocca è pieno, con un finale secco. Davvero caratteristico.

Ancora più soddisfacente il Ravenna Bianco “Io&Te” 2021 (dedicato alla moglie), da uve albana 80% e incrocio manzoni 20% vinificate in acciaio. Ha naso complesso che evoca la liquirizia, l'anice e la menta che ritornano in bocca in un sorso disteso, con una freschezza data da acidità e da queste intrinseche note balsamiche.

Il Ravenna Sauvignon Rosso Centesimino 2021 (quest’anno otterrà la Doc) è l'ennesima conferma delle potenzialità di questo vitigno a bacca rossa che già più volte abbiamo premiato nel nostro riconoscimento Top Hundred. Zoli non si smentisce con un campione che ha naso fruttato di lampone e anguria, mentre in bocca è vellutato con una speziatura molto fine. Fa anche qualche mese in tonneaux. Una chicca da conoscere.

Semplicemente godurioso il Romagna Sangiovese Superiore 2021 che rappresenta un'interpretazione vera, iconica di questo vino: naso ematico alla prima olfazione, ma bastano pochi secondi per liberare l'anima fruttata del sangiovese, profonda e con la giusta speziatura. In bocca è ben fatto, di buona acidità e corpo. E un Sangiovese di carattere, romagnolo. Che piace!

La gamma dei rossi si chiude con il Ravenna Rosso “Perché No” 2021 da uve rebo in purezza, vinificate per sei mesi in barrique (e qui il residuo del legno un po’ si sente) con una bella profondità dove avverti anche note di cioccolato e prugna, dentro a un sorso disteso. Ora, se ci mettiamo anche il Rosso “Savignon” (nome del centesimino) da uve surmature possiamo concludere che una piccola cantina ci ha offerto la sorpresa di una collezione di vitigni originali che danno origine a vini ben fatti, iconici. Si parte per una gita?

 

Zoli Paolo

Bianzarda di San Biagio, 35
Faenza (Ravenna)
Tel. 3291610052

Scegli su quale testata vuoi vedere questo contenuto