"Vuoi sapere qual è il rapporto tra Venezia e il vino? Ma è semplice, semplicissimo! È un rapporto antico e vitale: il vino è il sangue di Venezia, e come l’acqua scorre nei canali e tiene viva la città, così il vino scorre nelle vene».
Wine in Venice, tre giorni in Laguna per scegliere il futuro del vino: il teaser
È un imprenditore di razza e un uomo di forti emozioni, uno che la vita se la mangia con passione, Raffaele “Raf” Alajmo, patron assieme al fratello – formidabile cuoco – Massimiliano ‘Max’di uno dei gruppi eno-gastronomici più prestigiosi d’Italia: ha il Veneto nel cuore, possedendo il Quadri in Piazza San Marco e le Calandre a Rubano (Padova), con una base nautica estiva in fondo alla Laguna, davanti allo storico Collegio Militare Morosini.
«Un legame che si spiega con le nostre abitudini, uniche al mondo. Non è come nelle altre città, che esci dall’ufficio prendi la macchina e cerchi un posto dove rilassarti. Qui non ci sono tante altre di queste altre attrazioni, se escludi un paio di cinema e qualche – splendido, storico – teatro».
In effetti, sia che tu abbia la fortuna di abitarci sia che tu venga a goderne la bellezza per poco o saltuariamente, lo stile di vita non trova paragoni in nessun’altra parte del mondo.
«Come si vive? Molto semplicemente, si va a piedi, si incontrano gli amici. Passeggi per cinque minuti e hai solo l’imbarazzo della scelta quando devi decidere dove sederti a bere una cosa. Aggiungi che lo stress tipico di tanti posti, qua non esiste. Certo, soprattutto in alcuni periodi siamo sottoposti ad una pressione forte che arriva dalla gran quantità di turisti. Ma passa».
La presenza di tanti ‘foresti’ ha snaturato i locali dove si va a bere?
«La quantità dei posti dove si beve è diventata altissima, ma la qualità in genere è migliorata. Nello stesso modo in cui – come è successo in tutta Italia – più ricca è diventata l’offerta. Tra wine bar e bacari, ristoranti, trattorie e cantine, gusti quello che vuoi, dai vini naturali a etichette importantissime. E allora trovi che stanno seduti sulla stessa riva fianco a fianco appassionati venuti da lontano, da lontanissimo, e magari chiacchierano con i ragazzi che arrivano con la barchetta dalle isole della Laguna e l’ormeggiano proprio lì sotto. Popoli che non hanno molto in comune, ma convivono pacificamente sotto il nostro cielo».
Astemi?
«Gli astemi qui sono veramente pochi».